Dalla rassegna stampa Cinema

Le trovate della conduttrice Ellen DeGeneres animano la cerimonia degli Oscar altrimenti scontata

La prima volta di Jared Leto “Qui è meglio di un concerto rock”

LOS ANGELES – Passerà alla storia come l’Oscar che ha dimo-strato, grazie alla genialità della sua presentatrice Ellen DeGeneres e alla sua idea della foto “selfie” di gruppo con i più famosi attori di Hollywood, la potenza dei social network. Twitter è perfino crollato per alcuni minuti quando la foto scattata all’improvvisato gruppo (cui si era unita perfino Meryl Streep) grazie al lungo braccio di Bradley Cooper dallo smartphone della DeGeneres, è stata twittata un milione di volte nel giro di pochi secondi (poi ha superato agevolmente i due milioni: record di Twitter). Altrettanto geniale l’idea di nutrire alcuni attori nelle prime file, affamati da un pomeriggio di limousine, tappeto rosso e uno spettacolo di tre ore e mezzo, con delle pizze ordinate e divorate rapidamente, da Brad Pitt e Jennifer Lawrence. Pizze per cui poco dopo la DeGeneres chiedeva di pagare facendo la colletta, passando il suo cappello rovesciato a Martin Scorsese e Harvey Weinstein, intascando soddisfatta i biglietti da venti dollari che le venivano allungati.
Se la DeGeneres era stata giustamente invitata dall’Academy a presentare gli Oscar per via del suo enorme seguito su Twitter, la trovata ha dimostrato di essere vincente: l’86ma edizione degli Oscar ha segnato un aumento del 6 per cento fra i telespettatori, è stata seguita da 43 milioni di persone e ha ricevuto 14.5 milioni di tweet in tutto il mondo durante la cerimonia. È a Ellen che si devono le migliori battute in una serata priva di sorprese. IlfilmGravity, arrivato con 10 candidature, ha conquistato 7 statuette, soprattutto tecniche, compresa quella per la regia di Alfonso Cuaron, primo regista messicano ad ottenere l’onore, ma non ha vinto come miglior film, risultato, come previsto, 12 anni schiavoche ha vinto tre statuette, compresa quella di miglior attrice non protagonista per Lupita Nyong’o e di miglior sceneggiatura adattata per John Ridley. Ovvie le vittorie di Matthew McConaughey e di Jared Leto per i loro ruoli inDallas Buyers Club, così come era data per scontata la vittoria di Cate Blanchett come protagonista perBlue Jasmine.
American Hustle di David O. Russell, arrivato con ben 10 candidature, è tornato a casa senza una sola vittoria (nemmeno quella per la sceneggiatura originale, andata a Spike Jonze per
Her).Il film di Russell è il quarto nella storia degli Oscar ad arrivare all’Oscar con 10 o più candidature perdendole tutte, l’ultimo Il Grintadei Coen nel 2010. Esce a mani vuote anche Martin Scorsese con il suo The Wolf of Wall Street,candidato come miglior film, per la regia e per l’interpretazione di Leonardo di Caprio come protagonista.

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La prima volta di Jared Leto “Qui è meglio di un concerto rock”

LOS ANGELES — Nel suo ruolo di un trans paziente malato di Aids inDallas Buyers Club,Jared Leto torna a recitare dopo sette anni (guida la rockband 30 Seconds from Mars), e vince un Oscar come miglior attore non protagonista. Nel suo discorso di ringraziamento si è rivolto ai sognatori che lottano in Ucraina e Venezuela e ai 36 milioni di persone che hanno perso la battaglia all’Aids. Dopo Leto si è intrattenuto a lungo scherzando con i giornalisti presenti, passando in giro il suo Oscar («È pesante, fatelo girare, ma se avete l’influenza non lo toccate!» ha detto, consegnandolo sul serio ai giornalisti in prima fila).
Jared, perché ha scelto sua madre per i ringraziamenti?
«Beh, la cosa più bella nel ricevere questo premio è poter salire sul palco e ringraziare chi si vuole. Mia madre è tutto per me. Mi ha ispirato in molti modi, e potrei parlare di lei per giorni interi. Ero molto fiero di aver portato mia madre con me stasera, e mio fratello, le due persone più importanti nella mia vita».
Ha vinto grazie anche all’incredibile lavoro fatto su di lei,
nel film, dai truccatori, che pure sono stati premiati.
«Hanno fatto un lavoro straordinario con un budget, tipo, di 250 dollari. Non sto scherzando. Le finanze erano limitatissime. Hanno lavorato come matti. Il loro è stato un lavoro frenetico ed incessante, essenziale alle nostre interpretazioni».
Lei è anche musicista: meglio questo palco o quello di un concerto rock?
«La buona notizia è che non ho dovuto scegliere. Lo stavo dicendo a mio fratello: per la mia band, 30 Seconds to Mars, questo è in realtà un teatro piccolo. Ma è stato eccitante lostesso. Quando stavo lassù a ringraziare, vedevo sotto di me Meryl Streep, Leo Di Caprio, McConaughey, De Niro…».
Ha mai sognato di ricevere un Oscar?
«Mai, o meglio, non ho mai creduto che una cosa così mi potesse succedere. E comunque mentre giravo Dallas Buyers Clubnon ci ho mai pensato. Durante le riprese si parlava solo di come fare il nostro lavoro nella migliore maniera possibile per portare in vita e in maniera credibile e onesta questa storia. Stranamente la cosa per cui ho ricevuto più premi è quella per cui sono stato criticato di più: la musica».
Come cambierà la sua carriera di attore?
«Da quando Dallas Buyers Club è stato proiettato per la prima volta al festival di Toronto, lo scorso settembre, la mia vita è cambiata. Dentro sono lo stesso, ma come attore un sacco di cose stanno succedendo intorno a me. Io rimango sempre quello che insegue progetti interessanti e impegnativi, film stimolanti e diversi, e questo non cambierà mai».
( s. b.)

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