Dalla rassegna stampa

Omosessualità chi ha paura di un libro a scuola

…L’ideale di una sessualità anatomicamente e naturalmente
eterosessuale, una educazione morale rigidamente normativa, accompagnata dall’omofobia e dall’esaltazione della virilità, sono stati invocati contro i professori degeneri….

da La Repubblica (inizia in prima pagina nazionale)

Omosessualità chi ha paura di un libro a scuola

MASSIMO RECALCATI
QUELLI della mia generazione si ricorderanno forse improbabili corsi di educazione della sessualità di tipo botanico. Uno strano “esperto della materia” mostrava dei semi sulla cattedra.
E LE loro possibili combinazioni da cui sarebbero scaturiti i caratteri del nuovo nato. I corpi sessuali in carne ed ossa restavano coperti e solo enigmaticamente allusi. Erano anni dove la censura morale prevaleva ottusamente provando ad esorcizzare il demone del sesso. Era l’Italia cattolico-fascista che dopo la contestazione del ‘68 avrebbe però ben presto lasciato il posto ad un altro padrone.
Questo nuovo padrone — quello che Pasolini denominava negli anni Settanta “nuovo fascismo” — non agirà più in nome della censura ma offrirà una immagine della libertà senza limiti. Il suo imperativo non risponderà più alla logica del dovere e del sacrificio ma a quella di un godimento senza argini.
Nel nostro ultimo ventennio questa rappresentazione della libertà troverà la sua enfatizzazione più radicale e, al tempo stesso, più fatua. È una constatazione banale: basta girare in un qualunque aeroporto italiano per trovarsi davanti agli occhi corpi di donne seminude e ammiccanti a promuovere prodotti coi quali non hanno alcuna relazione di senso.
La discreta solitudine dei semi sulla cattedra ha lasciato il posto ad una proliferazione di immagini sessuali o a sfondo sessuale che hanno ormai invaso la nostra vita più ordinaria. Ecco perché la denuncia nei confronti di alcuni professori del liceo Giulio Cesare di Roma che avevano proposto ai loro allievi un percorso di letture su temi di attualità, tra cui quella della differenza di genere, non può non colpire. Non l’opportunità dell’iniziativa di quei docenti — ai miei occhi totalmente legittima — , ma proprio l’atto che la vuole denunciare come “pornografica”. Il nuovo fascismo sembra qui lasciare il suo passo ad un ritorno del vecchio. L’ideale di una sessualità anatomicamente e naturalmente
eterosessuale, una educazione morale rigidamente normativa, accompagnata dall’omofobia e dall’esaltazione della virilità, sono stati invocati contro i professori degeneri. Grave errore di giudizio. Come non vedere che se c’è una salvezza dallo scempio iperedonista che ogni giorno ci invade facendo dei corpi erotici carne da macello, se c’è una salvezza dalla violenza che scaturisce da una rappresentazione tutta fallica della sessualità, essa non è nel ritorno ad un Ordine giustamente defunto, ma proprio nel libro, nella lettura, nella vita della Scuola.
È attraverso, il libro, la lettura, la Scuola che si gioca infatti la vera prevenzione ai rischi della barbarie e della dissipazione in un godimento senza soddisfazione. Il libro incriminato non è un libro pornografico, ma un libro che racconta la storia di una formazione e di una filiazione. Un libro di letteratura non è mai pornografico ma, casomai, erotico nel senso che anima il desiderio di sapere. Resta sullo sfondo la vera questione: come si può parlare a Scuola di sessualità senza ricorrere alla tristezza dei semi sulla cattedra e al suo moralismo implicito, ma senza nemmeno — come accade oggi — ridurre tutto all’altrettanto arida descrizione senza veli della spiegazione scientifica di come, per esempio, funzionano gli organi genitali. L’educazione alla sessualità dovrebbe preservare sempre il velo del mistero. Cosa di meglio allora della letteratura e della poesia? La sessualità senza amore ha il fiato corto sia essa cosiddetta omosessuale o eterosessuale. Quando invece l’amore feconda il sesso non c’è mai gesto erotico che rischi l’oscenità. Sia esso cosiddetto omosessuale o eterosessuale.

