Dalla rassegna stampa Cinema

I colori di Gender Bender

Il festival torna a Bologna per la 12ma edizione dal 25 ottobre al 2 novembre con 73 appuntamenti in 20 location diverse

Alphea Pouget, coreografa e danzatrice, 89 anni, ha creato con il belga (e collega) Koen de Preter lo spettacolo Journey . Tra i due ci sono 60 anni di differenza e il loro lavoro parla di potere del corpo tra diverse generazioni. Potremo vederlo il 29 ottobre a Teatri di Vita per Gender Bender, il festival internazionale sulle rappresentazioni del corpo e le identità di genere nella cultura e le arti contemporanee ideato e diretto da Daniele Del Pozzo e prodotto dal Cassero.
Il festival torna a Bologna per la 12ma edizione dal 25 ottobre al 2 novembre con 73 appuntamenti in 20 location diverse — c’è anche il Mercato di Mezzo — di cui 15 di teatro e danza con 33 repliche, 27 film, 4 party, 3 concerti (tra cui l’anteprima Indie Pride, il 18 ottobre al Tpo e gli attesi Xiu Xiu il 28 al Locomotiv), 5 incontri con autori, tra Walter Siti e Jonathan Blake, laboratori. L’esempio di Journey ci fa capire quanto questo festival abbia maturato negli anni la sua capacità inclusiva. Nei nove giorni, infatti, con il sottotitolo di «Buon Costume» la cui immagine indica il busto di un uomo che si strappa di dosso giacca, camicia e cravatta mostrando un corpetto femminile, non è rimasto fuori nessuno. A partire dagli anziani.
Di loro sappiamo che sono sempre più numerosi, ma ne conosciamo i sogni e i desideri? Un’occasione per conoscerli meglio è quella ideata dalla coreografa e performer Silvia Gribaudi che torna ad indagare sulla terza età con un improvvisato blitz coreografico da parte di un allegro manipolo di signore over 60 (tenetevi pronti per fare un salto il 27 verso le 18 alla coop di piazza dei Martiri). Prima del flash mob, laboratorio gratuito dal 24 al 26 (modulo su www.genderbender.it da compilare entro il 20. Info 377/2941216).
Si parla di bellezza e fragilità con Jone San Martin, danzatrice audiolesa di William Forsythe, in prima nazionale al Sì l’1 e 2 novembre. Sguardo anche su bambini e adolescenti con i progetti Teatro Arcobaleno, tra laboratori e spettacoli, tra cui l’intenso Joseph Kids di Alessandro Sciarroni che pone il piccolo pubblico davanti alla possibilità di creare con il movimento e la tecnologia (il 29 al Testoni Ragazzi), e Performing Gender , sostenuto dall’Unione Europea. Ci piacerebbe segnalare anche la prima nazionale all’Arena del Sole di Cascas D’Ovo di Patrick Lander (30-31), su un’elettrizzante relazione tra attrazione e repulsione e, per il cinema, Regarding Susan Sontag , ritratto della grande scrittrice americana di Nancy Kates (al Lumière il 28 in anteprima nazionale) e un Omaggio a Lou Reed (sempre al Lumière il 26) con raro materiale di archivio. Da non perdere, inoltre, Pride , vincitore della Queer Palm a Cannes e in anteprima nazionale il 29 all’Odeon. Ambientato nella Gran Bretagna dell’era Tatcher, il film è una commedia amara sullo sciopero dei minatori del 1984, in cui un gruppo di attivisti gay e lesbiche decise di raccogliere soldi per loro.
Le proposte sono molto diversificate e consigliamo di personalizzare il programma dal sito scritto sopra. Non per nulla, il festival è stato paragonato dagli organizzatori a un supereroe con superpoteri per leggere meglio la realtà, come ha spiritosamente evidenziato Daniele del Pozzo mostrando la sua maglietta con la «S» di Superman. Ma dopo il sorriso ecco le parole serie: «Gender Bender — spiega Del Pozzo — è un avvenimento che si evolve da festival a progetto che estende la durata a tutto l’anno, con sempre relazioni a livello internazionale». Massimo Mezzetti, assessore regionale alla Cultura, va oltre, affermando che «la cultura è lo strumento migliore per affermare idee giuste e contro le sentinelle della conservazione, noi dobbiamo rappresentare le sentinelle della civiltà e del rispetto di tutti». Questa per il presidente dell’Arcigay bolognese Vincenzo Branà resta comunque un’edizione cruciale «perché si colloca tra l’ultimo congresso al Cassero e le elezioni regionali di novembre. Un’occasione per lavorare a ulteriori nuove idee e puntare ad altri target». Gender Bender, intanto, si arricchisce anche di partner (48, in primis Coop Adriatica e la compagnia aerea olandese Klm) e di un nuovo sostenitore, il Ministero dei Beni Culturali, con 8000 euro stanziati.


