Dalla rassegna stampa Cinema

IL FILM “SCUSATE SE ESISTO” - Cortellesi “Risate contro chi discrimina”

…Scusate se esisto è una delle commedie più divertenti della stagione…

ROMA – Il cervello è fuggito all’estero, ma il cuore vuole tornare. Così la talentuosa architetta abruzzese Serena Bruno (Paola Cortellesi) lascia il gratificante lavoro nella piovosa Londra e torna a Roma, dove s’arrabatta tra lavori mal pagati. Quando il suo progetto di riqualificazione del Corviale, periferia estrema, viene scelto perché creduto del signor Bruno Serena, lei approfitta dell’equivoco e finge di essere l’assistente di se stessa, coinvolgendo nella messinscena il coinquilino omosessuale Raoul Bova. Scusate se esisto , in 400 sale dal 20 novembre, è diretto da Riccardo Milani, marito dell’attrice che è anche co-sceneggiatrice: «La considero una storia in parte autobiografica — spiega la Cortellesi — So cos’è la discriminazione nel mondo del lavoro. Mi è capitato di presentare progetti con un gruppo di colleghi maschi: gli interlocutori si rivolgevano agli altri, io ero come invisibile». Riccardo Milani: «Volevo fare un film semplice, popolare, che parlasse alla pancia ma anche alla testa delle persone » .
Scusate se esisto è una delle commedie più divertenti della stagione, anche grazie al cast perfetto — Lunetta Savino, Ennio Fantastichini, Corrado Fortuna — ma affronta temi attuali: la fuga di cervelli, il sessismo, il degrado delle periferie. La necessità di mimetizzarsi in ufficio: nascondere se sei incinta, se sei calvo, se tifi Napoli e non Juventus come il capo. O omosessuale, come il personaggio di Raoul Bova: un ristoratore padre separato di cui l’architetta s’invaghisce per poi scoprire che lui preferisce gli uomini. Diventano comunque una coppia di fatto basata sull’affetto e la solidarietà. Bova: «Il mio padre gay è raccontato con sensibilità e intelligenza ». Tra gli altri personaggi, le esilaranti parenti abruzzesi: «Mia madre è abruzzese, io e Riccardo andiamo spesso in un paesino abruzzese. Come nel film, la prima cosa che ci chiedono ogni volta è quando siamo arrivati e quando ripartiamo », ride la Cortellesi. Protagonista anche il mostro edilizio da riqualificare: «la “riqualificazione verde” del Corviale esiste — racconta Milani — ed è di una donna, l’architetta Salimei. Cinque anni fa la regione non volle il progetto, ora ha detto che lo finanzierà».

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Da Repubblica.it

Cortellesi in “Scusate se esisto”: “Raccontiamo l’attualità tra coppie di fatto e mondo del lavoro”

di CHIARA UGOLINI

L’attrice debutta da sceneggiatrice con il film del marito Riccardo Milani, una commedia divertente che fa riflettere sul ruolo delle donne nel mondo del lavoro. Nel cast anche Raoul Bova nel ruolo di un gay che non riesce a dire a suo figlio del suo orientamento sessuale

ROMA – Ci sono i cervelli italiani in fuga che però si commuovono di fronte a un piatto di spaghetti conditi col sugo al basilico, le madri che la sera in ufficio cercano di aiutare al telefono i figli a casa a fare i compiti e ci sono anche le coppie che non sono né gay né etero ma solo “di fatto”. È pieno di temi importanti e di grande attualità, uno su tutto quello del lavoro, centrale in molti titoli nelle sale in questi giorni, il debutto da sceneggiatrice di Paola Cortellesi Scusate se esisto!, commedia divertente firmata dal regista Riccardo Milani. La storia di un’architetta che dopo master all’estero e progetti importanti decide di tornare a vivere in Italia e qui si scontra, oltre che con la crisi, con una visione dei ruoli di potere ancora di appannaggio esclusivamente maschile.
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L’attrice romana debutta come sceneggiatrice nel film del marito Riccardo Milani, una commedia divertente che fa riflettere sul ruolo delle donne nel mondo del lavoro. Nel cast anche Raoul Bova nel ruolo di un omosessuale che non riesce a dire a suo figlio del suo orientamento sessuale.

