Dalla rassegna stampa

Massimiliano Morosini, Movimento 5 Stelle, ci manda un articolo di chiarimento

…Nonostante la protesta dei cattomilitanti del M5S nei confronti del “bacio”, affermo che questo è stato invece uno degli atti più belli che siano stati compiuti nell’aula di Montecitorio; parafrasando Rostand possiamo dire che quel bacio è stato «un apostrofo rosa tra MoVimento e diritti…

Come referente del tavolo “diritti civili” del MoVimento 5 Stelle romano e componente del “gruppo rainbow” M5S ho osservato che le riflessioni sul rapporto tra il principio di laicità e l’agire politico del M5S hanno subito una improvvisa accelerazione a seguito della chiara presa di posizione del gruppo alla Camera in merito alla legge contro l’omofobia; gli interventi dei portavoce ma soprattutto il “bacio” hanno provocato alcune reazioni che non potranno non portare ad un chiarimento interno sul “codice etico” del MoVimento. La questione invero è sufficientemente pacifica: il M5S è un soggetto politico non ateo ed anticlericale ma laico ed aconfessionale. L’affermazione è tanto ovvia quanto necessaria per via di alcuni equivoci di fondo che riguardano, appunto, la concezione laica che guida l’agire del MoVimento nelle Istituzioni. Poche voci dissonanti si sono levate da “militanti cattolici” a seguito del bacio alla Camera ma questi dovranno pur comprendere che quanto detto e fatto dai portavoce nelle aule parlamentari non ha nulla a che spartire con quello che da alcuni è stato definito il «rispolverare un anticlericalismo cieco ed ammuffito», si tratta invece di coerenza politica.

Partiamo da un presupposto: si è scelto di far nascere ufficialmente in M5S il giorno di san Francesco non per ossequio nei confronti della Chiesa cattolica ma per rendere omaggio ad un ambientalista ed animalista ante litteram da parte di chi ha fondato un movimento politicamente francescano, «senza contributi pubblici, senza sedi, senza tesorieri, senza dirigenti» (e i problemi del santo di Assisi con la gerarchia vaticana sono ben noti). Ciò non toglie che il M5S è animato da spirito critico verso qualunque casta, anche di carattere confessionale. I tanti post di Beppe Grillo sul blog, le sue interviste e gli interventi in Parlamento da parte delle e dei portavoce parlano chiaro: si tengono nettamente distinte Chiesa apparato e Chiesa comunità ed il MoVimento si ispira direttamente a quel principio della nostra Carta che divide il temporale dallo spirituale (reciproca indipendenza e sovranità, nel loro rispettivo ordine, di Stato e Chiesa), quel principio supremo dell’ordinamento costituzionale che è stato individuato dalla Consulta, ovvero quello di laicità. Forse soprattutto per questo motivo, ovvero la larghissima condivisione di questo concetto al suo interno, il MoVimento si è trovato, nelle varie Istituzione nelle quali ha eletto portavoce, ad operare per la tutela dei diritti delle persone indipendentemente dalle posizioni espresse dalle confessioni religiose.

Anche volendo prescindere dall’ipotesi di una revisione del Concordato lanciata da Grillo in un suo post, le proposte di legge per il contrasto all’omofobia e per il matrimonio paritario, quelle di delibera per il Registro delle unioni civili nei Comuni, gli interventi a difesa e per l’applicazione della legge sull’interruzione di gravidanza, ecc. riguardano tematiche che pur non rientrando nei punti del programma sono talmente pacifiche che non hanno provocato alcuna reazione da parte dei fondatori del M5S e ciò perché i valori di uguaglianza, di solidarietà, di equità, di partecipazione alla lotta per contrastare le discriminazioni di ogni genere e per affermare i diritti della persona e contrastare quelli delle caste sono ampiamente condivisi. Quindi anche la democrazia diretta, che per il M5S non è fine ma strumento, non ideologia ma idea, trova un limite invalicabile nei diritti civili in quanto questa, nel rispetto degli insegnamenti anche di un cattolico praticante come Arturo Carlo Jemolo (tra i pochi docenti universitari che rifiutarono il giuramento di fedeltà al fascismo) non potrà mai trasformarsi nel totalitarismo della maggioranza, anche quando questa maggioranza possa essere espressione di un culto.