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Le parole giuste per l’educazione sessuale dei ragazzi: che raccontino l’amore gay, ma anche l’omofobia – È il caso esploso in questi giorni, dopo che in un liceo romano due insegnanti sono state denunciate per avere consigliato un libro “scomodo”

Lezioni ? Pericolose

MARIA NOVELLA DE LUCA

E ALLORA , come bisogna parlarne? Quali sono le parole per spiegare e raccontare l’omosessualità, l’amore gay, ma anche l’omofobia? C’è un limite, forse, da non varcare se di questo si ragiona con degli adolescenti? Quali strumenti “pedagogici” servono per affrontare la verità che esistono più modi di amare, e dunque chi desidera una persona dello stesso sesso è esattamente come gli altri? La questione, dopo mesi di silenzio, dopo il caso degli opuscoli dell’Unar contro il bullismo omofobico, prima commissionati e poi sepolti nel silenzio sia dal governo Letta che dal governo Renzi, è riesplosa. Acuita dalla cronaca di queste ultime ore, la polemica sulle pagine considerate troppo hard del libro di Melania Mazzucco “Sei come sei”, storia di una famiglia composta da due padri e una figlia, dove in un passaggio si descrive con nettezza una fellatio tra due ragazzi,
uno gay, l’altro no, e il giovane gay finisce massacrato di botte in una imboscata.
Giusto, ci si chiede, far leggere queste pagine a dei quindicenni, o il rischio di turbamento è troppo grande? I ragazzi affermano di non sentirsi affatto infastiditi, alcuni genitori sono invece sul piede di guerra, i prof difendono la loro scelta, ma la polemica travalica l’ambito scolastico e diventa tutta politica. Mostrando quanto il panorama dei “diritti civili” tema forse troppo scomodo da sollevare in campagna elettorale, sia finito in un angolo del dibattito. Mentre si fanno ogni giorno più decisi gli attacchi del mondo pro-life, ben deciso ad ostacolare in ogni modo che nelle scuole si affronti il tema dell’omosessualità, ma ancor di più della “omogenitorialità”. Cioè che da una coppia gay possano nascere dei bambini. Eppure questi figli di una sola metà del cielo sono una presenza reale nelle scuole italiane. Basta però mettere in ordine i fatti delle ultime settimane per capire quanto la questione si sia arenata. La polemica, violenta, sul libro di Melania Mazzucco messo all’indice al liceo “Giulio Cesare” di Roma. Il lentissimo cammino della legge contro l’omofobia al Senato. Gli attacchi agli insegnanti che hanno inaugurato le “lezioni di genere” contro gli stereotipi maschili e femminili, e la mai attuata “strategia” nazionale anti discriminazioni sessuali decisa dal ministro Fornero nel 2013.
Quanto fa paura parlare di omosessualità, diversità, sessualità, bullismo antigay? Mario Rusconi, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Presidi, una vita passata tra i ragazzi, afferma che è giusto parlare di tutto. «Non ci devono essere steccati, il mondo adulto sottovaluta quanta informazione erotica abbiano oggi dei quindicenni, abituati a navigare su siti di pornografia esplicita. E dunque sono convinto che non si siano sentiti affatto turbati dalle descrizioni del libro della Mazzucco». Vista però la delicatezza del tema, e il rischio di strumentalizzazioni, «che infatti c’è stato», dice Rusconi, «sarebbe stato meglio che di questo progetto i prof ne discutessero con i genitori».
