Dalla rassegna stampa Cinema

Una ragazza tra sogni e crisi

L’Italia al Sundance convince con il film «Cloro»

park city – È stato molto applaudito Cloro l’unico film italiano in gara al Sundance. Partecipa nella sezione World Cinema/ dramatic competition (all’uscita dal cinema il pubblico vota con una scheda). È diretto da Lamberto Sanfelice, 40 anni, studi anche alla New York University, al suo debutto in un lungometraggio dopo alcuni corti.
A Berlino il film sarà presentato nel segmento Generation 14 plus , uscirà in Italia a fine febbraio e ha trovato un distributore per le vendite Usa. Massima soddisfazione, dunque, per Ginevra Elkann che come produttrice e distributrice al Sundance aveva già portato altri titoli e per Francesco Melzi d’Eril, tra i fondatori della società Good Film.
Ha convinto la vicenda di una diciassettenne impegnata a Ostia nelle competizioni di nuoto sincronizzato, che dopo la perdita del lavoro del padre e la morte della madre, deve lasciare tutto. È costretta a trasferirsi a Sulmona nella baita di un parente, cambiando vita e sogni: deve prendersi cura del fratellino e del padre sempre più malato di depressione. Una storia che, pur essendo radicata nella nostra cultura e società, ha connotati ed emozioni universali.
Presente al fianco dei produttori nel Festival fondato da Robert Redford la nostra giovane attrice in ascesa, Sara Serraiocco. Ha una formazione da danzatrice classica, si è fatta notare in tv nei panni di Chiara nella miniserie Francesco di Liliana Cavani e più volte è stata premiata per il film Salvo , il primo per lei dopo i suoi studi al Centro Sperimentale.
«Volevo rendere tutti i sentimenti e le ferite di questa adolescente, che deve lasciare il suo mondo e ogni certezza — spiega Sara —. Quando cerca di ritrovare l’equilibrio di prima ritornando a Ostia per una gara, si rende conto di non essere più se stessa. La vita e le dure esperienze l’hanno cambiata profondamente».
Spiega il regista Sanfelice: «C’è una vena di profondissima malinconia nel mio film, ma ci sono anche molta energia, proiezioni verso il futuro e speranza. La protagonista Jenny è il cuore del copione che ho scritto con Elisa Amoruso, ma intorno a lei appaiono personaggi significativi conosciuti nell’albergo dove trova un lavoro: l’albanese Ivan, un’altra cameriera… Tutto concorre a delineare la nuova coscienza di Jenny di fronte alle difficoltà della vita».

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