Dalla rassegna stampa Libri

Due mamme o due papà per i "Figli dell'Arcobaleno"

Il libro del giornalista genovese Samuele Cafasso affronta il mancato riconoscimento della genitorialità omosessuale con un viaggio tra dodici famiglie

Ci sono Esteban e Michele, che nella foto di copertina sorridono insieme ai due gemelli avuti da madre americana. C’è la piccola Margherita, nata in Olanda da due mamme piemontesi. Ci sono Angelo e Mario, i primi a protestare – erano gli anni Settanta – contro il sessismo del Congresso Internazionale di Sessuologia. E ci sono altri padri, altre madri e altri figli che vivono negli angoli più lontani del Paese eppure fanno parte di un’unica storia, quella dei “fratellastri discriminati d’Italia”, i figli non riconosciuti delle coppie omosessuali, che il giornalista genovese Samuele Cafasso ha fatto diventare testimoni coraggiosi del suo primo libro, appena uscito per Donzelli: “Figli dell’Arcobaleno – Madri Lesbiche, padri gay, diritti negati in Italia. Un’inchiesta in 12 famiglie e tanti numeri per raccontare al di fuori degli stereotipi come vivono i genitori omosessuali nel nostro Paese”.

Il libro – presentato a Genova da Feltrinelli – è il primo ad affrontare il tema del mancato riconoscimento della genitorialità omosessuale con dati, volti e storie della vita di tutti i giorni. Lo fa “in un Paese abituato a ragionare più che altro dal punto di vista teorico, parlando di principi e non di cose concrete” – spiega Cafasso – “andando oltre ricerche scientifiche, giudizi, quesiti e dibattiti sull’etica, neanche parlando di giusto o sbagliato né schierandosi nettamente su adozioni e matrimoni gay, ma raccontando il problema partendo dalla realtà: dalle vite e dalle aspirazioni dei padri e delle madri omosessuali che vivono in Italia con dei figli”. Famiglie che hanno bisogno di tutele e riconoscimenti come tutte le altre eppure non considerate tali dalla legge italiana, che vieta le tecniche di fecondazione artificiale e per la quale uno dei due genitori non esiste, e la sua iscrizione all’anagrafe non è prevista perché “contraria all’ordine pubblico”.

Guida preziosa ai mille (e controversi) temi che l’opinione pubblica “ha conosciuto in questi anni trattando di omosessualità”, dalle posizioni della politica (la prefazione del libro, tra le altre cose, è di Pippo Civati) al dibattito sulla cosiddetta “gestazione per altri” (che in Italia è vietata e viene chiamata in modo molto poco politicamente corretto “utero in affitto”), Figli dell’Arcobaleno è un viaggio in una realtà “difficile da raccontare e quantificare”, dove gli unici numeri ufficiali sono i circa mille genitori (per 500 bambini) dell’associazione “Famiglie Arcobaleno” e i circa 100 mila omosessuali che in Italia si stima vivano in coppia con figli nati da precedenti relazioni etero.
Un mondo che Cafasso racconta nel suo stile – un linguaggio chiaro che fa della sua inchiesta “un libro per non addetti ai lavori con la voglia di capirci qualcosa di più, in primis quelli più critici nei confronti dell’argomento” – “nella speranza di sopperire in qualche modo alle mancanze della politica e del mondo culturale che ci circonda”. Portando ad esempio le tante storie a lieto fine del libro per “raccontare
un genitorialità omosessuale che non solo è possibile, ma può anche essere grande atto d’amore”, riflettere “sullo stesso significato che attribuiamo al senso di famiglia” e a uno dei grandi paradossi sul tema con cui conviviamo: “Oggi si fanno battaglie contro i matrimoni gay nel nome della tutela dei bambini, e altri bambini, figli felici di genitori omosessuali, sono i primi a cui si negano i diritti più preziosi”.

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