Dalla rassegna stampa UK 

Nozze gay, ai Lord sarà battaglia

«Molti conservatori la faranno pagare a Cameron» – Domani la Camera alta del Parlamento britannico, quella dei Lord, sarà chiamata a votare sul matrimonio gay…

DA LONDRA – Domani la Camera alta del Parlamento britannico, quella dei Lord, sarà chiamata a votare sul matrimonio gay. La proposta di legge, che il primo ministro David Cameron vorrebbe vedere entrare in vigore il prima possibile, ha già avuto l’approvazione della Camera dei Comuni. Ma ai Lord è molto probabile che troverà forti ostacoli. Solo due giorni fa l’ex primate della Chiesa anglicana e membro della Camera alta, Lord Carey, ha lanciato un ultimo appello ai suoi colleghi di votare «contro una legge pensata troppo in fretta».
Ma per Cameron introdurre la legislazione il prima possibile «è diventata una specie di ossessione», dice ad Avvenire Peter Norris, portavoce dell’associazione Christian Con- cern: «Il primo ministro si è messo d’accordo con l’opposizione per far passare la legge sul matrimonio gay. E già questa in sé è stata una mossa che molti dei suoi colleghi conservatori non gli perdoneranno mai». Cameron – spiega Norris – «ha usato le nozze gay come mezzo per dare un volto nuovo al partito conservatore, per renderlo più moderno e compassionevole, ma ha sbagliato. I suoi si sentono traditi e lo stanno abbandonando.
Quando ha cercato un’alleanza con i laburisti sulle nozze gay non ha capito cosa veramente volevano i suoi colleghi conservatori e che non avrebbero mai detto sì al matrimonio gay». Sono almeno 700mila le persone che fino a oggi hanno firmato una petizione contro il matrimonio gay in Gran Bretagna. L’altra settimana almeno cinquecento persone si sono date appuntamento a Westminster per cercare di convincere i deputati a votare contro. E domani torneranno a manifestare davanti ai Lord. «Queste persone – aggiunge Norris – sono convinte che Cameron non abbia il mandato per introdurre questa norma. Le nozze gay, infatti, non sono state menzionate nel suo manifesto durante la campagna elettorale ». Per Norris e altre centinaia di migliaia di persone c’è però ancora speranza che la legge venga respinta dai Lord.
«È facile – ipotizza – che i Lord mettano in discussione diversi aspetti della legge proponendo diversi emendamenti e in questo caso la legge dovrebbe tornare ai Comuni e le cose potrebbero andare per le lunghe. U- no scenario del genere significherebbe per Cameron una sonante sconfitta perché non riuscirebbe a far entrare la legge in vigore prima della fine del suo mandato, nell’estate del 2014, come vorrebbe». La possibilità degli emendamenti è concreta perché la proposta, spiegano dal Christian Legal Centre, non offre abbastanza protezione legale a chi si oppone. «È fondamentale – affermano – garantire protezione a tutti quelli che osano esprimere un’opinione contro le nozze gay, vedi per esempio il caso di Adrian Smith, licenziato dal Comune di Manchester perché su Facebook aveva scritto che il matrimonio è “tra un uomo e una donna”. O tutti quegli ecclesiastici che si rifiuteranno di celebrare le nozze tra gay per motivi di fede e che per questo potrebbero essere chiamati a rispondere davanti alla Corte dei diritti umani di Strasburgo».

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