Dalla rassegna stampa

AL VIA LA SETTIMA EDIZIONE DI "OMOVIES", IL PRIMO FESTIVAL DI CINEMA GAY DEL SUD ITALIA

Con più di 200 titoli selezionati tra lunghi e corti, diversi ospiti, workshop, dibattiti, party ed una giuria altamente qualificata.

Dal sito ufficiale di OMOVIES

Parte oggi la 7ma edizione di Omovies Film Festival , il festival di Cinema Omosessuale e Questioning promosso dall’Associazione di Promozione Sociale i Ken ONLUS associazione LGBT napoletana. “L’aspetto innovativo riguarda il Questioning , che vuol dire porsi domande riguardo un tema, una idea e rappresenta l’elemento chiave di apertura e condivisione delle tematiche LGBT . Un festival che parla d’amore e dei differenti modi di amare, che narra di storie di vita, di sogni, di speranze e di umanità”.

Primo Festival a tematica LGBT del Sud Italia, nato nel 2008, vanta tra i soci fondatori Carlo Cremona e Marco Taglialatela. “E’ un evento di promozione territoriale per la Campania e per le città in cui si realizza, che rafforza l’immagine della nostra regione come territorio accogliente per le persone e per le famiglie LGBT e che favorisce una ‘cultura dell’amore’ come strategia e antidoto alla subcultura dell’odio razziale e della discriminazione”.
OMOVIES è socio fondatore del CFCC (Coordinamento dei Festival Cinematografici della Campania).

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, informato dell’evento, ha risposto tramite il suo Segretario Generale, con queste parole indirizzate a Carlo Cremona:

Il Presidente della Repubblica la ringrazia per averlo informato dell’imminente svolgimento a Napoli del Festival Omovies. L’iniziativa costituisce un’occasione di riflessione su temi di rilevanza essenziale quali l’impegno comune per il superamento delle barriere rappresentate dalla diversità in tutte le sue forme: il lingiaggio universale dell’arte può contribuire efficacemente, ponendo domande e sollecitando la riflessione, all’affermarsi, soprattutto tra le nuove generazioni, di un sistema di valori condivisi, atto ad evitare qualsiasi forma di discriminazione ed esclusione sociale fondata sugli orientamenti sessuali e l’identità di genere…

L’edizione 2014 presenta diverse novità, non solo dell’immagine ma sopratutto nella sua struttura a cominciare dal concorso che da quest’anno è aperto anche ai lungometraggi e sarà distinto tra opere “Autoprodotte ed opere Prodotte”, prevedendo quindi due giurie . Giuria Popolare (In ogni capoluogo di provincia sono state organizzati gruppi di visione dei film selezionati ed in concorso)
e Giuria Academy composta da personalità del mondo del cinema, teatro e TV insieme a giornalisti del settore.

Ci saranno spazi dedicati all’arte, workshop, dibattiti, party ed eventi correlati dedicati per coinvolgere tutti gli enti di promozione sociale e culturale della regione.

Ospite d’onore del Festival è l’attore Yuvraaj Parashar che presenta il film “Dunno Y Na Jaane Kyun” di Sanjay Sharma, definito la risposta indiana a “Brokeback Mountain”

Madrina del Festival è Vladimir Luxuria, presente alla serata finale nel GranGalà condotto da Maria Bolignano ed Antonio Furia
Luxuria, intervistata da Ilgiornaledigitale.it dice: “… il cortometraggio credo riesca bene a parlare di temi come l’amore tra due persone – che poi è sempre uguale l’amore non è che dipende dalla persona che tu ami, il sentimento è quello – raccontare le nuove forme di famiglia, raccontare il fatto che oggi si parla di bambini e bambine che vengono cresciute anche da famiglie composte da genitori dello stesso sesso. Io credo che l’arte in generale e il cortometraggio possano essere un veicolo importantissimo per far capire certe realtà che magari una persona non ha mai conosciuto in vita sua… Per me in particolare essere stata invitata come madrina – in realtà sono al settimo anno, sto invecchiando con Omovies anche se io non invecchierò mai al massimo diventerò vintage – è per me bello. Ho visto che è una rassegna che sta crescendo perché c’è una grande cura nella selezione dei cortometraggi, spesso si tratta di lavori che si possono vedere solo in questa rassegna… Io noto che più passa il tempo più la maggioranza della gente diventa meno ostile nei nostri confronti, più comprensiva, per ciò che riguarda il tema dei diritti civili, più arrabbiata verso chi commette violenze contro gay, lesbiche e trans…”

