Dalla rassegna stampa Televisione

Il bacio gay di Un Posto al Sole: parlano i protagonisti

Il bacio omo fra Sandro e Claudio ha diviso i fan di Un Posto al Sole: alcuni l’hanno trovato coraggioso, altri l’hanno di cattivo gusto. Noi di VanityFair.it li abbiamo sentiti: ecco che cosa ci hanno raccontato

Non è la prima volta che l’omosessualità fa capolino a Palazzo Palladini, ma è la prima volta che uno dei protagonisti di Un Posto al Sole affronta in prima persona il dissidio interiore che precede la scoperta di sé. Sandro ha vissuto senza una figura materna, schiacciato dal dispotismo e dall’autorità del padre Roberto e quasi privo di amici, di quel confronto maturo e consapevole con le proprie idee e, anche, con la propria natura. L’incontro con Claudio ha messo in discussione le certezze che pensava di avere e quel bacio tanto chiacchierato è stato solo l’inizio di un percorso che, speriamo, possa aiutarlo a capire, a riflettere. Eppure la rete si è divisa, fra chi ha considerato il bacio un atto di coraggio e chi l’ha bollato come scorretto e una minaccia per «una soap per famiglie». Ma cosa pensano Alessio Chiodini e Gabriele Anagni, rispettivamente Sandro e Claudio in Upas? E, soprattutto, come prenderà la notizia il temibile Roberto, il papà di Sandro interpretato da Riccardo Polizzy Carbonelli?

Ragazzi, come vi siete trovati a vestire i panni di un personaggio omosessuale?
Alessio: «Non mi era mai capitato e, per questo, è stata una sfida che sono stato contento di accettare. Poi, visto il percorso di Sandro, un po’ me l’aspettavo. So che quando entri in un certo tipo di ambiente come quello dell’Accademia riesci a distruggere le sovrastrutture e liberarti delle insicurezze ed è proprio quello che è successo al mio personaggio». Gabriele: «All’inzio mi sentivo un po’ a disagio. Un conto è recitare delle battute e ragionare su che cosa significa esserlo, ma interpretarlo è un’altra cosa. Devi essere capace di introdurti in qualcosa che è molto lontana da te. È difficile».

Com’è stato girare questa chiacchiaratissima scena del bacio? Eravate a disagio?
A: «La mia fortuna è stata quella di aver trovato una persona come Gabriele. Con lui si è creato subito un feeling e una collaborazione che aiuta molto al momento di girare scene impegnative come questa. Per noi è stata una prima volta: non ho mai interpretato scene omosessuali prima d’ora. Eravamo tranquilli e, soprattutto, curiosi di capire che cosa venisse fuori. Personalmente ero preoccupato perché volevo che il bacio fosse vero».
G: «Per me è stata la prima volta. All’inzio era un po’ strano, ma Alessio è stato molto professionale e quindi non c’è stato nessun disagio. Siamo stati bravi, secondo me».

Pensate che aver inquadrato il bacio da lontano sia stata una scelta registica o una strategia per ovviare le critiche?
A: «A me piace pensare che fosse per un problema di inquadratura, che a livello artistico è molto bella. Penso che questa scena abbia sintetizzato tutto quello che avviene in quel momento: Rossella che non vede ed è di spalle e uno sfondo che rivela la verità».
G: «Secondo me è stata una scelta per allontanare le critiche. Quel bacio è importante e doveva raccontare qualcosa: non un bacio gay, ma due ragazzi che si piacciono e che vogliono stabilire un contratto. Chiaramente, per motivi legati a ciò che sappiamo, hanno deciso di lasciarlo in secondo piano per non turbare il pubblico di Upas. Io non condivido, anche perché, alla fine, è successo lo stesso».

Infatti le critiche ci sono state. Voi come le avete prese?
A: «Prima che venisse trasmessa la puntata ero abbastanza fiducioso, proprio perché pensavo che il pubblico, alla fine, se l’aspettasse seguendo la soap. Mi aspettavo anche che ci fossero delle critiche, magari da parte di genitori che non erano ancora pronti a educare i figli a un certo tipo di realtà. Ma io a 13 anni guardavo Dawson’s Creek: se fosse stata una serie americana trasmessa alle 20.30 nessuno avrebbe detto niente, ma siccome è italiana c’è chi si stupisce e chi grida allo scandalo. È bene che anche l’Italia faccia questo passo».
G: «È stato davvero eccessivo. Sembra di essere tornati a cinquant’anni fa. Una delle critiche che ci sono arrivate è che non si poteva mostrare una scena del genere in prima serata davanti alle famiglie. Questa è una delle cose più ipocrite che abbia mai sentito in vita mia perché la gente guarda, allo stesso orario, cose che rasentano la pornografia, come le veline. Noi parliamo di sentimenti sani e puri che si scambiano due ragazzi così come potrebbero scambiarsi una ragazza e un ragazzo o una ragazza e una ragazza. Che c’è di male?».

«L’italia non è pronta» è stato uno dei commenti più gettonati. È davvero così? Non siamo pronti a questo?
A: «Io spero davvero che andando avanti si riesca a trovare della positività in questo. Meno se ne parla a livello di sorpresa e di scandalo e meglio è: un bacio gay deve diventare una realtà quotidiana, come di fatto è. Non deve più fare notizia, fa parte della vita».
G: «Io non so come facciano a pensare certe cose: gli omosessuali ormai sono ovunque, per fortuna, e fanno parte della nostra società. Che c’è da stupirsi? È assurdo pensare all’omosessualità come un tema da trattare. Upas racconta storie quotidiane, cose semplici e anche amore, come questo».

Insieme a loro, anche Riccardo Polizzy Carbonelli, interprete del severo padre di Sandro e volto storico di Un Posto al Sole, difende la scelta degli autori. «Non mi aspettavo una cosa del genere perché credevo che la razza umana fosse più evoluta, ma evidentemente non è così». E ancora: «Oggi come oggi, abbiamo la possibilità di sviscerare le varie sfumature dell’omosessualità grazie alla resa scenica di prodotti come Upas. Quando abbiamo affrontato la relazione fra due donne c’è stata attenzione e interesse: oggi le critiche sono centuplicatate perché i protagonisti sono due uomini. Quando si ama una persona non esiste il sesso, esiste l’amore. Pensare che l’omosessualità sia una malattia da curare mi sembra puerile. Non possiamo cambiare la storia, ma possiamo contribuire a una sensibilizzazione maggiore». Ma come prenderà la notizia il personaggio di Roberto Ferri? «Roberto stupirà. Non potrà esprimere un parare positivo su questa situazione ma, come ci ha abiutati, le sue reazioni sorprenderanno». Staremo a vedere.

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