Dalla rassegna stampa

Sentinelle, otto denunciati per gli scontri

Sette del Tpo (tra cui i capi storici) e un esponente di Forza Nuova: il più giovane ha 17 anni, il più vecchio 55 Accuse di lesioni, resistenza e manifestazione non autorizzata per i disordini di domenica in piazza Galvani

Otto persone denunciate per il pomeriggio di tafferugli che domenica ha trasformato piazza Galvani e il portico del Pavaglione nel campo di battaglia tra antifascisti ed estremisti di destra: momenti di tensione arrivati al termine delle contestazioni al presidio delle Sentinelle in piedi, gli ultracattolici contrari ai matrimoni tra gay e alla legge sull’omofobia.
La Digos ha identificato sette antagonisti, denunciati per vari reati, dalla resistenza a pubblico ufficiale alla violenza privata, fino alle lesioni: tra loro ci sono sei attivisti del Tpo, compresi gli storici leader Gianmarco De Pieri e Domenico «Meco» Mucignat, di 40 e 47 anni. A De Pieri sono stati contestati i reati più gravi: impugnando una cintura avrebbe aggredito un ispettore della Digos e un altro poliziotto, causando a entrambi una prognosi di cinque giorni per vari colpi alla testa e alla spalla. Mucignat deve invece rispondere per la manifestazione non preavvisata che aveva portato circa 400 manifestanti in piazza San Francesco e poi in piazza Galvani, dove la Questura aveva spostato il presidio delle Sentinelle. La presenza di sette esponenti di Forza Nuova aveva dato il via al parapiglia: i neofascisti sono venuti a contatto con quelli dei centri sociali e solo l’intervento della polizia e dei carabinieri, schierati però in numero ridotto, ha evitato conseguenze peggiori. Un forzanovista di 55 anni, vicino a gruppi ultras rossoblu, è stato denunciato per porto abusivo di oggetti atti a offendere: in un fotogramma lo si vede con un tirapugni di ferro. Altri attivisti del Tpo, tra cui un 17enne, sarebbero i responsabili dell’agguato al taxi dove tre estremisti di destra avevano trovato riparo: la macchina è stata danneggiata con calci e e pugni. Un volto noto di «Bologna antifascista» è stato invece riconosciuto nel gruppo che con un bastone aveva sferrato diversi colpi ai «neri» e agli agenti: il pomeriggio si era concluso con tre feriti tra le forze dell’ordine.
«La Digos ha fatto un ottimo lavoro — ha commentato il questore Vincenzo Stingone —. Il primo ringraziamento va ai poliziotti e ai carabinieri che con pazienza e professionalità stanno affrontando queste tensioni». Stingone ha anche risposto alle polemiche sulla gestione dell’ordine pubblico e agli attacchi del sindacato Siulp che aveva sottolineato lo scarso spiegamento di forze per affrontare quella situazione: «Avere spostato quel presidio in una piazza più gestibile dimostra che non era stato sottovalutato nulla». Il questore non ha escluso la possibilità di non autorizzare il corteo di Forza Nuova annunciato per il 18 ottobre, con la presenza del leader nazionale Roberto Fiore. «Valuteremo, noi non diamo autorizzazioni, riceviamo preavvisi — ha spiegato —. Devono esserci gravi motivi di ordine pubblico per impedire a qualcuno di parlare».
Altro capitolo quello dei disordini di lunedì dopo lo sgombero del collettivo Hobo in zona universitaria: arriveranno presto altre denunce. Ancora Stingone: «Il rettorato non era stato presidiato perché con l’università si era deciso così, l’intervento successivo è stato concordato con l’ateneo ed è stato chirurgico».

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