Presidente della Giuria Academy è Giovanni Minerba, direttore e fondatore del Festival gay di Torino (il primo in Europa).
Minerba, intervistato da Blog Cultura, ha detto: “Ho visto quasi tutti i film. Sono molto belli e rispecchiano alla perfezione la realtà omosessuale in giro per il mondo… È una realtà molto importante per la cultura cinematografica e per la cultura gay. C’è anche un filmato che rappresenta l’omosessualità nei campi di sterminio [“Il Rosa Nudo”], cosa necessaria per far conoscere quello che oggi in pochi fanno finta di sapere… Rispetto a trent’anni fa, quando nacque il Festival a Torino, tante cose sono cambiate ma, al contempo, molti pregiudizi e molte problematiche sono dure a morire. Sicuramente la reazione del pubblico ad oggi è diversa, anche rispetto a quando nacque OMOVIES. Questo miglioramento c’è stato anche perché la politica italiana ha fatto dei piccoli passi avanti, grazie al movimento gay e alle nostre manifestazioni… Alla serata di chiusura parteciperà la grande Ida Di Benedetto, una delle interpreti di un film-documentario fatto da me. La sue presenza mi rende felice, è davvero importante che ci sia”

Tra i componenti della Giuria Academy c’è anche il regista e drammaturgo Luciano Melchionna che dice: “Il grande merito di rassegne come Omovies è la capacità di riporre l’accento sull’uomo in tutte le sue forme e generi e desideri, dando una chance ancora e ancora ad un territorio così meravigliosamente fertile qual è il sud… Mi piace molto l’idea di poter raccontare – con gli occhi di chi vive purtroppo ancora oggi la discriminazione e la pericolosissima ignoranza (non è un giudizio purtroppo ma un dato di fatto) di persone spaventate dalla diversità in cui spesso si rispecchiano – qualsiasi storia o sentimento: solo così possiamo esser sicuri di essere liberi di esprimere un mondo interiore variegato e infinito che nessuno potrà e dovrà mai spegnere. Io sono omosessuale e mi ritengo fortunato ma non ne vado fiero né provo alcuna vergogna: vivo, semplicemente, vivo felice di vivere e di fare ciò che amo per sentirmi sempre più ‘a fuoco’ e un pizzico ‘utile’ a qualcosa o a qualcuno. Ben vengano dunque rassegne o festival dove la magia di un credo rinnovato e sempre appassionato abbia la possibilità di farci ‘ri-conoscere’.”

Sempre tra i componenti della Giuria Academy troviamo il regista Giuseppe Bucci che racconta: “Il festival mi ha visto crescere. Io vivo a Roma ma Napoli è sempre nel mio cuore. Sentìi parlare di questo piccolo Festival che si svolgeva a due passi da casa mia e iscrissi il mio primo corto “Non fermarti” che vinse nel 2010 il Premio Scuola di cinema di Napoli.
Nel 2011 con “Nino del vomero” vinsi il premio per la migliore regia e nel 2012 con “Una notte ancora” vinsi il Festival (oltre al premio alla regia e al bravissimo protagonista Ivan Bacchi).
A quel punto ho conosciuto meglio gli organizzatori che mi hanno sempre dimostrato grandissima stima chiedendomi di girare lo spot per il Gay Pride di Napoli 2013. Ed è nato “Luigi e Vincenzo” che ci ha regalato un 2014 da sogno girando letteralmente tutto il mondo e imponendosi quasi sempre come unico corto rappresentante italiano a Festival famosissimi come il Frameline di San Francisco, l’OutFest di Los Angeles, il NewFest di New York, arrivando addirittura al Festival di Cannes (nelle proiezioni collaterali alla Queer Palm) come vincitore del concorso “10 grands moments de solitude” di Parigi.

