Dalla rassegna stampa Libri

Eros e amore secondo Romanelli

stasera con Luxuria al Gay Village – Sul grande palco alle 21 Vladimir e l’autrice del romanzo erotico “È scritto sul corpo”

Eros e amore secondo Romanelli stasera con Luxuria al Gay Village La scrittrice Eugenia Romanelli presenta il suo libro “È scritto nel corpo” (www.eugeniaromanelli.it)

Sul grande palco del Gay Village, alle 21 di questa sera, non solo Vladimir Luxuria e l’autrice del romanzo erotico “È scritto nel corpo” (Bookme/De Agostini), Eugenia Romanelli, ma anche la giornalista e scrittrice Vera Risi, pure lei attualmente in libreria con il romanzo “Il respiro del dono”, e l’attrice Nadia Perciabosco, che leggerà alcuni passi incandescenti del romanzo.

“Sono molto emozionata – dice Romanelli – che sia proprio Vladimir a presentarmi. Con lei ho un legame profondo, che si è stabilito molto tempo fa: l’ho conosciuta quando era ancora uomo, ci incontravamo ogni settimana a casa sua al Pigneto per scrivere la sua biografia, che poi pubblicai con Castelvecchi. Anche nel mio libro si parla di una trasformazione di genere, in fondo. Spero solo che non mi si rompano le acque sul palco, visto che mancano pochi giorni al parto!”.

La serata si preannuncia ricca di emozioni anche per l’argomento trattato: un libro sull’amore, una passione lesbica travolgente, che coinvolge e intreccia due coppie sposate, un fratello e sua sorella gemella, e una misteriosa opera d’arte. Il tutto, narrato col ritmo serrato del mistery. Le prime recensioni, tutte molto positive, sottolineano proprio l’aspetto di rottura con i generi letterari: così per esempio lo scrittore Roberto Cotroneo o il giornalista Fulvio Paloscia. “Abbiamo voluto creare apposta il nuovo marchio Bookme – spiega l’editore della De Agostini, Annachiara Tassan. Una collana dedicata ai romanzi per adulti che però fosse una contaminazione tra i generi letterari. In “E’ scritto nel corpo” c’è infatti eros, poesia, amore, mistery, spiritualità”.

La trama: Sveva è una donna attraente e di successo, sposata con Arturo, uomo affettuoso dal carattere docile. Il loro matrimonio la protegge da se stessa e dal suo passato, ma un diaframma separa in realtà le loro vite con un solco ancor più profondo dei continui tradimenti di lei, consumati disperatamente come un farmaco. Finché arriva Camilla, giornalista e scrittrice sessualmente spregiudicata, e tra le due si scatena una passione ingovernabile che lentamente segnerà il loro destino. Intanto Corrado, il marito di Camilla, si è appena aggiudicato a un’asta un’importante opera d’arte che nasconde la storia di un grande amore proibito, sfociato in tragedia. Preso da questa ricerca, non si rende conto di ciò che sta accadendo a sua moglie. Nel frattempo una strana presenza si frappone tra Sveva e Camilla, forse un amante deluso, forse uno stalker, forse un fantasma del passato, e le spia.

La copertina di “E’ scritto nel corpo”

L’intervista a Eugenia Romanelli / Il book trailer

Un romanzo che celebra le potenzialità dell’amore e la sua capacità di sovvertire le convenzioni. Una visione magica, libera e creativa dell’eros e della sessualità, al di là delle ipocrisie e dei pregiudizi. “Quando ho cominciato a scriverlo, nove mesi fa, proprio quando rimanevo incinta – racconta l’autrice – speravo di riuscire nelle mie intenzioni, ossia eccitare e contemporaneamente commuovere il lettore. Un po’ come Roberto Benigni tratta riso e pianto, insomma. Perché per me il sesso e la sessualità altro non sono che lo strumento che permette all’amore di farsi amore, proprio come un’arpa permette alla musica di farsi musica: niente di sconcio o scabroso, insomma, di sordido, di perverso. In fondo la nostra vita è carnale, dura quanto dura il corpo, ed è attraverso il nostro corpo e le sue pulsioni che possiamo fare esperienza delle cose, provare sensazioni, emozioni, sentimenti. Per me amare col corpo è poetico, proprio come è poetico un bambino che, attraverso il suo corpo, assapora, esplora, conosce”.

Altra caratteristica del libro è quella di essere uno dei pochi romanzi erotici lesbici: “In realtà – dice Romanelli – cerco di indagare piuttosto la bisessualità. E’ una sfumatura dell’identità poco raccontata, anzi, la meno raccontata. E invece credo che sia un aspetto che riguarda la maggior parte delle persone: in fondo, lo dicono tanti studi scientifici, nasciamo tutti bisessuali, per poi orientarci in seguito. Che ne è della bisessualità primaria?

“C’è chi nella vita se ne dimentica”, continua Romanelli “chi continua a praticarla, e chi la riscopre da adulto. Secondo me in Italia mancano libri, film, servizi giornalistici sulle diverse possibili scelte affettive, ed è per questo, per l’impossibilità di immaginare, che si crea quella pericolosa ignoranza facilmente tramutabile in violenza, sia fisica che psicologica, contro tutto ciò che diverge dai clichè. Come si può riuscire, in queste condizioni, a legiferare nel merito?”.

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