Nonostante la protesta dei cattomilitanti del M5S nei confronti del “bacio”, affermo che questo è stato invece uno degli atti più belli che siano stati compiuti nell’aula di Montecitorio; parafrasando Rostand possiamo dire che quel bacio è stato «un apostrofo rosa tra MoVimento e diritti.

Insomma, per concludere, l’articolo/intervista che avete postato [riportato qui sotto] fornisce soltanto una visione molto parziale di questo soggetto politico e delle sue dinamiche interne e spero che la vostra testata non si fermi alla superficie e pubblichi in rassegna stampa anche quanto (molto) di laico e gayfriendly viene prodotto dal M5S.

Vi ringrazio e vi invio un cordiale saluto.
Massimiliano Morosini

=============================

I CATTOLICI DEL MOVIMENTO 5 STELLE CONTRO IL BACIO GAY IN PARLAMENTO
L’Agenparl intervista uno degli autori della lettera di ieri

L’Agenparl ha intervistato Paolo Palleschi, attività cattolico del MoVimento Cinque Stelle, uno dei militanti che ieri ha protestato con una lettera aperta per il bacio gay dei grillini in Parlamento.
AGP – Lei è diventato, di fatto, il firmatario di una protesta che sta sollevando molto clamore nel 5 stelle. Quale è la sua posizione e quella dei militanti che la seguono rispetto al Movimento?
Palleschi – Intanto ci tengo a precisare che io sono solo uno dei tanti firmatari di quella lettera. La nostra posizione è quella di piena condivisione dei punti del programma elettorale e della Carta di Firenze. Il M5S si distingue dai partiti di oggi, epigoni di quella democrazia rappresentativa ridotta ormai a mero proceduralismo, in quanto predica il principio della democrazia diretta, partecipativa. La predica, ma in questo caso non è stata attuata: noi abbiamo contestato che le posizioni espresse dai nostri deputati, non essendo state precedute da alcun tipo di consultazione, hanno disatteso uno dei principi fondamentali del Movimento e del Non Statuto.
AGP – Di quali principi parlavate nella lettera?
Palleschi – Di quei principi, e non sono pochi, in cui la missione del linguaggio cattolico e lo spirito che anima un movimento rinnovatore come il 5 Stelle quasi coincidono. A partire dal rispetto che si deve a questo pianeta, ai temi della globalizzazione che, come ha ricordato ieri Papa Francesco, non deve essere vista solo in funzione del profitto. I principi che ci chiedono interventi concreti contro le disuguaglianze, contro quell’insicurezza sul futuro che sta bruciando intere generazioni. I principi che affidano all’etica e alla virtù il compito di regolare i rapporti fra gli uomini. I principi che guardano alla libertà come ad uno scudo contro i soprusi e le prevaricazioni. Che difendono il diritto ad esprimere le proprie idee, in ogni contesto, senza timore di ritorsioni. Che non cedono alla tentazione di giustificare con il conseguimento di un fine l’uso di mezzi che configgano con la coscienza. Sono valori che abbiamo riconosciuto e vogliamo continuare a riconoscere nel Movimento, per i quali continueremo a protestare ogni volta che vengano messi in discussione da chi afferma di battersi contro le prevaricazioni esterne, ma non esita ad esercitarle all’interno dello stesso Movimento.
AGP – Non temete di essere espulsi?
Palleschi – Contrariamente a quanto sostiene qualcuno, il M5S non è una caserma e il dissenso motivato è lecito e, oserei dire, gradito; peraltro sarebbe paradossale che venisse espulso chi rivendica la necessità di attenersi al programma, ai principi di democrazia diretta e si limita a ricordare che il concetto di portavoce non ha nulla a che vedere con quello di avanguardia, di leninistica memoria.
AGP – Non ritenete di indebolire il Movimento?
Palleschi – Tutt’altro bensì di rafforzarlo nei suoi capisaldi e chiamare a raccolta anche chi è distante da noi poiché crede che noi siamo degli anarchici os tili ad ogni regola che non sia quella dettata da noi stessi.
AGP – Può quantificare chi è con lei?
Palleschi – Non siamo carbonari o clandestini, vogliamo un confronto a cielo aperto. Quanti siamo? Chiunque può misurarlo dal sostegno di una moltitudine di attivisti nella rete. Non siamo solo romani.
AGP – Lei parla di confronto? Ma altri sono stati cacciati per questo motivo
Palleschi – Non mi risulta e mi fido troppo degli uomini ai quali ho dato la mia fiducia per crederlo.

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.