Dalla rassegna stampa Libri

Passione gay

Tóbín esplora il segreto della letteratura omossessuale raccontando le vite di grandi scrittori

Colm Tóibín è uno dei grandi scrittori di questi anni. Perché la sua lingua è sempre vispa, emozionante. L’organizzazione narrativa è semplice ed emoziona, ha uno sguardo limpido sulle cose del mondo e l’inferno emotivo che lo scuote. È irlandese ma ha vissuto qua e là. Ama molto anche l’Italia, è giornalista e poeta. Ed è uno dei grandi scrittori di questi anni non solo per come scrive, ma per quello che racconta. La narrativa, ormai lo sappiamo, sa allargare i confini e stringerli, cambiar quasi tutto, trasformandosi senza perdere la sua identità. E Colm Tóibín si è mosso sempre su questo smarginamento.
Ha scritto romanzi che somigliano a biografie, come The Master – dove raccontava tormenti e segreti della vita di un Henry James offeso dalla rivalità con Oscar Wilde e travolto dal proprio irridemibile talento letterario – o Il testamento di Maria, lungo straziante monologo che svolge all’indietro il dolore della madre di Gesù, a partire dai suoi ultimi giorni di vita. Adesso esce, sempre per Bompiani, Amore in un tempo oscuro, storie di artisti gay, che Colm Tóibín ha scritto, come racconta nella prefazione, su suggerimento della London Review of Book.
Non so scrivere della mia sessualità, racconta di aver risposto declinando la prima offerta: «La mia sessualità… Era una cosa di fronte a cui una parte di me provava disagio, imbarazzo, malinconia». Così, quasi senza accorgersene, invece che di teoria si ritrova a scrivere di uomini e donne. Racconti di autori amati, le cui esistenze si sono attorcigliate e districate intorno alla questione del proprio desiderio. Non autori dichiaratamente gay, capaci di esprimere pubblicamente le proprie preferenze sessuali, sia nella vita che nella letteratura. Ma scrittori e artisti per i quali il privato si infiltrava nel lavoro dopo aver infranto la vergogna, attraverso metafore e false identità. Oscar Wilde e la catastrofe del processo con la condanna al carcere di Reading (considerato una spartiacque nella storia moderna dell’omosessualità), Thomas Mann, che ha tenuto in piedi tutta la vita un matrimonio covando passioni per giovani ragazzi, raccontandoli sotto spoglie neanche troppo mentite. E ancora Elizabeth Bishop, Francis Bacon, Pedro Almodovar. Amore in un tempo oscuro può anche essere definito un saggio, ma è più esattamente una raccolta di racconti. Della narrativa ha la contaminazione emotiva, la scrittura calda, la capacità di inventare la realtà. E una potentissima capacità di seduzione.

– Colm Tóibín, Amore in un tempo oscuro, Bompiani, 11 euro

MANN E GLI ALTRI
Thomas Mann sposò nel 1905 Katja Pringsheim e rimase con lei tutta la vita. Ebbe sei figli, due dei quali, Erika e Klaus, omosessuali. Teneva un diario, e non nascondeva a sua moglie la sua passione per gli uomini. Si innamorava, li frequentava (poco) ma soprattutto li usava come modelli per i suoi personaggi. Il suo ultimo amore fu un cameriere bavarese, conosciuto in Svizzera. L’incontro tra loro due fu organizzato proprio da Katja insieme alla figlia Erika. Questo innamoramento ispirò la scena di Lord Kilmarnock nelle Confessioni del cavaliere d’industria Felix Krull oltre che, pare, il suo saggio su Michelangelo. Dice Colm Tóibín.

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