Dalla rassegna stampa Cinema

Virna Lisi - Il fascino cancellato per i ruoli più importanti

Era bella, molto bella, eppure Virna Lisi non ha mai usato la sua bellezza come un’arma…

Era bella, molto bella, eppure Virna Lisi non ha mai usato la sua bellezza come un’arma. A volte addirittura la viveva quasi come un handicap, qualcosa di cui scusarsi, che la portava a fare (e dire: «Con quella bocca…») cose di cui pentirsi. Come la cassiera Milena, che fa perdere la testa a Gastone Moschin in S ignore & Signori ma la cui dolcezza finisce per renderla ancora più indifesa e vulnerabile. Per questo i suoi ruoli più belli sono proprio quelli in cui lavora «contro» il suo fascino e la sua grazia. Come la Wilma Malinverni detta Malin in La cicala , ex prostituta e cantante che vede la bellezza sfuggirle. Allo stesso modo, il riconoscimento più importante della sua carriera, la Palma d’oro per la miglior attrice, lo vince per il personaggio più cupo che ha interpretato, quello di Caterina de’ Medici in La regina Margot , ruolo lugubre e vampiresco dietro cui sparisce ogni traccia della sua bellezza, ma che esalta le sue qualità interpretative. Quasi avesse bisogno di cancellarsi come donna per imporsi come attrice. Anche se sarebbe sbagliato pensare che le sue qualità emergano solo in personaggi «forti». Con Luigi Comencini ( Buon Natale – Buon Anno ) e sua figlia Cristina ( Va dove ti porta il cuore e Il più bel giorno della mia vita ) costruisce i personaggi in sottrazione, alla ricerca di una «normalità» fatta di poche e significative coloriture psicologiche. Qualità che speriamo di trovare nella sua ultima interpretazione, Latin Lover , la cui uscita è annunciata per metà marzo.

Paolo Mereghetti

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Il racconto a Oriana Fallaci: non sarò la nuova Marilyn

«Agli americani dico: siete pazzi, non si può sostituire un mito»

Lungo il Sunset Boulevard, a Hollywood, c’è un enorme cartello: sei metri per dieci. Sul cartello sta scritto: «Questo nome si pronuncia così: Virna Lisi». In inglese Virna Lisi si legge Vairna Laisi, per leggere Virna Lisi bisogna scrivere Verna Lesy: tutti invece leggono Virna Lisi e questa, mi pare, è la prima vittoria della ragazza che in Italia non abbiamo mai preso molto sul serio. La seconda vittoria è il contratto che ha firmato con la Paramount: due film all’anno da girare per sette anni negli Stati Uniti o in Europa, un primo film dove sostituisce la Monroe. How to Murder Your Wife (Come uccidere vostra moglie) era stato scritto infatti per Marilyn Monroe e, scomparsa lei, era stato offerto a Brigitte Bardot che non aveva avuto il coraggio di dire sì. (…)
Dunque gli americani vogliono farle sostituire Marilyn Monroe (…). Non le pare, questa, una impresa un po’ audace? Una responsabilità un po’ pesante?
«Ma io non ci penso nemmeno a sostituire la Monroe. Sono mesi che glielo dico, mio Dio, siete pazzi, come si fa a sostituire la Monroe, con me poi, con quel pochino di seno che mi ritrovo, non che sia una questione di seno, s’intende, è che sono diversa fisicamente, psicologicamente, emotivamente. Che c’entro con Marilyn Monroe? Dica: che c’entro?».
Guardi, nulla. Proprio nulla.
«Dicessero: devi sostituire Grace Kelly. Bè, capirei. Con lei ho molte cose in comune, le assomiglio come tipo fisico, come carattere, vita privata ineccepibile, disciplina (…) Avrei voluto strillare, perché non dite che io sono io, perché volete farmi diventare un’altra?».
E glielo disse, alla fine?
«No, che non gliel’ho detto. Volevo quella parte, non son mica scema. Quando uno diceva Grace Kelly assumevo un’aria distaccata, elegante, proprio da Grace Kelly, quando l’altro diceva Marilyn Monroe assumevo un’aria svampita, un po’ scema. Comunque ha vinto il produttore ed eccomi qua, a imitare la Monroe (…) ».
L’hanno presentata come un’italiana molto seria, molto sofisticata, molto ricca: insomma la tipica ragazza che non ha bisogno di lavorare perché è piena di soldi. Qualcosa di mezzo tra Gloria Vanderbilt e Barbara Hutton.
«Secondo loro fa chic».
Già. E lei si guarda dallo smentire.
«Perché dovrei? Anche quello fa parte del gioco».
Già. Il gioco per avere successo: perché è molto ambiziosa. Molto, molto ambiziosa. Incredibilmente ambiziosa. O mi sbaglio?
«Non si sbaglia affatto, lo sono. L’ambizione non è mica una colpa, non è mica un peccato. Lo sono: ma con saggezza. (…) Ho i lineamenti di bambola ma non sono affatto una bambola. (…)».
Non è contenta d’esser così bella?
«Essere bella non significa avere una faccia di bambola come la mia. Bella, secondo me, è Jeanne Moreau, lo è stata Katharine Hepburn. Io ho sempre avuto un volto di pupattola e ne ho sempre sofferto. (…) Attendo con impazienza le rughe, la vecchiaia: la gente mi prenderà più sul serio, potrò interpretare ruoli più intelligenti. (…) ».

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