Dalla rassegna stampa Personaggi

La tentazione di Vendola: emigrare in Canada “Da Sel troppe delusioni”

Il leader amareggiato dalla scissione: “Mollo tutto” L’idea di seguire il compagno in un Paese che ammira

ROMA – Lo sfogo — ché di sfogo si tratta — risalirebbe a qualche settimana fa, all’indomani delle Europee e delle polemiche laceranti dentro Sinistra ecologia e libertà. Parole dette con il cuore pesante e gli occhi velati di tristezza per lo spettacolo di un partito che implode e vede lo sgocciolio all’esterno di uno, due, tre, quattro, dieci, dodici deputati. Il capogruppo persino! E dunque ecco riaffacciarsi nel leader la tentazione dell’abbandono, la suggestione di una via di fuga da una politica che non riconosce più. «Mi viene da mollare tutto e andarmene in Canada quando avrò concluso il mio mandato da governatore».
I suoi collaboratori, l’onnipresente Paolo Fedeli, assicurano che si tratta di una bufala, magari di una voce messa in giro ad arte dagli avversari. Eppure, mettendo l’orecchio a terra, nella prateria di Sel si sente alzarsi una domanda tra i dirigenti e militanti rimasti fedeli: «Ma Nichi che fa?». A chi invece si chiedesse perché mai il Canada, la risposta è presto detta. Il compagno di vita di Vendola, Eddy Testa, è canadese. Ha studiato alla Concordia University di Montreal e alla Ottawa University. Con il suo paese natale mantiene ovviamente rap- porti, pur abitando insieme a Nichi a Terlizzi da una decina d’anni. Vendola poi ama il Canada. Al Corriere canadese, cinque anni fa, confessò tutta la sua ammirazione: «Il Canada è una realtà che ha un mix straordinariamente avanzato di diritti sociali, individuali e umani. La destra canadese in Italia sarebbe considerata non dico di estrema sinistra, ma quasi». Un Eldorado dunque, verso il quale Vendola già guardava con struggimento nella terribile estate del 2012, quando si scoprì indagato per abuso d’ufficio in merito alla nomina di un primario all’ospedale San Paolo di Bari. Il processo lo vide assolto con formula piena, ma «la botta » era stata forte. E ancora adesso pesa su Vendola l’inchiesta che lo vede imputato di concussione aggravata nell’ambito dell’inchiesta sul disastro ambientale causato dall’Ilva. Nichi vorrebbe essere giudicato subito, liberarsi da un fardello che ne appesantisce la leadership, ma non è tanto semplice. I Riva infatti hanno chiesto lo spostamento del processo da Taranto e la Cassazione non si esprimerà prima di settembre-ottobre. Fino ad allora Vendola resterà sulla griglia.
Intanto la crisi di Sel non ha ancora trovato un punto di arrivo. Il capogruppo in sostituzione di Gennaro Migliore, che ha dato vita a Led, non è ancora stato trovato. Si parla di Arturo Scotto, un pontiere tra vendoliani e dissidenti (almeno quelli rimasti). Di questo e di come far uscire il partito dall’angolo si discuterà il 12 luglio nell’assemblea nazionale. Sperando che quello sul Canada non sia altro che uno sfogo. E finisca come quello di Veltroni sull’Africa.

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.