Dalla rassegna stampa Cinema

Delbono: il mio teatro ha bisogno del cinema

…oltre al teatro, prepara l’uscita, il 6 giugno, del suo film Amore e carne girato con uno smartphone…

CANNES
— «C’è il glamour, c’è il tappeto rosso, ma non dimentico me stesso, le esperienze dolorose che mi accompagnano nella vita». Pippo Delbono è a Cannes, protagonista di Henri, il film di Yolande Morea che chiude la Quinzaine des réalisateurs, contento di esserci ma senza esaltazioni. Henri è un cinquantenne di origine italiana, ha un ristorante a Charleroi e, dopo la morte della moglie, sua figlia lo convince a farsi aiutare da Rosette, una ragazza gioiosa, amante della vita, con problemi mentali. La Morea ha scelto Delbono dopo averlo visto a Parigi in “Dopo la battaglia”. La storia di Bobo, il piccolo sordomuto partecipe del teatro di Delbono «è stato importante nel rapporto con Rosette e ha creato una sintonia con Yolande, che non conoscevo, l’avevo solo vista come attrice in Séraphine.
I due mesi della lavorazione al confine tra la Francia e il Belgio sono stati un’esperienza bellissima». Con il film e l’invito al festival «è come se dopo un anno la vita si rimettesse in pista», dice l’attore che lo scorso anno avrebbe dovuto essere a Cannes con il cast di Io e te di Bernardo Bertolucci, ma proprio in quel periodo morì sua madre. «Qui ero stato nel 2004 per Ecce Homo, un film sul mio lavoro e la mia compagnia, ma ero venuto in fretta, quasi non ho ricordo. Questa è la vera prima volta, grazie allo spostamento dello spettacolo a giugno posso trattenermi, incontrare la stampa, parlare al pubblico », dice l’attore che, oltre al teatro, prepara l’uscita, il 6 giugno, del suo film Amore e carne girato con uno smartphone. Il cinema non è secondario nella sua carriera. «Ogni tanto ne sento il bisogno, non è una vacanza dal teatro, ma mi porta stimoli nuovi, confronti, scoperte ».

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