Dalla rassegna stampa Cinema

Ozpetek gira a Lecce e gli rubano i gioielli

Il furto di gioielli per un valore di 50mila euro da uno dei tir della produzione dell’ultima pellicola del regista turco, è un’onta che la capitale del barocco respinge nelle forme ufficiose e ufficiali.

FERZAN Ozpetek l’ha resa famosa, Lecce gli ha restituito un palcoscenico di incomparabile bellezza per girare i suoi film (“Mine vaganti” prima e “Allacciate le cinture” poi) e ora non ci sta a vedere il suo nome infangato a causa del gesto di qualche sconsiderato. Il furto di gioielli per un valore di 50mila euro da uno dei tir della produzione dell’ultima pellicola del regista turco, è un’onta che la capitale del barocco respinge nelle forme ufficiose e ufficiali.

Rubati i gioielli del film. Il sindaco: “C’è chi fa di tutto per farci fare pessime figure”

LECCE – — A partire dalle dichiarazioni dei rappresentanti istituzionali, sindaco e presidente della Provincia in primis, che si sono scusati con il regista e i suoi collaboratori a nome del “Salento onesto”, e finendo ai numerosi cittadini che hanno portato attestati di solidarietà alla troupe di persona e sui social network.
«Lecce è una città ospitale – ha precisato il sindaco Paolo Perrone – come al solito c’è chi fa di tutto per farci fare pessime figure ma noi restiamo fieri di prestarci al cinema». «L’assalto al furgone carico di gioielli e effetti personali di valore necessari per girare il film non è solo un episodio criminale come tanti – ha aggiunto Antonio Gabellone – ma è anche un pessimo ricordo di noi e della nostra terra nei confronti di un artista eccezionale». Il presidente della Provincia ha quindi invitato Ozpetek «a proseguire nel suo straordinario lavoro di promozione di questo territorio da lui tanto amato, della sua parte più bella, romantica, solare, da amare e soprattutto onesta».
Nessuna dichiarazione sul furto ma vicinanza sul set, grazie ad una visita precedentemente fissata, invece, da parte del ministro della Cultura Massimo Bray, leccese doc, twittato in una foto insieme al regista e poi autore a sua volta del tweet “il cinema italiano va sostenuto”. Alla rete, del resto, lo stesso Ozpetek aveva affidato poco dopo le 5 del mattino il suo buongiorno agli aficionados e un “si gira” atto ad esorcizzare l’incidente di percorso del furto di cui era già stato informato. Al ministro Bray ha poi risposto con un tweet: “Gli orologi e gli anelli vanno e vengono, ma rimangono le emozioni e le persone”.
La razzia di gioielli è stata scoperta intorno alle 4,20 dopo che un autista della produzione è andato a prendere il tir della sartoria in via Cipro, nella zona industriale, per portarlo nelle strade scelte per girare le scene in programma ieri. Mentre il mezzo era in movimento, l’uomo ha notato che i portelloni posteriori non erano ben chiusi e ha subito capito che erano stati forzati. Anche la cassetta di sicurezza posizionata all’interno del rimorchio, è stato verificato subito dopo, era stata forzata e gran parte del suo contenuto portato via, mentre nulla mancava tra abiti, calzature e accessori vari. Sul posto sono intervenuti gli agenti di polizia, che hanno ascoltato numerosi membri dello staff e avviato i rilievi di rito. I grandi tir bianchi e gialli che da settimane occupano le vie della città erano stati parcheggiati in quell’area periferica intorno alle 21,30 di mercoledì ed erano privi di vigilanza. Il sospetto è che chi ha agito lo abbia fatto a colpo sicuro, dal momento che i ladri hanno puntato subito il mezzo contenente la cassetta di sicurezza e non hanno neppure provato a entrare negli altri. Come dire: qualcuno potrebbe aver dato la informazione giusta agli autori del furto. Stando alle prime valutazioni fatte dai responsabili della produzione sarebbero stati portati via tre anelli e due orologi, forniti in prestito dagli sponsor, per un valore di 50mila euro.

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