Mentre la scuola naviga a vista, la lista luttuosa dei giovani che si tolgono la vita per la troppa derisione si allunga di stagione in stagione… «E invece — spiega Ivan Scalfarotto, sottosegretario alle Riforme e gay dichiarato — c’è sempre di più un approccio da guerra ideologica, lo dimostra il caso degli opuscoli dell’Unar censurati, o la contestazione al libro di Melania Mazzucco, sotto attacco non tanto perché conteneva dei passaggi di sessualità esplicita, ma perché parlava di una famiglia composta da due padri». Il governo però, aggiunge Scalfarotto, «non potrà sottrarsi a questi temi, del resto Renzi l’ha promesso in campagna elettorale, introdurremo le unioni civili sul modello tedesco, e l’adozione del figlio del coniuge nelle coppie omosessuali». In realtà al centro della campagna dei movimenti pro-life, c’è la battaglia contro la legge sull’omofobia in discussione al Senato e i progetti sul “gender” da attuare nelle scuole. Conferma il presidente dei “Giuristi per la vita” Gianfranco Amato: «Questa è una legge sbagliata, voluta da una lobby. Noi chiediamo che vengano puniti tutti i tipi di bullismo, non solo quello contro i gay».
Il tema imbarazza la politica. A cominciare dal “giallo” degli opuscoli commissionati dall’Unar, cioè l’ufficio antidiscrimi- nazioni del ministero delle Pari Opportunità, all’istituto “Beck”, specializzato in terapia cognitivo-comportamentale, e diretto dalla psicoterapeuta Antonella Montano, autrice di diversi e accurati saggi sull’omosessualità. Le pubblicazioni, destinate ai docenti delle scuole primarie e secondarie, vengono decisi nell’ambito della “strategia nazionale Lgbt” decisa con un decreto del ministro Fornero. Si tratta di un grosso progetto, dotato di congrui finanziamenti, volto a combattere le discriminazione sessuali e in particolare il bullismo omofobico. Nel febbraio scorso i tre opuscoli “Educare alla diversità a scuola” sono pronti per essere distribuiti ai docenti, perché inizino a valutarli. Qualche mese prima, nel luglio del 2013, Ermenegilda Siniscalchi, il capo dipartimento del ministero per le Pari Opportunità, diretto dal viceministro Cecilia Guerra, invia alla dottoressa Montano una lettera di encomio per il lavoro fatto. Si tratta, scrive Siniscalchi, «di un prodotto di cui ho potuto apprezzare l’approccio metodologico, la cura, la completezza e la chiarezza di esposizione che fanno di questa pubblicazione un eccellente supporto didattico ».
E infatti basta leggere con attenzione questi famosi opuscoli per rendersi conto della loro correttezza. Una guida a riconoscere l’omofobia, a confutare teorie antiscientifiche tipo «l’omosessualità è una malattia », a comprendere il disagio degli adolescenti gay, un passo in avanti nella spiegazione di cosa sono le famiglie omogenitoriali. Ma il percorso degli opuscoli si inceppa. Alcuni gruppi cattolici e la Cei ne denunciano presunti attacchi alla “famiglia naturale”. Scoppia la polemica, ma forse nessuno li ha letti davvero. Inizia il fuggi fuggi dei ministri competenti: la Guerra afferma di non saperne nulla, l’attuale ministro Giannini li bolla come «lontani dal modello italiano». Gli opuscoli, prima commissionati ed elogiati poi censurati, finiscono nel dimenticatoio. Migliaia di euro pubblici buttati via. Eppure bastava scorrerli con attenzione e senza pregiudizi ideologici, per capire che questi manuali sarebbero stati una guida preziosa per gli insegnanti. Utili ad evitare forse nuove tragedie di ragazzi incompresi.