da La Repubblica

Gender Bender non fa più scandalo “Per la prima volta non ci sentiamo soli”

Il Cassero: nelle battaglie di gay e lesbiche ora un pezzo d’Italia è al nostro fianco Dal 25 ottobre nove giorni di spettacoli

PAOLA NALDI

NESSUNA polemica, per la prima volta. Il festival che più fece scandalo tra i benpensanti, non dà più scandalo. Perchè «per la prima volta le battaglie di gay, lesbiche e trans non sono solo nostre ma fanno parte delle istituzioni ». Lo racconta Vincenzo Branà presidente del Cassero, presentando Gender Bender: «Per la prima volta un pezzo di paese scende in campo con noi». La “disobbedienza” del sindaco Virginio Merola nei confronti del ministro Angelino Alfano, per difendere la registrazione delle nozze tra gay, fa sentire il Cassero meno solo. «Siamo stati precursori nell’affermazione di nuovi diritti – ha sottolineato ancora Branà – nella presentazione, in maniera più complessa, di tante identità diverse. Il sindaco Merola ci ricorda ora che nella disobbedienza pacifica sta la conquista dei diritti, e noi ritroviamo il senso di una politica che cerca di andare avanti ».
Gender Bender, ora premiato anche dal Ministero dei beni culturali con un contributo di 8mila euro, indossa la casacca di Superman: «Ci sentiamo dei supereroi che rispondono al richiamo di una comunità lgbt in cambiamento e di una città, Bologna, a caccia di stimoli per dar vita a una nuova stagione», dice Daniele Del Pozzo, direttore artistico (che la maglietta di Superman ieri l’indossava sul serio). Quest’anno non si occupa solo di identità sessuali, tema comunque dominante, ma anche di anziani e di malati, offrendo persino con Coop Adriatica un laboratorio di danza della coreografa Silvia Gribaudi a signore over 60 che lo trasfor-meranno poi in un flash mob tra le corsie del supermercato di Piazza Martiri.
L’assessore alla cultura Alberto Ronchi conferma: «Il Cassero è un luogo di importanza strategica per le nostre politiche culturali e il Festival un punto importante nelle nostre programmazioni, capace di tessere relazioni internazionali». Il programma dal 25 ottobre al 2 novembre riunisce sotto il titolo “Buon costume” 73 appuntamenti in 9 giorni, con 33 repliche di 15 spettacoli, 27 proiezioni, 3 concerti, 5 incontri. E tra i tanti nomi si ritrova quello di Jonathan Blake, tra i protagonisti del film “Pride”, presentato in anteprima nazionale il 29 ottobre all’Odeon: incontrerà il pubblico per raccontare una storia di solidarietà tra gay, lesbiche e minatori del Galles. Oppure si ritroverà Jone San Martin con una coreografia di William Forsythe (l’1 novembre al Sì). E ci sarà uno spettacolo per bambini di Alessandro Sciarroni, “Joseph kids” con Batman e Robin, il 29 ottobre al Testoni Ragazzi.

“Siamo come supereroi che rispondono al richiamo di una Bologna che vuol mutare passo”
SUPERMAN
Daniele Del Pozzo con la maglia di Superman

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