Dalla rassegna stampa USA 

Il campione dei record diventa una donna

la scelta di Bruce il superman d’America

L’UOMO che volle farsi re della fatica, ora vuole farsi donna sexy. Il Superman che a 28 anni divenne campione olimpico del decathlon, con record del mondo, muscoli possenti, petto e gambe irsute, adesso a 65 ha i capelli lunghi, le unghie smaltate, gli orecchini, mette il rossetto, porta il reggiseno. È stato molto uomo, non solo nello sport, ma anche nella vita: tre mogli, la seconda era una ex fidanzata di Elvis Presley, sei figli, Burt, 36, Cassandra, 34, Brandon, 33, Brody, 31, Kendall, 19 e Kylie 17 anni. Bruce Jenner, americano, eroe olimpico a Montreal ‘76, fusto da rivista femminile, con tanto di copertina su Playgirl, superstar della tv, ha cambiato sesso. Doveva essere Superman anche sullo schermo, ma nel ’78 Christopher Reeve gli fregò la parte. Era il simbolo della bellezza maschile, un Big Jim versione californiana, ora ha cancellato quei tratti: niente più pomo d’Adamo accentuato, via i peli, laser facciale, Botox, terapia ormonale, per diventare un’atletica signora. In America già ironizzano: Trans-Jenner. Sua madre, Esther, 88 anni, conferma: «Credevo di essere fiera di lui quando vinse l’oro nel ’76. Ora lo sono molto di più, continuerà ad essere un bellissimo esempio». La figlia acquisita Kim, regina dei selfie, che ha fatto la spia, dice: «È la lei più felice che io abbia mai vista». E aggiunge: «Me ne sono accorta perché a casa è sparita la biancheria intima che avevo ordinato da Parigi». E anche perché sono state rimosse dal salotto tutte le vecchie fotografie in abiti maschili. Da tempo i paparazzi di Hollywood stavano dietro alle trasformazioni fisiche di Bruce, anche perché dal 2007 lui e la sua famiglia erano protagonisti di un popolare reality, Keeping Up with the Kardashians , di cui anche il presidente Obama era un fan. E anche se le tante operazioni di chirurgia estetica non facevano notizia, quelle unghie laccate cominciavano a destare sospetti. Possibile che un fisico strepitoso come il suo avesse qualche segno di cedimento o di rivolta? Soprattutto dopo l’ultimo divorzio, nell’ottobre 2013. Cosa porta un uomo che chi è cimentato nelle dieci fatiche di Ercole (il decathlon, appunto), considerate una prova da macho, perché bisogna correre, lanciare, saltare, a voler cambiare sesso? Inoltre a un’età non più giovanissima? Bruce finora non ha parlato. Anzi psicologi e psichiatrici si sono soffermati su quanto possa essere dannoso essere sbattuti in prima pagina mentre il cammino verso un’identità sessuale non è ancora terminato. Anche se Jenner dovrebbe aver già firmato per un programma in cui racconta la sua storia e rilasciato un’intervista esclusiva a Diane Sawyer della rete Abc. Si sa però che Jenner intende continuare a frequentare e a voler amare le donne, come ha sempre fatto. «L’unica cosa diversa è che ora realizzo che non mi sono mai ritrovato nelle fattezze da uomo. Ho sempre sentito che ero nato nel corpo sbagliato». Nessuna delle mogli che ha avuto però si è mai accorta del suo malessere e ora tutta la famiglia dice di essere solidale con lui. Anche se Hollywood, sempre molto moderna in fatto di scandali, è rimasta sorpresa dalla scelta di Bruce. Da quello che l’America considerava il modello per la sua gioventù, quello che finisce sulle scatole di corn-flakes perché mangia ragazzo mangia che un giorno diventerai grande e grosso come lui. Ora lei. Ma c’è anche chi come Dwight Stones, ex compagno di squadra e ex campione di salto in alto, oggi telecronista dell’ Nbc, applaude al coraggio: «Il suo cambiamento di sesso è una magnifica opportunità per cambiare la nostra cultura popolare. Per dire ai genitori che cercano di sopprimere o di nascondere alcune tendenze dei figli, che non c’è niente di male nel cercare di essere quello che si sente. Spero che l’esempio di Bruce aiuterà le persone a rivelarsi e a rendere meno difficile il loro cammino nella società».

Ci sono altri trans famosi: Chastity (ora Chaz) Bono, figlia di Sonny e Cher; Larry (ora Lana) Wachowski, produttore e regista, Bradley (ora Chelsea) Manning, il soldato imprigionato per aver rivelato i documenti nel caso WikiLeaks. Ma nello sport la trans più famosa è Renée Richards, chirurgo oculista, nato Richard Raskind, sposato con un figlio, che a 41 anni nel ‘75 cambia sesso, lotta, ottiene di giocare nel circuito femminile pro del tennis, poi allena Martina Navartilova che porta a vincere due Wimbledon. «Sono stata la prima a chiedere diritti per i trans e nel ’76 mi proibirono gli Us Open, l’unica cosa che mi rimprovero è aver dato troppa pubblicità al mio cambiamento di sesso». E purtroppo Jenner ieri è stato coinvolto in un incidente stradale dove è morta una donna: lui dice perché inseguito dai paparazzi e dalla nuova fama.
Ma se Renée allora dovette superare i molti no dei chirurghi che all’inizio le rifiutarono l’operazione, Bruce non ha questo problema e sembra aver già modificato il suo corpo. Solo uno che è passato attraverso le dieci fatiche del decathlon poteva avere voglia di soffrire ancora e di finire la vita in salita.

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