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L’INTERVISTA / IL MINISTRO STEFANIA GIANNINI

“Difendo quelle docenti la scuola deve affrontare il tema della diversità”

CATERINA PASOLINI

«TROPPI ragazzi si sono uccisi in questi anni perché gay, dopo aver subito offese e umiliazioni. Il problema esiste e va affrontato anche nelle scuole. Al liceo Giulio Cesare l’hanno fatto, per quanto ho potuto ricostruire, in modo assolutamente corretto ». Il ministro della pubblica istruzione Stefania Giannini interviene sul libro di Melania Mazzucco, che narra di una storia d’amore omosessuale, dato da leggere a casa agli studenti e che ha visto i professori per questo denunciati da due associazioni sollecitate da una coppia di genitori.
I genitori scandalizzati parlano di libro porno.
«Ammetto di non aver letto “Sei come sei”, non so quindi se quello fosse il libro più adatto come stile a dei teenagers per trattare l’argomento della diversità di orientamento sessuale. Ma stiamo parlando di una scrittrice che ha vinto il premio Strega, di una casa editrice come Einaudi, mi sembra francamente difficile sostenere un’accusa di pornografia».
Allora il problema è l’omosessualità?
«Forse, certo è che in tutta la letteratura dai greci in poi, da Platone a Saffo, il tema dell’amore omosessuale è stato trattato in tutte le sue declinazioni, da quelle più crude ad altre metafisiche. Quindi mi viene il sospetto che questa volta le accuse siano strumentali, ideologiche».
Perché dice: tutto regolare?
«Perché da quello che ho potuto ricostruire, ed è mio compito essendoci stato un esposto, quel libro è stato dato da leggere all’interno di un progetto sulle diversità condiviso tra studenti, professori, docenti. Un progetto elaborato che parlava di tutte le diversità, dalla nazionalità alle differenze religiose. Con tanto di discussioni in classe e tema alla fine. Insomma qualcosa di approfondito e serio».
Gli studenti hanno apprezzato?
«Sì, molto, tanto che mi risulta che oggi abbiano scritto alla preside per darle il loro appoggio, risentiti per gli attacchi».
Fuori dal liceo c’erano cartelli con scritto «maschi selvatici e non checche isteriche »…
«Non sono frasi neppure da commentare, si commentano da sole. Dimostrano quanto ancora ci sia da fare in questo paese perché tutte le diversità vengano accolte, perché i ragazzi non si uccidano dopo essere stati insultati o aggrediti. Bisogna lavorare a scuola, ma anche le famiglie devono fare la loro parte. Lo ha detto anche il Papa».
Cosa ha detto il Papa?
«Anche lui ha parlato di omosessualità dicendo: chi sono io per giudicare. Un modo per segnalare l’importanza di un tema, di un vero problema. Perché un dato di fatto: il bullismo sui gay è una realtà oggettiva da combattere in tutto il mondo, Italia compresa».
Come: tutto ma non il silenzio?
«Sì, il grande nemico è l’ignoranza, per questo ben vengano i programmi di lettura che integrano i libri classici a temi di attualità. Ogni scuola decida come meglio crede ma affronti argomenti delicati, bisogna sensibilizzare gli studenti e le famiglie a conoscere e capire tutte le diversità».
Lei come ne ha parlato con i suoi figli?
«Non mi ricordo un giorno specifico in cui ho affrontato l’argomento dell’omosessualità, ma hanno respirato un atteggiamento di apertura. E hanno avuto la fortuna di andare in una scuola dove tutte le diversità erano rappresentate, fossero di nazionalità, religione o orientamento sessuale. Tanto che i miei figli hanno amici omosessuali e all’interno del loro gruppo non hanno alcuna difficoltà».
Su indicazione del ministro Fornero erano stati fatti opuscoli per aiutare i professori sul tema dell’omosessualità. Mai stati consegnati.
«Erano stati commissionati all’istituto Beck, ma per le parti che mi sono state fatte leggere sulla famiglia mi sembravano assolutamente fuori contesto, nulla a che fare con l’Italia».
I cattolici li hanno contestati. Ora si buttano?
«Non sta a me decidere».