Così, complice anche un equivoco dovuto al suo nome e cognome (Serena Bruno letto come Bruno Serena), l’architetta finirà per farsi passare come assistente di sé stessa, assistente di un ipotetico architetto uomo che ha firmato il progetto ma è bloccato a Tokyo per un lavoro. Tra equivoci e situazioni imbarazzanti dovrà farsi largo in un ambiente molto maschilista. “Non voglio però che sembri un film contro gli uomini, assolutamente – chiarisce subito Cortellesi – è un film contro una mentalità che appartiene a certi uomini ma anche a certe donne. Anche perché in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, assumere una donna significa avere anche lo spauracchio della maternità e quindi a parità di bravura si finisce per assumere un uomo con l’idea che sia più produttivo, mentre è dimostrato che se le donne avessero qualche servizio in più potrebbero essere invece iperproduttive”.
Paola Cortellesi vulcanica: canta, imita, recita e ora scrive anche film

“Scusate se esisto”, film che uscirà nelle sale italiane il prossimo 20 novembre, battezza l’esordio di Paola Cortellesi come sceneggiatrice. Forse l’unico ruolo in cui non l’avevamo ancora vista dal suo esordio nel mondo dello spettacolo nel 1987, quando presta la sua voce per il jingle “Cacao Meravigliao” nella trasmissione di Renzo Arbore “Indietro tutta!”. Con la Gialappa’s Band scopriamo il suo lato ironico, caratteristica che la Cortellesi conferma ogni volta che indossa una parrucca e si lancia nelle imitazioni di personaggi come Daniela Santanchè, Daria Bignardi o Ivana Spagna. Le sue abilità canore sono state lodate anche da Mina e in televisione a fiction con ruoli drammatici alterna conduzioni di spettacoli di cabaret come Zelig. Nel 2004 calca anche lei il palcoscenico del teatro Ariston per presentare il Festival di Sanremo insieme con Simona Venura, Gene Gnocchi e Maurizio Crozza. Venti sono i film alle spalle, compreso quest’ultimo diretto dal marito Riccardo Milani. Nel cast anche Raoul Bova

Ci sono tanti elementi di contemporaneità, come nasce l’idea per il film?
“Un po’ sfogliando i giornali, un po’ dalla vita quotidiana. Dall’osservazione di quello che le donne che lavorano affrontano tutti i giorni e di cui qualche volta sono anche un po’ complici involontarie quando finiscono per interpretare un ruolo che altri hanno dato loro. A me è capitato qualche volta di sentirmi trasparente in quanto donna e così ho costruito il personaggio di Michela, interpretata da Lunetta Savino, l’eterna seconda che rimane chioccia. Lei stessa non si pensa come capo nonostante ne abbia tutte le competenze, il suo è un personaggio assolutamente realistico, che ognuno di noi ha incontrato almeno una volta”.

E’ anche una sorta di autocritica per le donne?
“In qualche modo sì”.

La scorsa settimana però è arrivata la notizia della nomina di Fabiola Gianotti alla guida del CERN, ci sono anche segni di speranza.
“Ci sono un sacco di donne che ricoprono ruoli importanti, ma questo non significa che non si debba più parlare di questo argomento. Ricordo che alcuni anni fa negli Stati Uniti ci fu una protesta delle impiegate della catena di negozi Walmart che a parità di mansioni venivano pagate meno dei loro colleghi. Questo non è un fenomeno solo italiano, ma noi abbiamo scelto di ambientare il film in Italia per unirlo anche al tema dei cervelli in fuga. Va a finire che le nostre eccellenze, dopo che per anni sono state all’estero con successo, e vogliono tornare perché il nostro è un paese bellissimo, si trovano nell’impossibilità di mettere a frutto quello che hanno sviluppato all’estero”.
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L’attrice romana debutta come sceneggiatrice nel film del marito Riccardo Milani, una commedia divertente che fa riflettere sul ruolo delle donne nel mondo del lavoro. Nel cast anche Raoul Bova nel ruolo di un omosessuale che non riesce a dire a suo figlio del suo orientamento sessuale.

