Dalla rassegna stampa Personaggi

«Io, gay, non posso uscire da solo a Roma»

La denuncia di Vendola provoca la rissa. Storace: «Si occupi di Bari» Solidarietà dal centrosinistra. E Casapound: «Una trovata elettorale»

«Se a Roma di sera mi viene voglia di fare due passi da solo, rinuncio».
Lo sfogo del leader di Sel, Nichi Vendola, raccolto dal Fatto quotidiano, deflagra in campagna elettorale. Il primo a replicare è il sindaco Gianni Alemanno, che accusa il numero uno di Sel di offendere Roma. In una lunga intervista, Vendola ha lanciato l’allarme. Il clima di minaccia agli omosessuali «mi impone di limitare gli spazi della mia vita privata. Sono costretto a gestire ogni mossa con molta prudenza». Ha aggiunto: «Il fatto che io sia insultato da fascisti e nazisti di vari network non è neanche oggetto di rammarico». Poi la stoccata: «Roma negli anni di Alemanno ha visto lo sdoganamento dei piccoli gruppi dediti all’igiene del mondo. Non puoi non pensarci quando, per un minuto cerchi di essere una persona normale che vuole prendersi un gelato a Campo de’ fiori». Il presidente della Regione Puglia ha annunciato: «Ho deciso nei prossimi giorni di presentare una proposta di legge per i matrimoni gay». Come reagirà il Pd? «Io non ho sciolto il mio partito nella coalizione. Se andremo al governo rispetteremo il programma ma siamo liberi di presentare le nostre proposte. E io credo che questa partita vada aperta, non si può far vivere il dibattito sul filo del compromesso. Se no tra poco più che alla Francia saremo assimilati alla Russia di Putin». Il primo a reagire è stato il candidato di Rivoluzione Civile in Parlamento e alla Regione Lazio, Sandro Ruotolo, che ha raccolto l’appello lanciato dal direttore del Fatto, Antonio Padellaro, e ha espresso solidarietà a Vendola con un «Anch’io sono gay»: «È vergognoso che nella culla della civiltà un omosessuale o un ebreo debba aver paura a circolare di notte. Casapound con la sua cultura fascista ha inquinato il clima di Roma. Tutti devono impegnarsi per ripulire la Capitale del Paese da questa vergogna». Netto anche un altro candidato alla Regione Lazio, Francesco Storace: «Purtroppo problemi di sicurezza le hanno tutte le grandi metropoli. A Bari non penso se la passino così bene. Poi se uno pensasse di più ai dintorni di casa sua sarebbe meglio». Il presidente del circolo Mario Mieli, Andrea Maccarrone, spiega: «Comprendiamo perfettamente dal racconto di Nichi Vendola la sua percezione di sentirsi minacciato anche per un semplice gesto come quello di uscire la sera per fare una passeggiata. È quello che succede a centinaia e centinaia di omosessuali che escono di casa e che potrebbero all’improvviso essere coinvolti in episodi di discriminazione e aggressione verbale o fisica. L’amministrazione di centrodestra di Alemanno ha sdoganato vecchi e nuovi “ripulitori” che si sono sentiti autorizzati a prendersela con gay, lesbiche, trans, donne e stranieri». Non ci sta Casapound, che attacca: «Capiamo bene il disagio di Nichi Vendola, sedicente paladino dell’antimontismo costretto a digerire l’alleato Bersani che oggi si dichiara “prontissimo” a collaborare con Monti, ma questa non è una buona ragione per reclamare attenzione tramite vittimismo e finti allarmi sociali» dice Gianluca Iannone, che insiste: «Se Vendola ha subito intimidazioni o aggressioni, nella Capitale o altrove, non ha che da denunciare il fatto alle autorità competenti, senza lanciare accuse a vuoto. In caso contrario la sua apparirà per quello che probabilmente è: una squallida trovata elettorale». Ne approfitta, proprio in chiave elettorale, anche il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri: «Sale del buco per la droga di Stato, matrimoni gay: questo propone alla Francia il governo di sinistra. È quello che rischierebbe l’Italia nell’improbabile caso di una vittoria della sinistra anche attraverso la stampella Monti». Esprime solidarietà a Vendola Franco Grillini, presidente di Gaynet: «In Italia ci sono cittadini che vivono nella paura perché gay. Cittadini che non possono uscire tranquillamente la sera per paura della propria incolumità fisica. Tra questi c’è Nichi Vendola, governatore della Puglia e leader di Sel, costretto da molto tempo a girare sotto scorta. La sua denuncia rappresenta un documento agghiacciante sulla condizione delle lesbiche e degli omosessuali in questo paese».

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