Dalla rassegna stampa Cinema

Il suicidio sospetto del genio Turing

In alcuni Paesi la castrazione chimica viene tuttora applicata a pedofili e stupratori. Ma il matematico inglese Alan Turing (1912-1954) non era né l’uno né l’altro: era semplicemente gay…

In alcuni Paesi la castrazione chimica viene tuttora applicata a pedofili e stupratori. Ma il matematico inglese Alan Turing (1912-1954) non era né l’uno né l’altro: era semplicemente gay. Solo che nella Gran Bretagna del 1952 i rapporti omosessuali erano reato e lo scienziato si sottopose a una massiccia ingestione di ormoni femminili per evitare il carcere. La versione ufficiale dei fatti dice che quella brutta esperienza lo portò al suicidio, due anni dopo, ma la biografia di Nigel Cawthorne L’enigma di un genio (traduzione di Fabio Bernabei, Newton Compton, pp. 191, e 9,90) avanza forti riserve: a parenti e amici Turing, deceduto per avvelenamento da cianuro, pareva sereno e «innamorato della vita». Non è da escludere che la sua morte celi qualche segreto di Stato, come ipotizza anche un altro biografo, Andrew Hodges, nel libro (edito da Bollati Boringhieri) da cui è tratto il film The Imitation Game , dal 1° gennaio nelle sale italiane. Ai dubbi sulla tragica fine di Turing corrispondono tuttavia solide certezze sui meriti immensi da lui conquistati decrittando i codici segreti tedeschi, durante la guerra, e lavorando allo sviluppo dell’informatica. Contributi preziosi ripagati nel peggiore dei modi.

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