Dalla rassegna stampa Cinema

Torino, vince la Francia doppia menzione per Eleonora Danco

… Migliori attrici, ex aequo, Sidse Babett Knudsen, per l’inglese The duke of Burgundy e Hadas Yaron per il canadese Felix & Meira…

JASON , Fred e Mickael sono tre fratelli rom protagonisti di Mange tes morts del francese Jean-Charles Hui, una storia tra roadmovie e noir: è stato scelto dalla giuria, presidente Ferzan Ozpetek, come miglior film del 32mo Torino Film Festival, premiato con 15 mila euro. All’insegna della leggerezza è il premio speciale, l’ungherese For some inexplicable reason di Gabor Reisz, una commedia esistenziale, protagonista un ragazzo in fuga da Budapest a Barcellona. Ed è anche il film scelto dal pubblico. Migliori attrici, ex aequo, Sidse Babett Knudsen, per l’inglese The duke of Burgundy e Hadas Yaron per il canadese Felix & Meira, che ha avuto anche il miglior attore, Luzer Twerski. Molto applaudito il premio alla sceneggiatura di What we do in the shadows , una commedia neozelandese, con quattro esilaranti vampiri alle prese con i problemi della coabitazione.
Per l’Italia, una menzione speciale è andata a N-Capace di Eleonora Danco, uno dei due titoli nostri nel concorso riservato ad opere prime e seconde. La giuria ha deciso inoltre un riconoscimento per le persone intervistate dalla Danco nel film, che con la spontaneità delle risposte offrono un piccolo ritratto della realtà italiana. Tra i documentari a Qui di Gaglianone sul movimento No Tav è andato il premio “Gli occhiali di Gandhi” (premio contestato dal senatore pd Esposito, che aveva subito minacce dai No Tav: “penoso”) mentre Costanza Quatriglio con Triangle ha conquistato il tradizionale premio Cipputi, Altan in giuria. I premi sono stati assegnati ieri nella serata finale, alla quale ha partecipato Anna Mazzamauro.
Ma con tutto il rispetto per il verdetto, il trionfatore del festival è Via col vento, versione restaurata di circa quattro ore, con biglietti esauriti. Ad affollare la sala una varietà di generazioni che per la maggior parte non avevano ancora avuto occasione di vedere il capolavoro del 1939 sul grande schermo. Prevedibile il successo della rassegna Nuovo Cinema Americano, in particolare Il laureato dopo la scomparsa di Mike Nichols. Dario Argento, qui con Profondo rosso, ha avuto il suo bagno di folla. Bilancio positivo per «un festival che non ha bisogno di divi ed è bello che se le star arrivano qui perdono ogni divismo », dice il direttore Emanuela Martini, soddisfatta per il trend positivo degli incassi. Contento Paolo Virzì per la partecipazione alla sezione sul lavoro curata personalmente. Non si sa chi prenderà il suo ruolo di guest director nel 2015, ma, secondo la Martini, tutte le probabilità sono per un nome straniero.

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