Dalla rassegna stampa

Zelger, altre mail «segrete» E il caso diventa politico

… Questa maggioranza ha un comportamento imbarazzante e schizofrenico, con un sindaco che apre alle coppie gay e un suo consigliere che porta avanti odg come quello…

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VERONA – Il bilancio comunale? L’aeroporto? Le tasse, o ancora le grandi opere viabilistiche o il futuro dei siti turistici della città? Fuffa. Almeno per il consigliere Alberto Zelger, già finito sugli scudi per la sua «mail segreta» contro chi non ha votato il suo ordine del giorno per «frenare» i progetti «gay friendly» nelle scuola. Che di missive telematiche ne ha inviate altre dove non si spiega la «priorità» che viene data ad altre questioni. E intanto scoppia il caso politico.

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Zelger, altre «mail segrete» E il caso ora diventa politico
Polato (Fi) e integralisti contro Tosi: «Da che parte sta?»

VERONA – Il bilancio comunale? L’aeroporto? Le tasse, o ancora le grandi opere viabilistiche o il futuro dei siti turistici della città? Fuffa. Già, quelli che sono i cardini dell’economia e quindi del futuro di Verona – e che dovrebbero essere tra le priorità di chi di quel futuro è parte integrante come lo può essere un consigliere comunale – in realtà proprio così prioritari per almeno uno di quei consiglieri non lo sono.
Lui è l’ormai noto postino di «mail segrete» Alberto Zelger. Che, evidentemente, deve avere una rete d’invio che è un colabrodo, visto che ormai sono parecchie le sue missive telematiche che non dovevano filtrare e che invece stanno facendo il giro di mezza Verona. Dopo quella del primo agosto in cui manda lettere facsimile da inoltrare ai giornali e agli altri consiglieri sull’approvazione del suo ordine del giorno contro alcuni progetti di educazione sessuale nelle scuole, con tanto di lista di «proscrizione» di sei consiglieri cattolici «rei» di non averlo votato, ne spuntano altre, antecedenti al voto a lui favorevole del 23 luglio. Ed è così che la stessa mattina della discussione scrive al suo ormai famoso «coordinamento». «Sembra – verga Zelger – che la difesa della famiglia e dei nostri bambini dai progetti gay-friendly nelle scuole sia l’ultima delle preoccupazioni del consiglio comunale e dei suoi capigruppo. Tutto sembra più urgente e arriva sempre all’ultimo momento: il bilancio, l’aeroporto, l’Imu, la Tares, la Tasi, il traforo, la tramvia e persino la casa di Giulietta. Dobbiamo dimostrare di essere in tanti, altrimenti saremo sempre sconfitti…».
Già, la priorità di Zelger è quell’ordine del giorno. E nella mail del 23 chiama a raduno i sostenitori. Cosa che aveva fatto con un’altra missiva dell’8 luglio, in cui prima si lagna dei continui rinvii della discussione, ma poi aggiunge che «questo rinvio ci permetterà per altro di mandare nuove email ai consiglieri comunali che vi ho indicato; passate parola ai vostri amici, ma solo a persone di cui potete fidarvi, per non scatenare una mobilitazione di segno opposto». Perché il consigliere Zelger nell’organizzare quello che i consiglieri «proscritti» del Pd hanno definito un «mail bombing» è assolutamente recidivo. Anche qui si premura di allegare un facsimile di mail da inviare. E aggiunge: « riporto l’elenco dei consiglieri comunali, suddivisi in 5 gruppi in base al loro atteggiamento, verificato o presunto, sull’odg in questione. Ai consiglieri del 5° gruppo direi di non scrivere, perché potremmo ottenere l’effetto di inasprire la loro contrarietà, col rischio di provocare manifestazioni pubbliche di segno opposto durante la discussione in consiglio». Seguono le cinque liste: consiglieri che hanno già firmato l’odg sulla famiglia, consiglieri che dovrebbero firmarlo a breve, consiglieri che con qualche insistenza potrebbero firmarlo, consiglieri che lo voteranno ma non lo firmano. E il «famigerato» quinto gruppo, quello dei consiglieri «probabilmente contrari». E Zelger mette sempre quella «postilla» evidentemente vana, visto che le sue mail girano alla grande. «In ogni caso – scrive – ti raccomando la massima discrezione. Non divulgare questi elenchi a persone di cui non hai completa fiducia». Raccomandazione assolutamente inutile. Ma intanto il caso delle «mail segrete» del consigliere eletto in una civica diretta emanazione del sindaco Tosi, sta diventando un caso politico.
Dopo il presidio dell’altro pomeriggio in Bra in cui si accusava il sindaco di «tollerare personaggi di questo tipo», ieri un altro dei «proscritti» si è defilato da quell’ordine del giorno. Andrea Sardelli (gruppo misto) ha deciso di seguire le orme del collega Daniele Polato (Fi) e di chiedere che la sua firma come presentatore di quell’ordine del giorno sia tolta. «Come Polato – ha spiegato – firmo le presentazioni di tutti gli ordini del giorno, ma poi non l’ho votato perché, pur essendo cattolico praticante, non lo condivido. Alla luce poi di quanto è emerso sul comportamento di Zelger chiedo il ritiro anche di quella firma perché non condivido certi metodi da Inquisizione…». A sollevare la questione di una «discrasia» nella maggioranza tosiana è Polato. «Alle mail che poi ho scoperto mi faceva inviare Zelger ho sempre risposto che andassero a chiedere al loro sindaco Tosi perché non ha firmato quell’odg e non era presente al voto. Questa maggioranza ha un comportamento imbarazzante e schizofrenico, con un sindaco che apre alle coppie gay e un suo consigliere che porta avanti odg come quello…» E a mazzolare sia Zelger che Tosi ci pensano i cattolici tradizionalisti del Christus Rex. Quelli che per l’approvazione dell’odg tacciato di omofobia dovrebbero gioire. E infatti lo fanno. Meno del comportamento del consigliere. E ancora meno di quello del sindaco.
«Vogliamo far notare che il punto fondamentale di tutta la questione è la netta vittoria dell’odg in questione – spiega il portavoce Matteo Castagna – . Quindi l’attenzione, che ci saremmo aspettati, come conseguenza a questa “grazia di Dio” sarebbe stata da rivolgere alla sua pronta e piena attuazione nelle scuole, più che cercare fantomatici “coordinamenti”, che hanno molto più il sapore della ricerca di ampliamento del proprio “indirizzario elettorale”… Impossibile non vedere il dato politico. Da tempo a Verona esiste una maggioranza frammentata e divisa. Mentre il consiglio comunale votava a maggioranza l’odg Tosi, sebbene avesse manifestato con noi contro l’ultimo gay Pride di Verona, indossando la maglietta “Noi Romeo e Giulietta, Voi Sodoma e Gomorra – No gay Pride”, dichiarava l’apertura diritti per le coppie di fatto conviventi, anche dello stesso sesso. Ci si chiede, dunque, se esista ancora una maggioranza in questa città e chi ne sia il “capo”. Dovrebbe chiederselo anche chi, come il consigliere Papadia, chiede “democraticamente” il bavaglio per i cosiddetti “cattolici integralisti”, dalla posizione di chi è stato messo in minoranza persino dai suoi colleghi». Infine il pensiero della consigliera del Pd Elisa La Paglia. «Zelger non sa la differenza tra etica pubblica e morale privata. Sa che lo Stato del Vaticano non comprende Verona? E comunque, ad oggi, anche quello è uno Stato più evoluto di quello che vorrebbe lui…».

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