Dalla rassegna stampa

Presentato al Florence Queer Festival il doc "Menopausa ribelle" di Adele Tulli

Ritratto di Thérèse Clerc, una donna femminista che a 85 anni ha aperto a Montreuil nei pressi di Parigi la Maison des Babayagas – Riportiamo l’intervento della protagonista del documentario Terese Clerc:

Nell’ambito del Forum sulla condizione degli anziani LGBTI il 25 novembre alle ore 19.15 è stato presentato il documentario Rebel Menopause di Adele Tulli (Regno Unito, 2014)

Ritratto di Thérèse Clerc, una donna femminista che a 85 anni ha aperto a Montreuil nei pressi di Parigi la Maison des Babayagas, un alloggio sociale per donne con risorse limitate che in cambio di un affitto contenuto offrono dieci ore a settimana di impegno per la collettività e nelle ricerche sulla questione femminile. Le Babayagas sono personaggi della mitologia slava, streghe, a volte cattive, a volte buone, che si spostano a cavallo di un mortaio.

Riportiamo qui di seguito l’intervento della protagonista del documentario Terese Clerc:

T.C.
Menopausa Ribelle. Il titolo è un po’ inappropriato perché, contrariamente a quanto vanno dicendo, che dopo la menopausa una donna non vale più niente, io invece vi dico che non è così, è dalla menopausa che tutto comincia.
Questo film è un ritratto parziale della mia vita, ci sono molte cose della mia vita che sono state saltate, perché 86 anni sono un periodo molto, molto lungo, di vita militante, io milito dal 1952, quindi da più di 65 anni. Potete farmi le domande che volete, senza censura.

Domanda dal pubblico.
Come le è venuta l’idea della Casa di Babayagas. Ci può dire qualcosa di più su questo progetto?.

T.C.
Questa Casa, viene dalla mia storia personale. Per molti anni mia madre è stata malata e ho dovuto accudirla continuamente per cinque anni, io ero sola dal 1968, lavoravo e avevo quattro figli che avevano turbolenze coniugali e quattordici nipoti da seguire. Ho passato quindi un periodo molto duro. Dopo la morte di mia madre, mio padre era già morto prima, ho iniziato a riflettere sulla mia vecchiaia. In Francia come penso ovunque, per un anziano ci sono tre possibilità, o resta in famiglia, o viene ospitato in un ospizio, o vive da solo, e a me non piaceva nessuna di queste tre opzioni. E come vecchia militante femminista io mi sono detta che voglio passare la mia vecchiaia e la mia morte con le mie sorelle, le donne.
Io ho sempre militato. Militare è una specie di utopia. Il filosofo tedesco Ernst Bloch diceva che l’utopia è piantare le radici per un nuovo futuro, per una nuova civilizzazione. Oggi il mondo è talmente mortalmente ferito, che non si può cambiare la società senza un cambiamento radicale del modo in cui viviamo. Si potrebbe dire che è la fine dell’Impero Romano (dato che siamo in Italia), è la fine di una era. La gente ora sogna altre cose, ama altre cose , tutti i creativi culturali del mondo, sono gente che vive diversamente dal passato, mangia diversamente, abita diversamente, invecchia diversamente.

Domanda dal pubblico.
Nella Casa Babayagas le donne coabitano oltre a condividere le attività?

T.C.
La Maison des Babayagas è una casa dove vivono 21 donne e i valori di questa casa sono : l’autogestione, la solidarietà, la cittadinanza, il femminismo, la laicità, e un po’ di ecologia, ma l’ecologia è molto cara in questo momento. Prima di tutto il femminismo. Io sono femminista. Io non vivo con loro perché c’era stata una polemica con il precedente sindaco di Montreuil, ( un comune a pochi chilometri da Parigi) , in quanto io possiedo nelle vicinanze un piccolo appartamento e Casa Babayagas è finanziata nell’ambito dei progetti riguardanti l’ assistenza delle donne bisognose.
Volevo dire anche che la cosa più importante di Casa Babayagas è l'”Università del sapere degli anziani”, perché con l’allungamento della vita, ed è un fatto mondiale, c’è tutto un periodo della vita delle persone molto anziane, di cui si conoscono poche cose, perciò nelle Università ci sono molti studi , sul perché si invecchia, su cos’è la vecchiaia… Tante domande a cui non sappiamo rispondere e perciò noi facciamo della ricerca su questi argomenti, collaborando con le università francesi, potremmo collaborare anche con quelle italiane. Vogliamo saperne di più su questo periodo in cui la società tutta ci vuole costretti nella dipendenza. Come io rispondo nel film, la vecchiaia non è dipendenza, può essere dipendenza per una piccola parte, ma per il resto si può portare molto bene: la vecchiaia non è una patologia.

