Dalla rassegna stampa Teatro

UNA DANTE DA FAVOLA

TEATRO – FATE ROCK E BACI GAY

LO STRUGGENTE adagio della quinta sinfonia di Mahler conduce in scena la principessa Rosaspina, la Bella addormentata nel bosco che ha illuminato la fantasia di bambini di tutti i tempi. Come in trance Rosaspina si spoglia velo dopo velo fino a volare tra le braccia di un principe azzurro che per l’occasione è una principessa. Inizia così la versione che Emma Dante ha pensato per il Palermo Pride, con la sua compagnia, nello spazio Perriera dei Cantieri.
La scena più divertente è certamente la sfilata delle fate che arrivano alla nascita di Rosaspina per portare i preziosi doni: coloratissime, sopra le righe, irriverenti e divertenti, fate del tutto rock, scatenate nella danza sui tacchi a spillo. Tutti i personaggi, tranne Rosaspina, portano un’inquietante calzamaglia sul viso, come se ognuno di loro fosse il doppio, un’emanazione dell’unico personaggio che Emma Dante vuole portare in scena. Bravissima è proprio Rosaspina (Emilia Virginelli) che regge un ruolo scatenato, a metà tra il teatro-danza e la ginnastica pura. È, dunque, una variante lesbica di un archetipo, di un’altra famosa trasposizione, la pluripremiata Gatta Cenerentola di Roberto De Simone che si concludeva così: «Per stà buoni a stu munnu o tutti l’uommini avariano essere fimmini o tutt’e fimmini avariano essere uommini».
Ai Cantieri della Zisa venerdì scorso

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.