Dalla rassegna stampa Cinema

“The Imitation Game” modello da “imitare”

…la storia rivelata dal New York Times an drebbe quasi insegnata nei manuali di management editoriale…

AVREMMO tutti da guadagnare imitando il modello dietro al successo di The Imitation Game . Ma sì, proprio il film nominato agli Oscar, cinematografica biografia del padre dei computer Alan Turing. Dice: da guadagnare, qui, ne ha avuto sicuramente Hollywood. Giusto e sbagliato: perché a guadagnarci adesso è anche e nientemeno che una istituzione socialmente utile, anzi utilissima, come l’università di Princeton. A dimostrazione che anche i libri, ancora, nel loro piccolo…
Già, la storia rivelata dal New York Times an drebbe quasi insegnata nei manuali di management editoriale. E dunque: approssimandosi il centenario della nascita di Turing, anno 2011, la responsabile del reparto matematico della pubblicistica dell’ateneo americano, Vickie Kearn, pensa a un modo per celebrare il grande scienziato (in vita per la verità addirittura criminalizzato nella sua Inghilterra per la sua omosessualità) e si mette subito a caccia di inediti e carte. Finché, ravanando, non si imbatte in un’avvincente biografia, fuori catalogo però dal 1988: perché allora non ripubblicarla proprio per i tipi dell’ateneo? Il libro di Andrew Hodge è così avvincente che la signora decide di acquisire i diritti legati anche all’eventuale trasposizione cinematografica. Il resto è cronaca: The Imitation Game è il successo che tutti conosciamo – e anche l’Università del New Jersey adesso è lì a goderne. Sì, avremmo davvero tutti da guadagnare imitando il modello dietro al successo di The Imitation Game: cominciando magari a svecchiare la saggistica (parola già orripilante di suo) delle nostre università?

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