Poi Serena incontra Francesco, interpretato da Bova, un uomo che ha lasciato la moglie rivelandole che è omosessuale ma non è ancora stato capace di dirlo al figlio di sei anni e allo staff del suo ristorante. Oltre al tema delle donne al lavoro, il film affronta anche quello della paura a mostrarsi per quello che si è.
“Certo questo è un tema, ma volevamo anche raccontare come può essere preziosa una coppia di fatto, quanto possa essere forte un legame tra due persone che non condividono la sfera della sessualità. Bisognerebbe regolarizzare questi rapporti, queste coppie di fatto etero ed omosessuali, e in questo siamo ancora piuttosto indietro. Con il legame tra Serena e Francesco volevamo mostrare un rapporto d’amore inusuale ma ugualmente valido”.

È una commedia molto divertente. Tanto è dovuto proprio al suo personaggio, a quel linguaggio buffo che unisce l’accento abruzzese, l’italiano forbito e la sua competenza nelle lingue straniere…
“Il dialetto abruzzese da qualche parte l’ho nel sangue perché mia mamma è abruzzese e io e mio marito Riccardo ci sentiamo abruzzesi di adozione. Trascorriamo la maggior parte del nostro tempo libero nei paesini delle montagne d’Abruzzo, mi sono fatta aiutare da una signora mia amica con tanto di lezioni e traduzioni di alcuni termini in dialetto stretto. Per quel che riguarda le lingue straniere, con l’inglese e il francese me la cavo, mentre le battute in tedesco e in giapponese le ho imparate a memoria”.
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Qualche mese fa ci aveva confessato di sentirsib tentata dalla regia . Dopo questo debutto da sceneggiatrice e con il regista in casa viene naturale chiedere: a quando?
“Mi piacerebbe, per il momento sto rubando dai vari professionisti con cui mi è capitato di lavorare e ovviamente rubo anche in casa”.

A parte la parentesi di Zelig è tanto che non fa televisione.
“Se avessi un bel progetto, la farei subito. Deve essere qualcosa forte in cui credo, per me il mezzo, che sia tv, cinema o teatro non ha importanza, conta il progetto. Fare questo mestiere ti permette di cambiare genere. Mi piacerebbe molto fare un varietà, è un tipo di spettacolo che adoro, chissà che un giorno non ci riesca…”.


da Today.it

Omosessualità e discriminazione con Bova e Cortellesi in “Scusate se esisto”

La commedia di Riccardo Milani, al cinema dal 20 novembre, racconta l’amicizia tra un gay e una donna in carriera ostacolata dal maschilismo imperante nel mondo del lavoro

Ci sarà da ridere, ma sarà anche un modo per riflettere. “Scusate se esisto”, ultimo film di Riccardo Milani, è una divertente commedia che tocca temi molto attuali come la disparità tra uomo e donna nel mondo del lavoro, la normalità dell’omosessualità, ma anche la fuga dei cervelli e il degrado delle periferie.

Il film, che sarà nelle sale dal 20 novembre, ha come una protagonista Paola Cortellesi nei panni di un architetto di grande talento, che dopo molte esperienze all’estero torna in Italia, vince una una gara un progetto di riqualificazione di Corviale, un quartiere della periferia di Roma, e si scontra con la discriminazione. Sulla sua strada però incontra un uomo, omosessuale, interpretato da Raoul Bova, con cui instaura un rapporto di amicizia fortissimo e questo legame servirà ad entrambi per arrivare a svelare il proprio vero volto.

Cortellesi, che è anche cosceneggiatrice del film e moglie del regista, ha detto: “Volevo raccontare aspetti diversi della vita che mi stanno a cuore: dalle eccellenze italiane che partono ma poi vogliono tornare, al fatto che le donne spesso siano considerate meno, ma volevamo anche sottolineare che spesso ci si conforma all’idea che gli altri hanno di te – ha spiegato l’attrice – E poi volevo mostrare una coppia di fatto, che non condivide la sessualità, ma si rispetta e in qualche modo si ama”. Soddisfatto del lavoro svolto il regista: “Il tentativo era quello di raccontare cosa c’è di buono in questo Paese, raccontare la gente che non si rassegna, i talenti che emergono. Penso che questo Paese abbia molte risorse: bisogna guardare anche a quello che funziona”.

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