Dalla rassegna stampa Cinema

Lithgow & Molina, scene da un matrimonio gay

Già tutte esaurite le proiezioni di “Love is strange”, nella sezione Panorama, promosso dal passaparola

Il piccolo “cult”

ANDREA D’ADDIOBERLINO — File davanti ai botteghini e prenotazioni online già esaurite da giorni. Uno dei film più attesi della Berlinale non è in concorso, ma si trova nella sezione Panorama. Il suo titolo è Love is strange e vede come protagonisti due dei più grandi caratteristi di Hollywood, Alfred Molina e John Lithgow, nei panni di Ben e George, una coppia di omosessuali che convola a nozze dopo quasi quarant’anni di relazione. Siamo a New York, estate del 2011. Il matrimonio tra omosessuali è appena stato legalizzato, ma il prete della chiesa presso cui Ben lavora come direttore del coro lo licenzia sui due piedi. Passi pure l’omosessualità, secondo il sacerdote, ma quel che non può tollerare è un’unione omosessuale che diventa pubblica (“con tanto di foto suFacebook!”). La coppia si ritrova senza soldi e chiede ospitalità presso amici e parenti. Sono costretti a dividersi e il loro reciproco amore è messo alla prova come mai in passato. «La storia del licenziamento è ispirata da un fatto realmente accaduto, maquesto film nasce prima di tutto dal mio desiderio riflettere su come l’amore, anche quello tra gay, possa evolversi nel tempo. Io stesso da alcuni anni ho una stabile relazione con quello che ora è mio marito» dice Ira Sachs, regista del film, che si confessa da sempre supporter di Barack Obama: «Ho lavorato per sei mesi a entrambe le sue campagne elettorali, ha portato grandi cambiamenti, sono orgoglioso di ciò che ha fatto finora e credo ancora in lui». Per John Lithgow è la prima volta alla Berlinale: «Normalmente non vado ai festival, ma volevo promuovere al meglio il film. Non parliamo semplicemente di gay, ma di vita reale, di un amore pluriennale messo a confronto con i problemi della società. Con Molina eravamo amici da più di vent’anni, ma non così intimi».

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