Dalla rassegna stampa Libri

IL CUORE ALTROVE DELL’AMORE GAY

“Splendore” il nuovo romanzo di Margaret Mazzantini

La verità dell’amore pulsa rinchiusa dentro il corpo, nella pregnanza della fisicità e nel buio di quel mistero che ci consegna alla vita adulta, dopo l’infanzia e l’età più inquieta. Si parla spesso dell’unione mente-cuore, si evocano le affinità elettive. E l’istinto oscuro viene relegato altrove. Eppure può capitare che sia tutto. L’istinto non ragiona e non chiede perché. Perché, per esempio, Guido e Costantino, protagonisti emozionanti di Splendore, il nuovo libro di Margaret Mazzantini, si attraggono irresistibilmente come calamite? Fuori da schemi, volontà, progetti, convenienze? Il grande amore viaggia di frequente nell’insensatezza del fuori. Non formula analisi, non rispetta norme. Semplicemente c’è, col suo potere creativo e devastante. Guido e Costantino si amano con assolutezza e smarrimento in uno sfilacciarsi persistente dei limiti corporei, e lungo il tempo la fusione non si estingue. Guido, al quale Mazzantini affida il punto di vista narrativo, è un ragazzino che fluttua nella propria fisionomia sfocata. Il padre è un medico ingrigito, la madre è anaffettiva e alcolista. Ha una famiglia emotivamente autistica. A sedici anni un fischio ossessivo nell’orecchio lo fa sentire diverso. E’ l’epoca del rapimento di Moro e dei cessi del liceo odorosi di marijuana. Costantino è il figlio del portiere del palazzone in cui vive Guido, un edificio d’epoca fascista che sorge accanto al Tevere. Mentre il borghese è flemmatico e insicuro, il proletario è aggressivo e incongruamente bigotto. L’uno, più raffinato e colto, finirà per lavorare come critico d’arte in una Londra fascinosa e dinamica. L’altro, rabbioso e grezzo, farà il ristoratore in una Roma dal ventre molle, arrotolata stancamente su se stessa. L’uno si sposerà con una giapponese lieve come una nuvola (il personaggio secondario forse più riuscito e psicologicamente “rotondo” del romanzo). L’altro si adatterà a una moglie inconsistente e scialba. Tra loro il sesso accade fin dall’adolescenza, inseguendoli nella giovinezza e nella maturità. Non c’è riflessione né premeditazione. L’amore avanza, consuma, accompagna, sospinge, sopporta altri affetti, innamoramenti, matrimoni, figli. A volte si abbatte come un’imperfezione dolorosa. A volte infonde gioia, modella aspirazioni, illumina l’identità. Se c’è qualcosa di splendente in questo Splendore è la capacità dell’autrice d’inchinarsi alla passione con una tale naturalezza da far dimenticare il tema dell’omosessualità, che abita sì i due amanti come un gigantesco problema morale e sociale, un peccato duro da contenere di fronte al giudizio degli altri. Ma che nella sostanza è solo amore: totalizzante, pieno, alto e basso. Viscerale e sublime. Come nel film La vita di Adele, l’omosessualità è un pretesto per parlare della forza insopprimibile di un amore che abita il corpo e ne abbatte i confini. Il tutto è riflesso in una lingua selvaggia ma mai casuale, espressionista e densa d’invenzioni, modi gergali, frasi tronche. Carica eppure sorvegliata, tessuta, musicata. Il suo eccesso vitale ed estraneo ad artifici barocchi sembra espandersi sensualmente sulle strade tortuose dell’esistenza, perché niente è semplice né semplificabile nei sentimenti della nostra vita. E’ anche una lingua priva di fragilità e in qualche modo “virile”. Questo colore “maschio” del romanzo, anti-sentimentale, ricolmo di materia, è uno degli aspetti più sorprendenti del lavoro della scrittrice, tuffata mimeticamente negli abbracci frenetici di Guido e Costantino e nell’urgenza di contatto indispensabile per questi uomini “venuti al mondo” nell’amore, e sbaragliati dall’angoscia della necessità reciproca. Non c’è delicatezza in Mazzantini. Nessuno si salva da solo. Guido e Costantino non si salveranno. Niente di risolutorio né di edificante premia il bellissimo finale nebbioso e offuscato dal rimpianto. Perché Splendore è anche una storia sul non essere, sul senso dell’irrealizzato, sulla condanna dell’incompiutezza che interroga ogni destino.

IL LIBRO
Splendore
di Margaret Mazzantini (Mondadori pagg. 309 euro 15)

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