Trovate tutta la programmazione di Omovies a questa pagina

Segnaliamo tre lungometraggi imperdibili:

Martedì 9 dicembre, alle ore 21.00, viene presentato

Todo el mundo tiene a alguien menos yo di Vanesa Gutierrez

Alejandra è una trentenne, professionista affermata, intellettuale e un po’ snob. Delusa dalle relazioni passate, posa sul mondo il suo sguardo cinico e nei suoi giudizi sembra non esserci via di mezzo, per lei tutto è bianco o nero. L’incontro con Maria, una liceale annoiata dai suoi coetanei, apre una nuova parentesi nella sua esistenza. Nasce una storia fatta di allegria, complicità e intimità. Con il tempo, però, i bisogni emotivi di Alejandra diventano sempre più pressanti e la distanza dovuta alla differenza di età porta le due donne a chiedersi se continuare la loro relazione. Con la sua opera prima, Raúl Fuentes si interroga sulla complessità e i limiti dei rapporti fra persone molto diverse fra loro. Un’estrema cura nella scelta delle location e l’uso di un morbido bianco e nero hanno valso al film il premio per la miglior fotografia al Festival Internacional de Cine en Guadalajara; ottima la colonna sonora e l’interpretazione delle due protagoniste.

Venerdì 13 dicembre alle ore 19.30, in anteprima nazionale il film

Dunno Y Na Jaane Kyun di Kapil Sharma

La madre del giovane Ashley sta gestendo due ragazzi nella speranza che uno di loro possa comperare un motorino per la figlia più giovane. Lei e Ashley hanno quindi una lunga discussione su come possano mettere in comune dei soldi per comperarglielo, anche se Ashley ripete che i mezzi di trasporto pubblici di Mumbai sono ottimi. Il padre di Ashley (interpretato da Kabir Bedi), ritorna in famiglia malato di cancro dopo che l’aveva abbandonata dieci anni prima per andare a vivere in un eremo. Tenta di dare delle spiegazioni al figlio Ashley, dicendogli che nella vita avrebbe voluto realizzare di più ma che “non ha avuto le palle” per riuscirci. Si siede vicino al ragazzo e gli passa una busta dicendogli “Prendi questa piccola somma di denaro”, quasi come per farsi perdonare del suo comportamento. Il fratello di Ashley è innamorato di sua cognata e sogna di andare a vivere con lei in Dubai. Il loro segreto è nulla in confronto a quello di Ashley. Dopo le vicende di questa infelice famiglia la scena si sposta in un ambiente di travestiti e giovani danzatori mezzi nudi. Qui incontriamo un aspirante attore che ora fa il prostituto (Kapil Sharma) praticando sesso orale ad un uomo anziano, prima di diventare l’attrazione principale di Ashley. Dopo il primo incontro sessuale tra i due ragazzi nasce un amore folle. La loro incantevole storia s’interrompe quando l’amante di Ashley dice che è meglio sacrificare la loro felicità per salvaguardare l’onore e l’integrità della sua famiglia, specialmente di sua sorella che altrimenti verrebbe derisa… Il tema dell’adulterio e soprattutto quello dell’omosessualità sono al centro di questo lungo film che vuole rompere alcuni tabù della società indiana. Primo film di Bollywood a raccontare seriamente una storia d’amore gay.

A fine serata di venerdì 13 la proiezione di

Il Rosa Nudo di Giovanni Coda

Il Rosa Nudo è un lavoro di cinematografia sperimentale ispirato alla vita di Pierre Seel ed alla autobiografia scritta in collaborazione con Jean Le Bitoux, che a sua volta è stato uno dei più importanti attivisti per i diritti GLBT in Francia e in Europa. Questo toccante testo letterario non è stato mai tradotto in italiano. Parlare della vicenda traumatica di Seel, significa rimarcare gli orrori compiuti dai nazisti anche nei confronti di chi era schedato come omosessuale. Il Rosa Nudo si concentra soprattutto su un episodio doloroso e terribile che segnerà per tutta la vita l’emotività di Seel che, all’epoca dell’internamento, aveva solo diciassette anni. Deportato nel campo di Schimerck, assisterà all’atroce morte del suo compagno.

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