Dalla rassegna stampa

"Gli Uraniani" vincono una Menzione speciale al Bif&st - Bari International Film Festival 2014

Cortometraggio di Gianni Gatti che sarà presentato al Festival gay di Torino e che farà parte di un film ad episodi sull’omosessualità nel secolo scorso

Cortometraggio di 25 minuti, prima parte di un prossimo film ad episodi, che ha vinto una menzione speciale al 5° Bari International Film Fest 2014 con la seguente motivazione: “Per l’eleganza della confezione, la forza delle interpretazioni, per l’enunciazione di un tema che non si appoggia su un giudizio morale, e infine per il sottile e acutissimo gioco metacinematografico che si fonda nell’iscrizione di questo piccolo film nell’ambito di un progetto più ampio e di grande ambizione“.

Il film – diretto da Gianni Gatti (già autore del corto pluripremiato ‘Offerte speciali’), scritto con Antonio Cecchi e interpretato da Sandra Ceccarelli, Pippo Del Bono, Nina Torresi e Michele Di Siena – racconta di un’attrice teatrale degli anni ’30, ispirata a Irma Gramatica, che va a curarsi l’artrite nervosa in una spiaggia deserta, accompagnata dalla sua giovane dama di compagnia. L’incontro con un eccentrico pittore, ispirato a Filippo De Pisis, farà luce sulla natura del sentimento che lega le due donne. Il film di Gianni Gatti, ambientato ai tempi dei primi film sonori e girato assecondando lo stile dell’epoca, in un luminoso bianco e nero, è il primo di cinque episodi di una serie a tematica gay che andrà a costituire un lungometraggio sulla condizione omosessuale in varie epoche del secolo scorso..

Dichiara il regista: “Il film esplora il tema dell’omosessualità in un’epoca in cui non solo non esisteva un’identità omosessuale ma nemmeno un termine per definire tale condizione umana, negata oltre che dalla lingua, dal cinema, dalla letteratura. Ma non dalla vita vera.. . Il film racconta una storia tragicamente contemporanea. Una storia ”all’ordine del giorno” eppure accaduta in un tempo lontano, raccontata con lo stile e i mezzi di quel tempo. Una storia tuttavia che mai, in quel medesimo tempo, avrebbe potuto essere così rappresentata. Non un divertissement nostalgico o un esercizio di stile, ma un cortocircuilo poetico/politico, specchio di quel corpo a corpo combaltuto nel corso del secolo scorso tra negazione e accettazione dell’omosessualita. Ll titolo ‘Gli Uraniani’ fa riferimento a un’epoca in cui l’omosessualità veniva definita con parole ormai desuete [uranismo o terzo sesso]. Il termine fu coniato sul nome di Afrodite Urania – cioè nata dal dio Urano – indicata nel Simposio di Platone come la dea che protegge gli amori omosessuali. Se non consideriamo il suo antico significato, questo titolo fa pensare a dei personaggi che vivono in un mondo lonlano, in un pianeta in cui per arrivare, la luce del sole deve fare tantissima strada.”

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