Domanda dal pubblico
Nella Casa Babayagas, come si concilia il voler condividere un orizzonte di ideali e di aspettative, con i rapporti personali?

T.C.
Come in tutte le associazioni, e sono più di sessant’anni che io vivo in associazioni, ci possono sempre essere persone che impoveriscono la vita degli altri, ma questo fa parte dell’esistenza, come in una coppia, in una famiglia, ci sono dei momenti difficili e altri meravigliosi, come quello che abbiamo visto nel film, del pic-nic, dove tutti si divertono.

Domanda dal pubblico
Secondo lei, che cosa la società non vuole vedere di una donna anziana? Perché la cancella, la rimuove? E’ una questione che ha a che fare con una sessualità non più legata al procreare, una questione che riguarda una immagine che è diversa dai canoni imposti, oppure c’è qualcos’altro ?.

T.C.
Le donne sono la giovinezza, la bellezza, l’estetica, il piacere…, una donna anziana, a parte l’estetica, può donare ancora tutto questo, ma non nella testa degli uomini. In Francia, come in Italia, una donna di 45 anni, non trova più lavoro, non è mai stata così competente come a 45 anni, ma non ha più la gioventù. Gli uomini, che sono sempre i quadri dirigenziali delle imprese, preferiscono le ragazze giovani per l’immagine dell’impresa, mentre le più anziane vanno bene solo per fare le marmellate e allevare i figli.

Domanda nostra
Mi aveva molto interessato il discorso del diritto alla sessualità dell’anziano. Mi chiedevo se lei vuole utilizzare gli stessi strumenti del femminismo, che erano serviti per liberare le donne, anche per liberare gli anziani dai vincoli posti dalla società. E poi, dato che il diritto alla sessualità degli anziani riguarda sia le donne che gli uomini, le vorrei chiedere se pensa che il suo discorso possa essere esteso anche agli uomini, o se invece lei pensa che gli uomini anziani siano meno discriminati delle donne riguardo alla sessualità.

T.C.
Io le risponderei che gli effetti della vecchiaia sulla sessualità sono molto più benefici per le donne che per gli uomini. Certo voi avete il Viagra, che vi salva dal disastro. Le donne, qualunque cosa si pensi, hanno questo piccolo oggetto, che è solo nel sesso che noi possediamo, il clitoride, che ci rende sempre pronte, a qualunque età, per il piacere, cosa che voi uomini non avete. Io penso che se Dio esiste, è stato più benevolo verso noi donne, nel darci questo piccolo gioiello che noi abbiamo tra le gambe.
Bisogna usare tutti i vantaggi della sessualità, e sapere che la sessualità si appoggia al desiderio e il desiderio non ci abbandona sino alla morte. E’ solo la società che pretende che il desiderio sia limitato solo ai soggetti giovani, per la procreazione eccetera, eccetera. Ma non è vero, perché il desiderio può continuare sino alla morte, ed è questo che bisogna coltivare, perché è un elisir di gioventù per noi anziani e ancora una grande speranza fino alla fine della vita.

Domanda dal pubblico
Vorrei domandare se a Babayagas ci sono delle persone con problemi più gravi di salute.

T.C.
No, al momento da noi ci sono solo donne dai 65 agli 80 anni, o anche oltre, in salute. Nella Maison de Babayagas crediamo che la prevenzione e lo stimolo all’intelligenza ci facciano durare più a lungo, mentre nella maggiorparte dei Paesi del mondo gli anziani sono solo trattati nella malattia e nel bisogno. Per noi il piacere, il benessere, la vita sociale, l’intelligenza, sono tutti fattori di salute. Assolutamente bisogna fare della prevenzione e ora in Francia la prevenzione è praticamente nulla. Nelle case di riposo l’animazione è molto discutibile, riporta gli anziani allo stato di bambini invece di stimolare la loro intelligenza.
E un’altra cosa grave è che, dato che i vecchi sono molto numerosi (in Francia un quarto della popolazione è sopra i 60 anni), essi sono diventati un mercato, la ‘silver economy’ è una cosa terribile, Il grande capitale vuole vendere tutto, non importa che, ai vecchi ricchi. E i poveri ? . Dobbiamo diffidare molto di questa silver economy che non ha interesse a che l’anziano stia bene, che genera vecchiaia e dipendenza.

(A cura di Antonio Schiavone e Roberto Mariella)

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