Dalla rassegna stampa

Pestato al Cassero, è bufera - Il circolo gay rischia i sigilli

Oggi saranno sentiti il presidente e un buttafuori La lite, le botte: ferito un 28enne

La lite nasce mentre i ragazzi sono in fila al guardaroba: il 28enne vede che l’altro fa il furbo e glielo fa notare Il 25enne lo invita ad andare fuori per fare a botte, ma il 28enne dice di no. Un’ora dopo, però, scatta l’aggressione in pista, mentre la vittima sta ballando con gli amici: viene colpito con calci e pugni dal 25enne e dai suoi amici fino a quando non intervengono i buttafori del locale. Il ragazzo ha riportato ferite gravi, soprattutto alla mandibola, tanto che è stato operato al Bellaria.

Telefonata tardiva alla polizia. I buttafuori sarebbero intervenuti ma per far uscire i due gruppi all’esterno. L’ambulanza è stata chiamata dagli amici del ferito, comunque soccorso dal personale del Cassero. Solo diverso tempo dopo, quando ormai gli aggressori se n’erano andati, è stata chiamata la polizia che a quel punto, però, ha invitato a sporgere denuncia in Questura visto che tutto era già finito

Saranno sentiti oggi dalla polizia per ricostruire la feroce aggressione che venerdì notte ha scatenato il panico al Cassero e fatto finire in ospedale un giovane di 28 anni, sollevando numerose polemiche sull’intervento del personale del locale: Vincenzo Branà, presidente del circolo Arcigay di via Don Minzoni, assente quella sera, e il buttafuori intervenuto per calmare gli animi dovranno aiutare gli agenti a mettere insieme i tasselli utili per identificare gli altri componenti del branco che hanno aiutato un 25enne italiano, già identificato, a pestare a sangue il giovane. Ma il loro racconto servirà soprattutto per capire che cosa non ha funzionato nei soccorsi e in quel ritardo nell’allarme alle forze l’ordine.
Secondo la ricostruzione degli amici della vittima, operata e ricoverata al Bellaria per gravi fratture alla mandibola, lo staff non avrebbe chiamato nell’immediatezza polizia o carabinieri nonostante fosse stato necessario anche l’intervento di un’ambulanza (chiamata dagli amici). La Procura ha aperto un fascicolo per lesioni gravi, affidato al pm Giampiero Nascimbeni, che ha dato l’incarico a un medico legale di verificare le condizioni della vittima per valutare eventuali misure cautelari per il 25enne, con svariati precedenti. La lite era scoppiata mentre i due erano in fila al guardaroba: il 28enne aveva rimproverato il più giovane che stava cercando di passare prima, ne era nata una discussione a parole, degenerata solo un’ora più tardi nell’aggressione in pista con calci e pugni. Al pestaggio avrebbero partecipato altre due, tre persone. «Gli investigatori stanno valutando tutti gli aspetti penali della vicenda, poi valuteremo anche quelli amministrativi», ha spiegato il questore Vincenzo Stingone, lasciando presagire possibili sanzioni per il Cassero. Negli ultimi mesi l’attenzione sulle infrazioni di locali e discoteche è stata molto alta e ha portato alla chiusura temporanea di nomi storici come Capannina e Matis per problemi di capienza o per l’alcol servito a minorenni. Chiuso anche il Kaffeina di via de’ Bibiena per un’aggressione cominciata nel locale. «Non si fa un provvedimento così severo a cuor leggero — avverte però Stingone —. Ritardi nel chiamare le forze dell’ordine? In città c’è un alto senso civico che ci aiuta molto, ma per i gestori è un atto dovuto».
Il circolo lgbt si difende: «I nostri operatori hanno prestato immediato soccorso e poi hanno allertato le forze dell’ordine. Abbiamo fornito totale collaborazione e siamo vicini al giovane ferito». Sulla pagina Facebook del locale è nato un dibattito e c’è chi è arrivato a invocare la chiusura delle serate agli «etero». Branà: «L’aggressore ha usato la tessera di un’altra persona, sulla sicurezza facciamo già molto, le nostre carte sono magnetiche e più utili per l’identificazione». I consiglieri comunali di Forza Italia chiedono al sindaco di impegnarsi per fare sospendere la licenza al Cassero (gli spazi sono concessi da Palazzo d’Accursio). «Deve decidere la Questura e la convenzione è fatta per tutte le attività del Cassero», replica l’assessore alla Cultura Alberto Ronchi. Polemico Oliviero Giovetti, presidente del sindacato locali da ballo di Ascom: «I circoli godono di privilegi che le altre attività non hanno, ma agli eventi non partecipano solo i soci, quello del Cassero è un fatto grave».


da La Repubblica

Cassero, nel mirino gli addetti alla sicurezza
Sentiti dal pm dopo il pestaggio. Nei guai anche i buttafuori del Blitz a Bazzano

LUIGI SPEZIA

Blitz di Bazzano, nei due locali della notte i buttafuori sono nel mirino. Per il pestaggio al Cassero – venerdì notte un ragazzo di 28 anni è stato mandato all’ospedale con la mascella spaccata, colpito a tradimento in pista, per un banale litigio, da un venticinquenne con precedenti penali – il pm Giampiero Nascimbeni ascolterà presto sia il presidente del circolo del Cassero Vincenzo Branà, sia uno dei cinque uomini della vigilanza impegnati quella notte, dell’agenzia Vla-Mes. Una piccola agenzia regolarmente autorizzata dalla Prefettura a fare «gli addetti ai servizi di controllo nei locali di pubblico spettacolo» ma, secondo il racconto della vittima del pestaggio, uno dei buttafuori gli avrebbe detto di non far intervenire la polizia. Proprio il tempo trascorso dall’aggressione al momento in cui la direzioneha chiamato il 113 sarà uno dei punti che la Squadra Mobile dovrà chiarire: pare che siano passate circa due ore e nel frattempo la gang del picchiatore si era dileguata. I fatti di venerdì notte vengono esaminati dalla Questura c’era già stata una rissa a dicembre – anche sotto il profilo ammi-nistrativo, per verificare i presupposti di possibili sanzioni, ierichieste a gran voce da Michele Facci di FI in consiglio comunale (il Cassero è in affitto del Comune) e da Oliviero Giovetti, titolare di un locale, presidente del sindacato dei gestori della Confcommercio: «L’intervento della sicurezza dovrebbe essere simultaneo alla chiamata a 112 o 113». Giovetti attacca anche sugli ingressi: «Dovrebbero entraresolo i soci, ma non è sempre così. È pratica assai diffusa tesserarsi al momento, dovrebbero esserci più controlli». L’assessore alla Cultura Alberto Ronchi annuncia che «se la Questura chiude il Cassero, noi non ci opporremo».
L’aspetto della sicurezza emerge anche in un controllo di sabato alla disco Blitz a Bazzano dei carabinieri di Borgo Panigale e vigili della Val Samoggia. Due dei sei addetti alla sicurezza dell’agenzia M. S. in servizio non avevano il tesserino di identificazione previsto dalla legge. Si dovrà vedere se i due erano autorizzati ad operare, sono previste multe salatissime. I controlli, come già al Matis chiuso dal questore, hanno rilevato la presenza nel locale di due minori di 16 anni, la vendita di alcol a tre minori di 18 anni. Sarà chiesta al questore la sospensione della licenza anche per il numero eccessivo dei frequentatori.

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