da Corriere della Sera

Liceo Giulio Cesare, interviene il Miur – Gli studenti: difendiamo le nostre prof

Viale Trastevere: «Approfondimento per arrivare alla verità»

Dopo la denuncia, arrivano pure due interrogazioni parlamentari al ministro dell’Istruzione. E lo stesso Miur chiederà un «approfondimento «per arrivare alla verità delle cose». Rischia di durare ancora a lungo la vicenda del liceo Giulio Cesare e delle due prof che hanno dato da leggere ai loro studenti di V ginnasio il libro di Melania Mazzucco Sei come sei , dove in una decina di righe si racconta in maniera dettagliata una fellatio tra due ragazzi di 16 anni. Le insegnanti, accusate di «istigare gli studenti all’omosessualità» dalle associazioni Giuristi per la Vita e Pro Vita onlus, ieri mattina hanno ricevuto la solidarietà degli studenti che le difendono anche in una lettera inviata alla preside Micaela Ricciardi. Ma il senatore Maurizio Gasparri chiede al ministro Stefania Giannini «se rientri nei programmi didattici delle scuole superiori l’educazione sessuale di genere attraverso la lettura di pagine pornografiche». Il collega di Forza Italia Franco Cardiello invece invoca «duri provvedimenti nei confronti del dirigente scolastico».
Si arrabbiano le ragazze davanti al liceo classico di corso Trieste: «Pornografia? Si sono soffermati su quelle dieci righe senza neanche leggere il resto del libro che invece parla del rapporto tra un padre e sua figlia ed è bellissimo», interviene Giulia. E alza la voce: «Istigazione all’omosessualità per aver letto 10 righe su un rapporto gay? Ma ora siamo più etero di prima». Davvero, sorride un’altra amica («ma non dite il mio nome») «queste persone credono che non ne sapevamo nulla di sesso tra gay?». Lo scandalo, dice Alessandro Accatino, 18 anni, 3C e rappresentante degli studenti, «è piuttosto vedere quegli striscioni omofobi srotolati da sconosciuti davanti alla nostra scuola: noi siamo i primi a difendere quel libro e quelle insegnanti». Anche perché, racconta un altro dei 15enne del V ginnasio, «in due anni abbiamo letto oltre 20 libri dalle tematiche più disparate, stavolta abbiamo parlato di omosessualità e non ci siamo soffermati su quelle 10 righe, ma su come gli omosessuali vengono trattati e le discriminazione che vivono ogni giorno». Il Codacons si accoda alla difesa e offre l’assistenza legale alle prof che rischiano un processo penale.
Nel frattempo, si muoverà anche il ministero dell’Istruzione con il sottosegretario Gabriele Toccafondi che a Radio Vaticana annuncia «un approfondimento per arrivare anche attraverso l’ufficio scolastico regionale alla verità delle cose». E lancia l’invito a «non giocare battaglie ideologiche sulla pelle dei nostri ragazzi e bambini».
Replica a distanza il Circolo Mario Mieli con il presidente Andrea Maccarrone che giudica «assordante il silenzio della ministra» e la invita a intervenire «per garantire la libertà di educazione nella scuola pubblica».
Filippo, liceale 17enne al quarto anno al Giulio Cesare cerca di spegnere la polemica: «Capisco dei genitori possano scandalizzarsi, ma non ci trovo nulla di male in quel libro, anche se letto da ragazzini di 15 anni, noi ora leggiamo Catullo che a volte è anche più spinto». Le insegnanti provano a tranquillizzare i loro ragazzi: «Voi non c’entrate niente con questa storia, non vogliamo destabilizzarvi, non vi preoccupate per noi».
Claudia Voltattorni


daTGCom24.it

Libro sull’amore gay nel programma scolastico: proteste e denunce

Alcune pagine riguardanti scene di sesso tra omosessuali hanno fatto infuriare i genitori di una classe del Giulio Cesare di Roma.

