Dalla rassegna stampa Cinema

VENEZIA 70 - Eva, la madrina “La mia specialità? Fare la bionda”

Eva Riccobono, da modella ad attrice … credo nei diritti omosex. Sulla Sicilia ci sono tanti luoghi comuni, il successo del gay-pride mi ha impressionato. Palermo è diventata la città simbolo dell’amore, tra uomini e tra donne, tra donne e donne, tra uomini e uomini, tra madri e figli. Nessuno …

La Riccobono stasera apre la Mostra del cinema “Amo recitare, il mio mito è Monica Vitti”

Attrice «autodidatta» e discorso autogestito. La madrina della 70esima Mostra di Venezia che si apre stasera con la proiezione in 3D di Gravity, si è scritta da sola il discorsetto inaugurale, quelle poche, cruciali parole che determinano il successo o meno di un’interprete chiamata a svolgere il compito ambito: «Sul palcoscenico voglio essere soprattutto me stessa, ma senza mettermi a raccontare cose personali che non interessano nessuno, tipo i miei ricordi di bambina… So che stasera sono in gioco emozioni importanti, voglio dire cose che coinvolgano gli spettatori e tutti quelli che sono qui, contenti di esserci». Dell’abito, manco a dirlo, non le importa nulla, è l’ultimo dei suoi pensieri. D’altra parte per una che ha deciso di fare il grande salto dalla passerella al set, è normale aver cambiato l’ordine delle priorità: «Per me questa è un’emozione meravigliosa, sento di doverla vivere con incoscienza, di pancia, godendone tutta la magia».

E’ già stata alla Mostra?

«Sì, anche a 18 anni, da spettatrice. Trovo che sia un festival speciale, il più antico del mondo, con un set incredibile come Venezia. Qui è passata la storia del cinema italiano e internazionale, e poi l’Italia è la patria della cultura, la nostra propensione verso l’arte dovrebbe superare quella di tutti gli altri».

Stasera, sul suo stesso tappeto rosso, sfilerà anche George Clooney. Che effetto le fa?

«Non sono una grande fan degli attori, soprattutto quando sono lì, in carne ed ossa. Mi attraggono molto di più i registi, sono loro che hanno la capacità di creare un mondo, ed è quello che mi attira».

Da top model di successo, è già molto abituata ai riflettori. Che differenza c’è tra cinema e moda?

«Entrambi rappresentano la realizzazione di un sogno.Però hanno tempi diversi. Il cinema è più rilassato, per creare il mondo ideato da un regista ci vuole tempo. La moda, invece, è frenetica, il lavoro di uno stilista, che magari è durato un anno, si brucia in 15 minuti di sfilata».

Lei ormai ha scelto il primo.

«Sì, il cinema è la mia strada, non ho più intenzione di sfilare. Sono un’attrice tardiva, so di dover essere più veloce e più pratica, sto cercando di coltivare questa mia passione che è fortissima e che ho sempre avuto. I miei amici mi dicono che quando vedo film divento noiosa, sono talmente coinvolta che resto lì imbambolata, senza parlare. Ogni storia ti lascia dentro un’emozione diversa».

Nello scorso inverno l’abbiamo vista in due personaggi opposti. L’oca giuliva di P assione sinistra e la sexy-trasgressiva di E la chiamano estate. Che tipo di ruoli preferisce?

«Quelli il più possibile lontani da me, figure che non mi appartengono affatto come erano appunto quelle di questi due film. Quando scelgo le parti, leggo sempre con grande attenzione le sceneggiature, voglio sperimentare cose nuove. D’altronde la mia più grande interpretazione è stata quella nel ruolo di Eva Riccobono modella, quella era un’altra persona molto diversa da me. Non a caso il mio cavallo di battaglia alla scuola di recitazione è “fare la bionda”, mi viene benissimo».

Il suo prossimo film è La vita oscena di Renato De Maria, tratto dal romanzo di Aldo Nove. Una storia forte.

«Sì, ho anche conosciuto l’autore, direi che, più di essere un personaggio vero e proprio, in questo caso sono una visione».

Quali sono i suoi modelli?

«Sono nata e cresciuta senza coltivare miti, tendo a vedere tutti come persone normali. Però adoro Monica Vitti, come attrice e come donna, mi è sempre piaciuta, ha saputo essere comica e insieme drammatica».

Ha detto di essere «autodidatta» e «tardiva», pensa che potrebbero servirle dei maestri?

«Ognuno è bello nella sua originalità, la sana ignoranza aiuta a tirar fuori quello che hai dentro, a farti capire qual è la tua strada. C’è un mio amico pittore che ha sempre detto di non sapere neanche chi è Picasso. Bisogna saper inventare cose inedite, ma è importante non dimenticare da dove si viene».

Una delle immagini più viste di quest’estate è quella che la ritrae al gay-pride di Palermo, protetta da un ombrellino. Perchè ha scelto di esserci?

«Sono palermitana e mi faceva piacere partecipare a una manifestazione che ha mostrato il volto moderno e vitalissimo della mia città, e poi, naturalmente, credo nei diritti omosex. Sulla Sicilia ci sono tanti luoghi comuni, il successo del gay-pride mi ha impressionato. Palermo è diventata la città simbolo dell’amore, tra uomini e tra donne, tra donne e donne, tra uomini e uomini, tra madri e figli. Nessuno può dire a un altro chi deve amare e come».

Il suo impegno di madrina le lascerà tempo per vedere film?

«Come no! Sono molto concentrata su questa occasione, rimarrò al Lido il maggior tempo possibile. Anzi, adesso che ho finito con le interviste, voglio fare la scaletta dei film da non perdere».


Condividi

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.