Dalla rassegna stampa Libri

Quel detective gay nell’ordinaria follia di Madrid

… Un detective privato gay e dandy che s’ispira, soprattutto sul piano della ricercatezza estetica, ai grandi investigatori (letterari) del passato…

Un misterioso omicidio. Un caseggiato semi-popolare popolato da una pletora di figuranti, all’apparenza composti, in realtà tutti gravati da più o meno inconfessabili segreti. Un detective privato gay e dandy che s’ispira, soprattutto sul piano della ricercatezza estetica, ai grandi investigatori (letterari) del passato. Una moglie claudicante e abbandonata che sembra l’unica persona normale in un contesto dominato dall’insondabile follìa che chiamiamo “normalità”. Tutto questo, e molto altro ancora, è Black Black Black (Nutrimenti, pp. 302, euro 18,00), romanzo (vagamente) noir e (sicuramente) atipico della pluripremiata e poliedrica scrittrice madrilena Marta Sanz. Gli esperimenti che si basano sulla dilatazione del genere sono, di solito, ad altissimo rischio, e sembrano vivere, talora, di una tensione dialettica irrisolta fra la vocazione letteraria dell’autore – ti trascino nel territorio del “giallo”, ma non ti sto proponendo un “giallo”, ci mancherebbe! – e la gabbia ferrea imposta dal rispetto di regole consolidate. La riuscita è una questione di equilibrio. Un eccesso di letterarietà raffredda la materia sino a renderla impalpabile, il rispetto troppo pedissequo del genere spegne il guizzo di originalità. Marta Sanz, bisogna dargliene atto, schiva abilmente ogni rischio giocando con spericolato sprezzo del pericolo con la periferia tanto del “letterario” che del noir. E dando vita a un continuo ribaltamento delle prospettive riesce ad essere convincente sia nell’impianto di una trama che, alla fine, offre una soluzione estremamente razionale al delitto da cui tutto muove, sia nella pittura dell’ambiente. Merito indubbiamente della tecnica narrativa dei “tre Black”: Black I è la storia vista da Arturo; Black II il diario-finzione, surreale sino a sfiorare il delirante, di Luz, quarantenne dall’indubbio fascino malato. E Black III, infine, è la ricostruzione della vicenda (con tanto di scoperta del colpevole) che dobbiamo alla mente affilata e razionale di Paula, la moglie abbandonata da Arturo che sogna l’impossibile suo ritorno e gli è così intellettualmente e umanamente superiore da relegare il supposto protagonista al ruolo di “spalla” del racconto.
Il condominio teatro del delitto sta fra gli incubi di Ballard e l’entomologia umanista di Perec, ma potrebbe benissimo essere un qualunque condominio della Madrid di oggi: dipende da come uno osserva le vite interstiziali di chi lo popola. Dipende tutto dallo sguardo: anche un delitto. Perché è della vita che stiamo parlando, in fondo: ora ci appare sordida, ora esaltante, e in realtà è sempre intessuta, in egual misura, di miseria e di splendore.

IL LIBRO
Black, black, black
di Marta Sanz Nutrimenti pagg. 304 euro 18

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.