Dalla rassegna stampa Cinema

L'ennesima nuova vita di Asia Argento: regista con Garko e tenerona con Gazzé

Gli horror e i rottweiler, Morgan e la fase lesbo chic, Civetta e le pantofole: la bella più maledetta del nostro cinema alle prese con l’ultima giravolta

Che i tempi, per Aia Argento, fossero cambiati si era già capito da un pezzo. Ma gli scambi di effusioni, cuori trafitti, haiku amorosi ed emoticon su Twitter, tra l’altro con quel tenerone tutto ricci e baffi che è Max Gazzé sono segni tangibili che il dado è tratto: chissà, forse, una volta per tutte.

Ve la immaginate la vecchia Asia, quella punk, dark, sturm und drang, quella che baciava in bocca i rottweiler anche se il copione non lo prevedeva, a sdilinquirsi sulla tastiera di un computer come una qualsiasi Sarah con l’Acca?

La bella più maledetta del nostro cinema maledetta lo è un po’ meno. Cancellato da tempo il tatuaggio dell’angelo all’inguine con cui è incastonata, diabolica, nella nostra memoria di ragazzini (e di lettori storici di Max), la figlia del maestro dell’horror all’italiana, ex di Morgan ma anche ex del regista Michele Civetta, madre di due bambini, è all’inizio della sua ennesima nuova vita: a parte il flirt/storia d’amor purissimo con il timido ubriaco Gazzé, è infatti sul set, ma nelle vesti di regista, del film Incompresa.

Trattasi della storia di una bimba di nove anni, interpretata da Giulia Salerno, i cui genitori sono Gabriel Garko e Charlotte Gainsbourg. Asia aveva già lavorato con entrambi: con Garko galeotto fu il set della fiction di Canale 5 Sangue Caldo, là dove due anni fa si incontrarono, si scambiarono baci bollenti e complimenti reciproci. Quanto a Charlotte Gainsbourg, Asia la incontrò sul set di Do not disturb (qui il trailer), di Yvan Attal: interpretavano due lesbiche, dettaglio che allora la Argento definì (già allora via Twitter) come un suo sogno realizzato.

Erano i tempi in cui giocava a fare la lesbo chic, oltre che con Charlotte, con Vanessa Marcuzzi, e con Rosalinda Celentano. Poi entrò nella fase Civetta, quella della mamma pantofolaia. Quella Gazzé potremmo definirla del ritorno all’adolescenza. E, ci sono buone possibilità, passerà anche questa.

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