Dalla rassegna stampa Libri

Poeta dell’amor scortese

Marco Simonelli, poeta, traduttore e performer attivo da un decennio sulla scena nazionale,… in chiave anche manifestamente queer. Recentemente ho avuto l’onore e l’onere di essere l’ultima voce antologizzata nel volume Le parole fra gli uomini , un excursus critico a cura di Luca Baldoni …

Marco Simonelli, poeta, traduttore e performer attivo da un decennio sulla scena nazionale, consacrato nel 2012 dall’inclusione nell’Undicesimo Quaderno Italiano di Poesia di Marcos y Marcos, esce oggi con Poesie d’amore splatter , un nuovo libro che raccoglie anche parti importanti della sua produzione passata. Un percorso, quello di Simonelli, sviluppatosi in maniera circolare: dopo il debutto con un racconto in versi, il poeta fiorentino ha vissuto una fase di ricerca e sperimentazione con incursioni nel monologo drammatico, nella spoken-word e nel recupero del sonetto elisabettiano, mentre negli ultimi anni ha ritrovato interesse per la narrativa in versi. «Poesie d’amore splatter — spiega Simonelli al Corriere Fiorentino — raccoglie materiali scelti dai miei libri precedenti più una lunga coda di inediti, tra quelli che hanno mostrato la miglior resa nella lettura ad alta voce, che è parte essenziale della mia attività. Non solo perché sono anche performer: se un testo supera la prova della lettura ad alta voce, per me significa che ha raggiunto un buon livello di maturazione. La poesia è essenzialmente un accadimento vocale».
«Il tema del libro, invece — racconta ancora Simonelli — è l’amore colto nelle sue manifestazioni più estreme. Il blocco di poesie che lo apre, una nuova messa in scena del martirio di San Sebastiano in chiave pop, è un monologo in versi uscito nel 2004, che col tempo è diventato un mio ‘cavallo di battaglia’ nelle letture pubbliche. Lo rappresento da dieci anni: c’era bisogno di una ristampa. Così ho deciso di affiancargli poesie vecchie e nuove, tutte accomunate dal tema erotico-mortifero, ma sempre con una nota di leggerezza. Tra le influenze dirette c’è infatti il Trecento toscano riletto in chiave parodica, dato che il mio ‘amore splatter’ è essenzialmente un amore scortese».
I versi di Simonelli accostano infatti forme e immagini classiche con un erotismo fortemente ironico, come quando scrive: Homo domine et regum dominatio / sia il dazio del suo corpo un momento assai divino / sia vino il sangue suo, siano pane le sue pene / sia il pene conservato in una teca / e cieca vada adorandolo la folla – / di quella polla di plasma vado fiera. / Ogni sua falla è d’amor miniera.
«Va detto — precisa l’autore — che un’altra mia fonte d’ispirazione sono i sonetti shakespeariani: negli anni ne ho scritti un centinaio; qui ne pubblico quattordici. Credo poi vi sia l’influenza di un certo clima neovanguardista e manierista nella ricerca di una forma in grado di rivitalizzare il concetto di ‘poesia d’amore’. In questo caso, in chiave anche manifestamente queer. Recentemente ho avuto l’onore e l’onere di essere l’ultima voce antologizzata nel volume Le parole fra gli uomini , un excursus critico a cura di Luca Baldoni che per la prima volta prende in esame e mappa la poesia gay italiana del Novecento, da Saba a – appunto – Simonelli. In area anglosassone antologie del genere sono in circolazione da trent’anni; da noi siamo abbastanza indietro».
Nonostante le influenze arcaiche, se Simonelli è a ogni effetto un poeta contemporaneo, ciò non avviene solo in virtù dei temi, ma anche per la forma, lo stile e finanche per le scelte editoriali.
«Tra i contemporanei — spiega ancora il poeta fiorentino — devo molto al magistero maieutico di Danilo Dolci, Mariella Bettarini e Franco Buffoni e certamente la poesia di Amelia Rosselli ha avuto un forte impatto sulla mia scrittura. Molte delle poesie qui incluse, poi, hanno visto la luce all’interno di un laboratorio composto da poeti dell’area fiorentina: il lavoro di lima è essenzialmente un’esperienza collettiva. Se è vero che oggi c’è un piccolo rinascimento letterario a Firenze e in Toscana, con l’emersione di una nuova coorte di scrittori e critici dopo un periodo di relativo silenzio, la nostra poesia ha invece sempre goduto buona salute. Dopo il lunghissimo magistero post-ermetico, i poeti più interessanti della scena toscana sono soprattutto donne: Elisa Biagini, Rosaria Lo Russo, Francesca Matteoni. Voci diverse accomunate dalla consapevolezza che la poesia sia soprattutto una modalità di intervento pratico nella realtà. Tra l’altro mi sento di dire che non è vero che la gente non legge poesia. Il fatto è che la poesia – e anche il fare poesia – è un ‘bene di lusso’ praticamente gratuito, pubblicato spesso con difficoltà e senza movimenti di denaro. Questo rende meno visibili i lettori di poesia, ma esistono e sono agguerriti ricercatori e collezionisti. L’assenza di business garantisce poi una libertà praticamente assoluta. Anche l’editore che ho scelto va in questo senso: Poesie d’amore splatter esce come edizione d’arte a tiratura limitata con copertina serigrafata per le edizioni Sartoria Utopia di Francesca Genti e Manuela Dago. Cuciono personalmente i libri a mano, sono delle vere artigiane della pagina, e col tempo hanno pure messo insieme un catalogo molto interessante».

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