Dalla rassegna stampa Musica

Rufus Wainwright al Duse

Un paio di mesi fa, il suo arrivo a Sanremo è stato accolto nel frastuono mediatico delle proteste dei PapaBoys, che non potevano accettare che sul palco dell’Ariston salisse chi aveva cantato di un «Gay Messiah».

L’Italia, perlomeno il grande pubblico, ha conosciuto così Rufus Wainwright: come spesso accade, è stata una polemica, peraltro sorta attorno a una canzone vecchia di dieci anni, più che la musica, a rendere famoso nel nostro paese uno che in realtà di professione fa il cantautore da sedici anni, e che nientemeno che sir Elton John ha definito «il miglior songwriter in circolazione».
Prestigiosi endorsement a parte, Wainwright torna stasera in Italia per un concerto al Teatro Duse, organizzato dal Covo Club (inizio ore 21, biglietti da 25 a 35 euro): vi ripercorrerà la sua intera carriera, in occasione dell’uscita del «Best of».

Wainwright non è più quello che da giovane andava in giro per locali assieme a sua madre e Marianne Faithfull (già, una strana adolescenza), prima di ritrovarsi in riabilitazione. Oggi è felicemente sposato col suo compagno, Jon Weisbrodt, e assieme a lui ha adottato una bambina da Viva Lorca, figlia del collega e amico Leonard Cohen. Una nuova vita, insomma, per Wainwright, che in cantiere ha anche uno spettacolo d’opera sulla vita dell’imperatore Adriano, che dovrebbe debuttare a Toronto, nel suo Canada, entro il 2018. Del resto, l’opera lirica è il suo background e il suo riferimento artistico principale, e per questo la musica di Wainwright viene catalogata come «baroque pop» o «popopera».

L’ultima discesa di Wainwright in Italia, a Sanremo, è rimasta inevitabilmente legata alle proteste dei PapaBoys. Il brano dello scandalo è datato 2004, ed è incluso nella raccolta di fresca uscita, «Vibrate». Parla di un messia omosessuale, «rinato da un porno anni ’70», ma il cantautore canadese giura che non nasce per essere blasfemo, perché non rappresenta Cristo né alcuna figura religiosa specifica, quanto piuttosto la metafora di un mondo dove gay e etero godono degli stessi diritti. Meno scandaloso della «Madonna» di Munch, insomma, ma abbastanza per far alzare un polverone in Italia. «Gay Messiah» all’Ariston non è stata cantata, probabilmente stasera al Duse sarà invece in scaletta.

Wainwright dovrebbe cantarla assieme alla sorella Lucy, anche lei cantautrice e ospite di Rufus durante i concerti di questo tour europeo.

Live arts week al Mambo. Parte questa sera alle 21 al Mambo, la terza edizione di «Live arts week», festival dedicato alle diverse forme contemporanee di spettacolo dal vivo. La Sala delle Ciminiere del museo per l’occasione si trasforma in una grande sala cinematografica con la proiezione di «Nervous magic lantern», nuova forma sperimentale di «expanded cinema» dell’artista newyorchese Ken Jacobs, accompagnato dalla colonna sonora di Aki Onda. Contemporaneamente, sempre negli spazi del Mambo, si inaugurano due installazioni prodotte per l’occasione: la «Waiting room» dell’artista e compositore tedesco Daniel Löwenbrück, che crea un ambiente sonoro in cui si trovano faccia a faccia due sole persone, e «Mochi/The size of a green pea», opera di Canedicoda, artista visivo, che qui mette insieme un campionario di visioni da lui tratte nel corso degli anni da You Tube. Info 051 331099.

Full immersion con Ozpetek a Porretta. Una full immersion nell’opera di Ferzan Ozpetek e uno sguardo al meglio del cinema italiano contemporaneo. E’ il cuore della tredicesima edizione del Festival del cinema di Porretta, che torna da oggi al 13 aprile nella cittadina termale. In attesa di incontrare il cineasta italoturco, che domenica prossima alle 15 presenta all’Hotel delle Acque il suo esordio letterario con «Rosso Istanbul», al cinema Kursaal si potrà riscoprire la sua intera filmografia, da «Il bagno turco» al recente «Allacciate le cinture». E’ invece il concorso Fuori dal giro a proporre un poker di pellicole con il meglio del nostro cinema del presente, con autori come Andrea Segre, Marco Simon Puccioni ed Emma Dante. Spazio anche alla musica, con il concerto del cantautore romano Pino Marino, il 12 alle 22.30 con ingresso gratuito.

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