Dalla rassegna stampa Cinema

L’amore in mezzo a tanti dolori Ozpetek: “Questa è la vita”

Il nuovo film del regista “ Allacciate le cinture” in sala dal 6

«Allacciarsi le cinture per affrontare le turbolenze che nella vita, prima o poi, arrivano». Ferzan Ozpetek spiega il titolo del suo nuovo film, Allacciate le cinture,(in sala dal 6 marzo, 350 copie) che affronta, tra lacrime e ironia, temi grandi: la forza e il mistero dell’amore, la malattia e il corpo che si trasforma, il tempo che passa, «la bella stagione che sta per finire, ti soffia sul cuore e ti ruba l’amore », canta nei titoli di coda Rino Gaetano, in una struggente versione live di A mano a mano. Kasia Smutniak è una barista energica e dalle ambizioni imprenditoriali, fidanzata con un giovane benestante leccese (Francesco Scianna). S’innamora inaspettatamente, e malgrado il primo incontro sbagliato, di un meccanico rozzo (l’ex tronista Francesco Arca) che ha un rapporto con la sua migliore amica, Carolina Crescentini.
Ritroviamo la coppia tredici anni dopo, sposata con due figli, lui infedele e incapace di gestire la quotidianità, lei ormai proprietaria di un locale. Accompagnata dalla zia a un controllo, la donna scopre di essere malata. Sostenuta dall’affetto dei suoi cari, la madre (Carla Signoris), la zia stravagante (Elena Sofia Ricci), il marito e il migliore amico gay (FilippoScicchitano), affronta le tappe dolorose della terapia. «Sei anni fa ho organizzato una cena per una mia amica malata e molto provata. C’era Stefania Sandrelli, il suo idolo — racconta Ozpetek— Parlavamo seduti vicino e io le chiesi con la mia solita sfrontatezza se avesse ancora rapporti con il marito. Lei rispose che sì “agli uomini non fa schifo niente”. Questa battuta l’ho messa nel film. Cogliendo gli sguardi tra loro ho pensato che questo amore, capace di andare oltre la fisicità, andava raccontato. Ho 55 anni e so che ciò che conta, nella vita, sono solo l’amore e l’amicizia». Regista e attori confessano che l’aspetto più difficile è stato mostrare sullo schermo il passaggio del tempo, 13 anni, sul corpo dei personaggi. Kasia Smutniak è dimagrita in modo quasi allarmante, mentre Arca è ingrassato di tredici chili. «Quando l’ho scelto mi hanno quasi insultato su Twitter. Ma Arca era perfetto, aveva negli occhi il personaggio. È la dimostrazione che si può essere attori per istinto, anche senza studio», dice Ozpetek. Kasia Smutniak, raggiante e in dolce attesa: «Credo che la felicità sia nei piccoli gesti. Per il mio personaggio sono due le svolte che contano: l’incontro con l’amore e il guardare in faccia la morte. Sono i momenti della vita che ti riportano a te stesso».

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