Dalla rassegna stampa Cinema

"The Imitation Game" Tra Dio e l’uomo, la matematica

Forse, ancora una volta, sono solo i numeri a riconoscere il valore della diversità.

Un matematico, una guerra e una sfida: decifrare l’indecifrabile. Benedict Cumberbatch – in rotta verso lo status di star – veste i panni del geniale, scorbutico, omosessuale, fino a poco tempo fa sconosciuto, Alan Turing. La storia vera di un signor nessuno che, di fatto, ha posto le basi per l’invenzione del computer e, grazie alle sue intuizioni, ha aiutato gli alleati a vincere la Seconda guerra mondiale, accorciandone quantomeno significativamente la durata.

Il regista norvegese Morten Tyldum realizza un biopic dalla struttura classica, ma coinvolgente, mescolando sequenze temporali e piani di lettura. Le esperienze di vita di Turing si fondono con le curve della Storia e il doppio gioco delle parole – e di chi le pronuncia – diventa la metafora di una realtà spesso fittizia e di impossibile comprensione, al di là delle banali convenzioni. L’unica certezza risiede nella perfezione dei numeri, nell’oggettività della matematica che non tradisce e non giudica, finché però – inevitabilmente – non si scontra con l’arbitrio umano.

Turing decifra grazie a una macchina – per l’appunto l’antenato del computer – il codice segreto (e modificato quotidianamente dai nazisti) prodotto dalla celeberrima macchina Enigma. Lo fa per sfida, per sciogliere il rebus più difficile al mondo. E’ una competizione asettica, algida, che non contempla cadaveri, orfani e fiumi di sangue. Soprattutto, non coinvolge relazioni umane, quelle che – per tutta la vita – l’hanno condannato all’isolamento a causa del suo genio e della sua sessualità.

Ma la socialità e la compassione sono insite nel genoma umano, e inevitabilmente portano con sé i benefici della condivisione di idee e, allo stesso tempo, il peso della responsabilità delle proprie azioni che possono sembrare tanto perfette sulla carta, quanto terribili nella realtà. Così la sintonia con la prima geniale matematica inglese Joan Clarke (Keira Knightley) e il lavoro di gruppo con gli altri professori impiegati segretamente a Bletchey Park hanno contribuito a raggiungere l’obiettivo previsto, ma inevitabilmente contenevano in nuce anche le radici della fallibilità umana, destinata ancora una volta, anche quando votata al bene, a tradire se stessa.

Il desecretamento delle scoperte e del ruolo di Turing durante la guerra è avvenuto solo pochi anni fa. La Storia ha dovuto rincorrere se stessa per tributargli i giusti riconoscimenti. Ma The Imitation Game racconta anche una storia ben diversa e conosciuta, passata sotto gli occhi indifferenti di una società ipocrita. La storia dell’uomo Alan Turing, condannato per atti osceni (in Inghilterra l’omosessualità era considerata reato) e suicidatosi pochi anni dopo la fine della guerra, emarginato e privato della sua genialità a causa della castrazione chimica. Forse, ancora una volta, sono solo i numeri a riconoscere il valore della diversità.

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