Dalla rassegna stampa

Odg omofobo, mail segreta di Zelger «Bacchettate i consiglieri contrari»

E allega nomi e indirizzi internet. «Tosi non ha voluto firmare…»

VERONA – In effetti da giorni, in redazione, le mail che arrivavano con toni di plauso erano parecchie. Tutte, però, con un testo simile. Stessa lunghezza, addirittura stesse parole. Che la corrispondenza d’intenti fosse tale da far sgorgare addirittura le stesse espressioni era cosa alquanto improbabile. Eppure il signor Danilo, come Olindo, come Gianmarco o la famiglia Trevisan hanno scritto tutti «per ringraziare pubblicamente il consiglio comunale». Di cosa, ci si chiederà? È spiegato, fatalità, nell’attacco di tutte le mail: «il 23 luglio scorso il consiglio comunale ha approvato un importante documento in difesa della famiglia naturale e contro i progetti educativi che vorrebbero imporre ai nostri figli nelle scuole una visione della sessualità improntata all’ideologia del gender…». Insomma un generale apprezzamento al discusso ordine del giorno, il 426, tacciato di omofobia e presentato dal consigliere tradizionalista Alberto Zelger . Ma che la stima arrivi al punto da dettare lo stesso fraseggio a tutti sembrava alquanto strano. E infatti, tra le tante mail, ne è spuntata una che – in realtà – non doveva essere inviata. Tanto che, nel testo, è espressamente scritto che «ti ringrazio per quanto vorrai fare e ti prego di passar parola soltanto agli amici che condividono i nostri valori, chiedendo anche a loro di fare altrettanto. Guai se qualche radicale sapesse di questo nostro coordinamento. Anche il Vangelo ci sprona ad essere “prudenti come i serpenti e semplici come le colombe”». Ma non sempre si riesce a strisciar basso. O a volare alto. Lo sa bene proprio lui, il consigliere Alberto Zelger. Perché quella mail di cui non si doveva far parola e in cui si parla di un non meglio precisato «coordinamento» che guai se si sapesse, porta la sua firma. Datata 1 agosto e con un titolo che non lascia spazio a dubbi, «Battiamo sul chiodo finché è caldo», la missiva il consigliere contiene le indicazioni per dar lustro al suo orgine del giorno, ma anche una sorta di «lista di prescrizione» con i nomi dei consiglieri che avrebbero tradito «la causa».
Zelger parte dalla storia, raccontata dal Corriere di Verona, del ragazzo gay picchiato a Bussolengo. «Ciò – scrive – fa parte di una strategia che mira a dimostrare un’emergenza omofobia che non esiste, smorzando l’effetto positivo della nostra piccola vittoria». E, per questo incita a «scrivere ai giornali, al sindaco e ai consiglieri comunali ringraziando il consiglio per aver fatto proprie le preoccupazioni di tanti genitori, schierandosi in difesa della famiglia naturale e a protezione dei nostri figli». Per non lasciare nulla al caso, il solerte Zelger allega indirizzi mail di tutte le testate locali e anche un fac-simile di lettera «chiedendoti comunque un piccolo sforzo per modificare il contenuto, meglio evitare di scrivere mail tutte uguali». Richiesta, questa, alquanto disattesa visto che quasi nessuno si è prodotto nello sforzo richiesto. Sprona, l’«evangelista» Zelger a scrivere anche a sindaco, assessori e consiglieri, per invitarli a realizzare tempestivamente quanto è stato approvato». Vale a dire l’«help-line» con tanto di numero verde a cui segnalare i supposti comportamenti scorretti degli eventuali insegnanti. E qui partono le «liste», con tanto di indirizzi mail. Quella dei consiglieri «da ringraziare perché hanno votato a favore», anche qui con corredo di fac-simile. Segue la lista della giunta, sempre con testo predisposto e missiva da indirizzare ai due assessori competenti, Alberto Benetti e Anna Leso e al sindaco Flavio Tosi, al quale Zelger non risparmia una reprimenda, scrivendo a piè di pagina che «nonostante la mia esplicita richiesta non ha voluto firmare la mozione e non ha partecipato al consiglio. Nota bene: l’assenza del sindaco è comunque normale, data la quantità di impegni a suo carico».
Ma nessuna giustificazione è lo strale zelgeriano su «qualche altro consigliere, cui varrebbe la pena di scrivere (ovviamente c’è un fac-simile, ndr) per richiamarlo ai suoi doveri». Parte la «lista di proscrizione», capitanata da Daniele Polato (Fi): «ha firmato la mozione ma al momento del voto risultava assente. Era già andato a casa?». Stessa nota che compare a fianco del nome di Andrea Sardelli (gruppo misto). Su Marisa Brunelli (Udc) Zelger fa notare che «di estrazione cattolica, aveva promesso che avrebbe firmato la mozione. Non l’ha fatto e al momento del voto era assente», per Fabio Segattini (Pd) spiega che «di estrazione cattolica, attivo in parrocchia ma non ha votato». I peggiori, per Zelger? I due consiglieri Luigi Ugoli e Stefano Vallani, entrambi Pd. Entrambi «rei» di essere «di estrazione cattolica, partecipa agli incontro col vescovo, è intervenuto nel dibattito con affermazioni farneticanti e ha votato contro». La mail di «esortazione» di Zelger al suo «coordinamento» si conclude con un «Il Signore ci guidi e ci protegga nel sostenere la famiglia naturale e nel tutelare i bambini dai cattivi maestri, che vorrebbero rubare la loro innocenza». Quei bambini ai quali s’insegna anche che le cose di nascosto e manipolate non si fanno…

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