Denunciati per “pubblicazioni di spettacoli osceni e di corruzione di minorenni” alcuni docenti del liceo Giulio Cesare di Roma, colpevoli di aver fatto leggere brani di un libro sulla storia di una ragazzina di 11 anni, figlia di una coppia omosessuale, “Sei come sei” di Melania Mazzucco. Il testo incriminato, come scrive il portale specializzato Skuola.net, conterrebbe, infatti, scene di sesso omosessuale. La vicenda ha scatenato diverse polemiche, ma non solo: un gruppo di Lotta Studentesca, formazione giovanile di Forza Nuova, ha esposto uno striscione al liceo Giulio Cesare: “Maschi selvatici e non checche isteriche” recita lo slogan.

TOLLERANZA E PROTESTE – Ha creato confusione la decisione dei docenti del liceo Giulio Cesare di Roma di inserire nel programma di studi la lettura del testo di Melania Mazzucco. L’intento degli insegnanti era avvicinare gli studenti al tema dell’omosessualità, della diversità e della tolleranza, nell’ambito della “Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale”. Il testo infatti racconta la vicenda di una bimba di 11 che, figlia di due genitori gay, non vede riconosciuta la propria famiglia perché il padre naturale muore. Il tema è delicato, ma davanti ad alcune scene esplicite di amore gay raccontate, è esplosa la furia dei genitori degli alunni.

SCATTA LA DENUNCIA – Insieme alle famiglie dei ragazzi si è mossa anche l’associazione Giuristi per la Vita e la Pro Vita Onlus, che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica. Il motivo sarebbe che alcuni passaggi del testo incriminato avrebbero un “contenuto pornografico e osceno, che non può non urtare la sensibilità dell’uomo medio, specie se si considera che tale divulgazione era diretta ad un pubblico composto da minorenni”, come si legge nel testo della denuncia riportato dal quotidiano Il Messaggero. La classe, infatti, è composta da ragazzi di età inferiore ai 16 anni, motivo per cui è stato ipotizzato il reato di corruzione di minore.

SCANDALO? NON CONOSCETE I SOCIAL – Secondo Mario Rusconi, vice presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, questi insegnanti, seppur nell’ambito della libertà di insegnamento, avrebbero dovuto comunque cautelarsi per evitare che nascessero scandali e denunce: “In questa situazione spinosa sarebbe stato il caso di discutere con le famiglie la scelta dei romanzi da leggere”. D’altra parte, però, questi genitori preoccupati forse non si rendono conto di cosa passa sotto gli occhi giornalmente ai propri ragazzi, sostiene Rusconi. Infatti “le famiglie che si scandalizzano per un libro, forse, sottovalutano i social network e l’uso che ne fanno i giovani. I ragazzi oggi non sono più così ingenui come pensiamo”- conclude il preside.

L’OFFESA SU STRISCIONE – Non solo i genitori, ma anche alcuni ragazzi si sono schierati contro la decisione dei docenti. Tuttavia, la loro protesta ha accolto contenuti omofobi. In seguito alla vicenda, infatti, è apparso uno striscione al liceo Giulio Cesare, rivendicato da Lotta Studentesca, formazione giovanile di Forza Nuova. Sullo striscione si legge “Maschi selvatici, non checche isteriche”. Secondo questi studenti e le loro dichiarazioni ai giornali, “è inaccettabile che vengano presentati ai giovani studenti modelli di vita deviati e perversi come se fossero la normalità o rappresentassero una priorità“.


daQuotidiano.net

Brano sul sesso gay in classe, che male c’è?

