Dalla rassegna stampa Cinema

"Scusate se esisto!". Al cinema, Paola Cortellesi in coppia con Raul Bova, gay

Nella commedia diretta da Riccardo Milani, l’attore interpreta un omosessuale. “Si ride tanto ma si riflette”. Una clip in esclusiva

Essere quello che non si è. Fingere per ottenere quanto si merita. È questo il tema chiave diScusate se esisto!, la commedia — riuscitissima — di Riccardo Milani che arriverà nei cinema il 20 novembre con oltre 400 copie. Che tu sia un omosessuale, una donna in carriera o un semplice dipendente, il rischio di indossare una maschera è sempre altissimo. «Tutti vorrebbero mandare a quel paese il proprio capo incompetente, ma sono costretti a sorridere e mentire. L’apparenza è diventata fondamentale nella società di oggi, purtroppo». A parlare è Raoul Bova, che in questo film è un gay non dichiarato: «Un ruolo che rischia di essere stereotipato, ma qui non è successo, qui tutto è trattato con estrema sensibilità. Sono ancora tante le situazioni in cui gli omosessuali vengono discriminati. Se ne continua a parlare, ma l’integrazione non c’è, mentre l’insulto è troppo frequente. Questo film parla di cose molto attuali e importanti su cui il nostro Paese ha moltissimo da lavorare. E mi riferisco ai gay come alla parità dei sessi».

Risate e riflessioni — A raccontare le difficoltà delle donne nel mondo del lavoro, sullo schermo e non solo, è Paola Cortellesi, qui per la prima volta — accanto al marito Milani — anche sceneggiatrice: «C’è tanto di autobiografico, pure io mi sono sentita trasparente mentre sedevo a un tavolo di soli uomini. Ma è un fatto che a parità di competenze noi siamo considerate meno di loro». Bova e Cortellesi interpretano un ristoratore divorziato con un figlio e un architetto apprezzato in tutto il mondo che decide di tornare in Italia. Entrambi costretti a mentire (lui si finge etero, lei un uomo), si incontrano e si sostengono: «È una storia d’amore inusuale, profonda, in cui viene condiviso tutto tranne che la sessualità». Un film pieno di spunti di riflessione dunque, ma anche una commedia in cui si ride tantissimo tra equivoci, segreti e personaggi coloriti: dalla zia abruzzese della Cortellesi all’amico gay di Bova interpretato da un Marco Bocci mai visto (le immagini del loro bacio sono già ricercatissime online), fino a Corrado Fortuna in versione “sfigato ma sincero”. Senza dimenticare Corviale, la periferia romana da cui parte la rinascita della protagonista e che diventa il simbolo del riscatto — possibile — di tutta la società.


da Il Giornale di Sicilia

Cortellesi e Bova al cinema tra mondo del lavoro e coppie di fatto

La pellicola racconta con intelligenza di due “non esistenze”

ROMA. Scusate se esisto!, commedia divertente di Riccardo Milani in sala dal 20 in 400 copie con 01, racconta con intelligenza di due ‘non esistenze’, quella di Raoul Bova, omosessuale non dichiarato, e quella di Paola Cortellesi architetto tanto bravo quanto invisibile. Il fatto che tra loro si leghino come coppia, al di là delle loro rispettive sessualità, è un modo per sostenersi a vicenda, una modo di cercare quella visibilità che questo Paese non gli riconosce per miopia.

Questa la storia. Serena (Cortellesi che del film è anche una delle sceneggiatrici) è un architetto dal talento straordinario. Dopo una serie di successi professionali all’estero (tra cui a Londra), ha deciso di tornare a lavorare in Italia, perché, in fondo in fondo, ama davvero il suo paese.
Nell’avventurosa ricerca di un posto di lavoro si trova di fronte a una scelta folle, farsi passare per quella che non è, ma che tutti si aspettano sia: vale a dire un uomo. L’incontro Francesco (Bova) fa al caso suo. Bello e affascinante come è Serena se ne innamora subito, ma quando scopre essere omosessuale non rinuncia alla sua compagnia. Così vanno a vivere insieme. Francesco sarà al suo posto l’architetto maschio che lo studio romano, dove Serena ha presentato il progetto di ‘chilometro verdè al Corviale (una cosa ispirata al progetto di Guendalina Salimei) si aspetta e in cambio lei quella moglie che serve a Francesco per recuperare il rapporto con un figlio adolescente avuto in un precedente matrimonio.

«Siamo partiti dall’idea – spiega Paola Cortellesi che è anche moglie del regista – che per noi donne, nonostante grandi esperienze all’estero, quando torniamo nel nostro paese non cambia nulla. Ma il film è anche una storia di amore inusuale. Un amore al di là del sesso. Una storia, in parte autobiografica, che mi ha toccato personalmente e che mi premeva raccontare».

Dice invece Bova, che con coraggio ha accettato questo ruolo: «Mi piaceva molto la scrittura intelligente del progetto per un tema delicato e difficile da affrontare. C’è poi nel film la tematica dell’apparire al di là di quello che si è veramente. Mentre, per l’omosessualità, – aggiunge – dovrebbe essere accettata normalmente invece di venire discriminata come accade spesso anche alle donne». Riccardo Milani (Benvenuto Presidente!) sottolinea «ci siamo imbattuti nel Corviale pensando che la nostra protagonista dovesse fare un mestiere con un senso etico forte. Cercando quello che di brutto c’è nella nostra città abbiamo incontrato questa enorme struttura».

Interviene infine l’architetta Salimei alla quale si è ispirata la Cortellesi: « la riqualificazione detta ‘chilometro verde’ è un progetto di cinque anni fa. Allora la regione non lo voleva, ma ora ha detto che darà i finanziamenti. Speriamo». Nel cast del film anche: Corrado Fortuna, Marco Bocci, Lunetta Savino ed Ennio Fantastichini.

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