Dalla rassegna stampa Cinema

James Franco alla Berlinale con 'I am Michael': "Orgoglioso di aver interpretato attivista gay Glatze"

Cosa può spingere un attivista gay a rinunciare alla propria omosessualità per abbracciare la fede cristiana?…

Cosa può spingere un attivista gay a rinunciare alla propria omosessualità per abbracciare la fede cristiana? James Franco entra nella pelle di Michael Glatze per raccontare la sua storia unica nel film ‘I am Michael’ di Justin Kelly, presentato oggi alla Berlinale. Michael Glatze è bello, carismatico e leader nel movimento per i diritti degli omosessuali’. E condirettore di ‘XY Magazine’, rivista d’interesse nazionale per i giovani gay, fino a quando non si trasferì in Canada con il suo fidanzato architetto Bennett, interpretato da Zachary Quinto.

“Ero interessato alla storia che approfondisce i temi della sessualità e dell’identità”, ha detto James Franco durante la presentazione alla stampa. “In un primo momento ha pensato che la storia di un attivista gay che diventa pastore è insolita”, ha poi aggiunto. Il film, prodotto da Gus Van Sant, è basato sull’articolo del New York Times ‘My Ex-Gay Friend’ di Benoit Denizet su Glatze.

“L’idea del film è nata quando ho letto questo articolo”, ha spiegato Justin Kelly, che ha immediatamente scritto un messaggio a Franco perché lo leggesse. Il protagonista di ‘127 ore’ si è detto “orgoglioso” di aver fatto questo film ma ha anche affermato che si è trattato di un grande “compromesso” per tutto ciò che simboleggiava il personaggio. “Abbiamo lavorato duramente per arrivare al fondo del personaggio. Abbiamo cercato di sapere e capire tutto ciò che era successo, per andare a fondo della storia”, ha aggiunto il regista e sceneggiatore del film.

Dopo aver lavorato nella rivista ‘XY’, Michael fondò con alcuni amici ‘Young Gay America’, prima rivista per giovani gay, in cui si parlava anche di lesbiche, bisessuali, trans e queer. A un certo punto però Glatze ha una serie di attacchi di panico che lo portano a pensare morirà giovane per un attacco di cuore, come accaduto a suo padre morto quando lui aveva 13 anni. Subentrano dubbi, paranoie, paure e comincia a rimuginare, riflettere, ripensare alla sua vita e alla sua identità. Quando esce da questo ‘tunnel’ è convinto che sia stato Dio a salvarlo e comincia a studiare la Bibbia. Dopo un anno di crisi esistenziale diventa tutto chiaro: tutti i suoi problemi dipendevano dalla sua “identità sessuale”.

Rinuncia così alla sua vita di prima, al suo fidanzato e ai suoi amici per trovare il “suo vero io”. Durante questa ricerca di identità decide di scoprire il buddismo e la fede dei mormoni fino a ritrovarsi in una scuola cristiana nel Wyoming, dove ha incontrato la sua fidanzata Rebeka (Emma Roberts) ed è diventato pastore della sua chiesa, dove è ancora oggi.

“La cosa interessante del film è che vengono poste molte domande al pubblico”, ha detto Franco presente quest’anno con tre film alla Berlinale. Oltre a ‘I am Michael’, presentato nella sezione Panorama dopo essere appena passato per il Sundance, l’attore californiano è inoltre protagonista di ‘Queen Of The Desert’ di Werner Herzog e di ‘Everything will be fine’ di Wim Wenders. “Ovviamente questo”, ha scherzato Kelly dopo che un giornalista ha chiesto a Franco quale dei tre film fosse il suo preferito. “Amo Berlino e mi piace venire qui”, ha detto Franco, un habitué della Berlinale che si conclude domenica.

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