Dalla rassegna stampa

«Picchiato perché gay ma è inutile denunciare»

Parla uno dei ragazzi aggrediti in piazza Dante «Ci siamo scambiati un bacio e siamo stati aggrediti»

Napoli – Muove le labbra a fatica. Ma la sua storia vuole raccontarla personalmente. «Però niente nomi» chiede lo studente venticinquenne che due sere fa è stato aggredito in piazza Dante perché gay. «Eravamo in coppia, ci siamo scambiati un bacio e si è avvicinato a noi un uomo giovane che poco prima ci ha chiesto se avevano del fumo» ricorda. «Ha lanciato una illazione riguardo la nostra omosessualità, ci ha chiamato fecati e il ragazzo con cui ero gli ha risposto. Lui si è avvicinato — racconta — a due centimetri dalla sua faccia e alla mia richiesta di allontanarsi, di smetterla, ha reagito. Mi ha spinto sulla panchina e mi ha tirato un cazzotto mentre ero rivolto verso il mio amico che aveva perso gli occhiali ed era in difficoltà». Ma l’incubo non è finito. Lo studente grondava sangue e ha chiesto aiuto a quelli che erano con il suo aggressore, che gli hanno risposto che non era prudente mettersi contro di lui. Poi è andato alla fermata del bus, ma nessuno ha voluto neanche chiamare una ambulanza. «Per fortuna è passato un nostro conoscente e ha fatto arrivare una ambulanza che ci ha portati al Pellegrini dove sono arrivati i carabinieri» aggiunge.
Il giovane aggredito non ha dubbi: «la città è tollerante quando si è in situazioni sociali dove la violenza è esclusa. Altrimenti si cerca una scusa per diventare violenti: ed ecco il bullismo, il femminicidio, le aggressioni ai gay. Io — aggiunge — non farò alcuna denuncia. Non servirà a farmi guarire prima, né a cambiare la natura di un ragazzo disagiato e forse vicino ad organizzazioni malavitose». I carabinieri, che stanno indagando sulla vicenda, ritengono di poter risalire all’aggressore. Forse un frequentatore abituale dei giardinetti di piazza Dante.
Intanto lo studente ieri è stato all’Arcigay per parlare di quanto accaduto.Il presidente Antonello Sannino e il leader regionale dell’associazione, Claudio Finelli, lo assisteranno in una serie di passaggi. «Anche con il sostegno di uno psicologo attraverso lo sportello del progetto DiverCity» spiega Sannino .
Intanto sono arrivati in città in queste ore gli ispettori del ministro Alfano. Hanno l’incarico di depennare dai registri delle unioni civili tutti «matrimoni» gay.

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I-Ken: non è una città per noi

«Sentimento di distrazione anche delle forze dell’ordine»

Napoli – «Questa non è una città per gay. Non baciatevi in pubblico». Feroce e diretto il commento di Carlo Cremona, presidente di I Ken che avverte «non credete ai politici, che supportati da amici gay, pur di apparire fighi e fattivi, rilasciano dichiarazioni discutibili senza mai recitare mea culpa».
Napoli non è una città gay friendly?
«Sono in teoria. Non bisogna credere a chi dice che ci sono zone con integrazione LGBT realizzata. È una grossa bugia quella che narra di Napoli e della seconda municipalità come quartiere gay frendly . Questo è invece è l’unico luogo di Napoli in cui si svela, a suon di pugni, il fallimento dell’attuale estetica della politica LGBT. Piazza Dante racconta di una città omofoba ed insicura».
Ma la proverbiale tolleranza napoletana?
«Non so come si possa continuare a dire che questa è una città tollerante. È una città strafottente, che ha paura di compromettersi, dove si avverte un sentimento di distrazione anche da parte delle forze di pubblica sicurezza che trovano più facile accanirsi contro le persone perbene, senza mettersi contro i malamente. Un esempio? In via Girardi ciascuno fa quel che vuole, parcheggiando senza problemi. Al corso Vittorio Emanuele fioccano le ganasce. Ma c’è dell’altro».
Cosa?
«Noi abbiamo la sensazione di essere abbandonati in assenza di leggi e finanziamenti. In un momento in cui c’è un accanimento contro le donne, i rom, i gay non c’è una sola strategia politica convincente. E dire che piazza Bellini è un ritrovo gay significa ignorare che è un luogo dove i diversi gruppi — omosessuali, punkabbestia ed altri — restano separati. Rigorosamente a distanza».
A. P. M.


da Il Mattino

Napoli, coppia gay picchiata a piazza Dante per un bacio

di ?Melina Chiapparino

«Si trovavano a pochi passi da Port’Alba, stretti in un abbraccio e mentre si stavano baciando sono stati aggrediti da un giovane».

A raccontare dell’episodio di violenza consumato ieri ai danni di una coppia di giovani omosessuali, poco prima delle 22 a piazza Dante, è il 31enne che ha cercato di far calmare l’aggressore e ha chiamato l’ambulanza per far soccorrere il giovane colpito con un pugno al volto.
«I ragazzi si sono avvicinati a me per chiedere aiuto – racconta il testimone – uno di loro aveva il volto livido ed è stato medicato al Vecchio Pellegrini con due punti di sutura al labbro». Sembra che l’aggressore abbia dapprima insultato i due ragazzi e poi si sia scagliato contro di loro infastidito dalla loro affettuosità, all’arrivo dei mezzi di soccorso era sparita ogni traccia dell’uomo che si era scagliato contro i due omosessuali.
«I ragazzi aggrediti erano sotto choc ma so che sono intenzionati a denunciare il gravissimo fatto accaduto – dichiara Pino De Stasio, consigliere della II Municipalità con delega alle pari opportunità – sono sconvolto per questo atto omofobo avvenuto a ridosso della giornata contro il femminicidio e ciò conferma che a Napoli bisogna fare ancora tanti passi avanti e bisogna ancora lottare per una cultura che contempli i diritti Lgbt».
Ieri sera, dopo il ricovero del ragazzo al Pellegrini, si è interessato della vicenda anche Antonello Anteo Sannino, presidente dell’Arcigay Napoli che ha cercato di rintracciare i due giovani per offrire l’oro l’appoggio dell’intera comunità rappresentata dall’Associazione. «Stiamo ancora verificando chi fosse il ragazzo e vogliamo offrirgli tutto il nostro appoggio- ha detto Sannino – ma nella giornata contro la violenza sulle donne che avvenga un attacco di natura omofoba è estremamente preoccupante sorprende che sia accaduto a pochi passi da piazza bellini, il cuore dell’integrazione dell’identità di genere».

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