Dalla rassegna stampa

Accuse di Pedofilia a Woody Allen i Peccati che il Genio non cancella

…Giustamente ci si scandalizza per i peccati di pedofilia del clero, e ancora di più per come sono stati nascosti e minimizzati dai superiori…

A un artista, a un genio va perdonato tutto, anche l’imperdonabile peccato di pedofilia? Così pare. Del resto, è lunga la fila dei geni in odore di pedofilia, sulle cui responsabilità l’opinione pubblica ha glissato, temendo, chissà, che scandalizzarsi sarebbe potuto sembrare provinciale, piccolo borghese, bigotto. Woody Allen, accusato dalla figlia adottiva di averla molestata più volte fin da quando aveva sette anni, è soltanto l’ultimo di una serie di grandi artisti con il vizio dei bambini. Perché delle personalità ammirevoli per cultura, intelligenza, fantasia e talento si concedono simili trasgressioni? Forse perché ritengono che molto, chissà, tutto, è loro dovuto, comprese certe pesantissime perversioni? Non hanno torto, in effetti, perché così è stato quasi sempre. Ancora oggi, una delle prime reazioni — in rete se ne discute molto — alla lettera di denuncia che Dylan Farrow, la figlia abusata, ha inviato al New York Times , sembra essere: ma sarà vero? E subito dopo: perché quella si sveglia adesso? Sicuramente vorrà dei soldi. La tendenza, insomma, è di scagionare il genio.
Giustamente ci si scandalizza per i peccati di pedofilia del clero, e ancora di più per come sono stati nascosti e minimizzati dai superiori — il sant’uomo va comunque protetto anche se ha ceduto alla tentazione — e dimenticate, per contro, le vittime o, a volte, anche fatte passare per mitomani. Allo stesso modo si ha l’impressione che si siano comportati e si comportino non pochi sacerdoti dell’arte, per i quali non c’ è colpa che possa macchiare il grande artista, a prescindere dal fatto che colpa ci sia o non ci sia. E se non la si può nascondere, se ne tace oppure si tende a metterla in dubbio.
La lettera di Dylan Farrow, concepita l’indomani del Golden Globe assegnato all’ultimo film di Woody Allen, Blue Jasmine , pubblicamente supplica gli americani di non voler più chiudere gli occhi davanti a fatti così gravi e si rivolge alle principali muse del regista: «E se fosse successo a vostra figlia?». Per ora ha risposto soltanto Cate Blanchett, interprete del film premiato, in modo, a dir poco, elusivo: «Spero che i due riescano a trovare un accordo di pace…».

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