Siamo nel 2014. E gli adolescenti, dai 14 anni in su, basta sentirli parlare, non sono certo degli sprovveduti che pensano che i bambini li porti la cicogna. Ecco, appunto, e allora che senso hanno le denunce delle associazioni Pro Vita onlus e Giuristi per la vita contro due prof di lettere del liceo Giulio Cesare di Roma? Per quanto mi riguarda, la polemica è inutile. E anacronistica. Se due docenti fanno leggere a dei giovani il libro di Melania Mazzucco ‘Sei come sei’ (Einaudi) dove si descrive in modo anche crudo e realistico un rapporto omosessuale, che male c’è? A questo punto, se si mette all’indice un libro, perché non eliminare dal programma anche Catullo? Le associazioni in questione dovrebbero, invece, tirare un sospiro di sollievo, visto che dopo la lettura si può discutere e confrontarsi in classe, invece che demandare il tema della diversità a battute crudeli magari su un gelido social network. Questi censori sparsi per le scuole (e non solo) facciano un giro tra i giovani e ascoltino quello che dicono e come lo dicono. Si iscrivano a Facebook, Badoo, Ask.fm etc… E cerchino di capire se abbia o meno senso mettere un bollino con “vietato ai minori” a un libro. Forse, se provassero a vivere il mondo, prima di giudicarlo, farebbero cosa gradita.

Ecco il brano al centro delle polemiche, dove uno dei protagonisti scopre la sua omosessualità (Ma non dimentichiamo che il libro narra la storia di Eva, figlia di una coppia gay, Giose e Christian. Quando quest’ultimo muore, Giose non ha i titoli legali per occuparsi della ragazzina e si rintana in un casolare. Eva farà di tutto per rintracciare il padre superstite).

NB: Avverto i lettori che i contenuti sono particolarmente espliciti

“Nessuno avrebbe mai sospettato che quel muscoloso, ruvido, stopper della squadra di calcio dell’oratorio (…) la notte si stancava la mano sulle foto di Jimi Hendrix, Valerij Borzov e Cassius Clay. Pure, benché sapesse che Mariani Andrea non soltanto lo avrebbe respinto ma anche tradito e sputtanato, un pomeriggio, quando dopo la partita indugiò nello spogliatoio e si ritrovò solo con lui, Giose decise di agire – indifferente alle conseguenze.

Si inginocchiò, fingendo di cercare l’accappatoio nel borsone, e poi, con un guizzo fulmineo, con una disinvoltura di cui non si immaginava capace, ficcò la testa fra le gambe di Mariani e si infilò l’uccello in bocca.

Aveva un odore penetrante di urina, e un sapore dolce. Invece di dargli un pugno in testa, Mariani lasciò fare. Giose lo inghiottì fino all’ultima goccia e sentì il suo sapore in gola per giorni. Il fatto si ripeté altre due volte, innalzandolo a livelli di beatitudine inaudita”.

Rosalba Carbutti


da magazinedonna.it

Denunciati insegnanti per “Corruzione”

BY VALERIA GATOPOULOS

Romanzo Gay a scuola Denunciati insegnanti per aver proposto la lettura di “Sei come sei” a scuola.

Il Romanzo Gay a scuola non doveva essere letto e due professori del Liceo Giulio Cesare di Roma, si sono visti recapitare un esposto dalla procura da genitori che non hanno ben compreso che un libro apre la mente e che i propri figli navigando in rete sono tempestati spesso da messaggi subdoli o espliciti.
Gli insegnanti sono stati denunciati per Corruzione di Minori e divulgazione di materiale pornografico, giacchè nelle 250 pagine di libro c’è un paragrafo che racconta di un rapporto orale tra due uomini. (Qui il brano di Sei come Sei, il Romanzo Gay proposto a Scuola)

I movimenti studenteschi di destra e il Movimento Cattolico dei Genitori insorgono chiedendo di non divulgare contenuti porno e invitando a chiedere prima ai genitori come affrontare i temi della sessualità, la Presidente del Movimento spiega che

“Sui temi sensibili, come sesso, relazioni e affettività, va lasciata ampia libertà di scelta ai genitori e vanno condivisi approcci e metodi da applicare in classe, che devono essere in sintonia con quanto condiviso in famiglia. Non è ammissibile divulgare a scuola materiale dichiaratamente pornografico, e sottoporlo ai minori abusando della propria autorità di insegnanti.
Famiglia Cristiana, scandalizzata scrive “È un segnale pessimo, spia di una degenerazione che con la libertà d’educazione ha poco a che fare.”

Il Settimanale Tempi tuona

“E, francamente, le due frasette sul rapporto omosessuale le abbiamo trovate semplicemente ridicole, al pari di un romanzetto che ci si dovrebbe vergognare di proporre a studenti di un liceo classico. Quegli insegnanti andrebbero denunciati non perché hanno proposto una lettura pornografica, ma perché hanno proposto una lettura piena zeppa di luoghi comuni. Aridatece Catullo.”

L’autrice Melania Mazzucco risponde:

“Trovo del tutto pretestuosa l’accusa di oscenità a un romanzo che parla, semplicemente, di famiglia e d’amore, e ridicola l’accusa rivolta agli insegnanti. Leggere romanzi che parlano di cose reali e di temi anche complessi della nostra vita non ha mai corrotto nessuno. Il compito di un romanzo è anche quello di far riflettere sul mondo che ci circonda”.

Ma qual è il vero problema? Mi permetto di fare una piccola postilla critica, purtroppo o per fortuna, la letteratura ha ragion d’essere non solo nella sua veste classica, ma anche nel suo ruolo di denuncia sociale apprezzabile o meno, condivisibile o meno per i suoi contenuti e le sue forme.
La letteratura è scomoda e pericolosa e lo sanno bene coloro che hanno studiato, le persone ottuse invece danno per scontato che sia così, per anni la Chiesa nel periodo della Contro Riforma, ha vietato la lettura di libri scomodi ascrivendoli a L’Indice dei Libri Proibiti, basti pensare che tra questi è capitato il Principe di Machiavelli, che di scandaloso non aveva poi chissà cosa, nei Ragguagli di Parnaso Boccalini ironizza in tal modo dicendo che lo scrittore era stato condannato

“Per esser di notte stato trovato in una Mandra di pecore, alle quali s’ingegnava di accomodare in bocca i denti posticci di Cane, con evidente pericolo, che si disertasse la razza de’ Pecorai, persone tanto necessarie in questo Mondo, i quali indecente, e fastidiosa cosa era, che da quello scelerato fossero posti in pericolo di convenirli mettersi il petto a botta, e la manopola di ferro, quando avessero voluto munger le Pecore loro, o tosarle: che a qual prezzo sarebbono salite le lane, e il cacio, se per l’avvenire fosse convenuto a’ Pastori più guardarsi dalle stesse Pecore, che da’ Lupi, e se non più col fischio, e con la verga, ma con un reggimento di cani si dovevano tener in ubbidienza, e la notte, per guardarle fosse stato bisogno non più far loro gli steccati di corda: ma i muri, i Baluardi, e le fosse, con le contrascarpe fatte alla moderna.”

Niente paura nessuno metterà con la forza un apparecchio ai vostri figli, continueranno ad avere i buoni denti che hanno geneticamente ereditato o se preferite i denti che Dio gli ha donato. Non che si voglia paragonare il libro in questione a un colosso del pensiero italiano, ma fermiamoci un attimo a ragionare, ogni libro ha la sua pericolosità, i libri sono pericolosi perché aprono la mente, nel senso proprio del conferimento di una visione ampia e diversa della vita e della società.
La censura viene sempre da parte della Chiesa o dai suoi militanti, senza contare la lunga schiera di conservatori che ha paura del cambiamento, tranquillizzatevi, il contatto con l’altro non uccide, si può sempre pensare di restare arroccati nella propria cittadella dell’anticonformismo, ma frenate, siete proprio sicuri di non essere stati contaminati anche voi dal progresso, non credo stiate leggendo questo post su carta stampata.

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