Dalla rassegna stampa Libri

E il Card. Martini chiese «perché?»

…Se due partner dello stesso sesso ambiscono a firmare un patto per dare una certa stabilità alla loro coppia, perché vogliamo assolutamente che non sia?…

Come ricorda Vittorio Lingiardi, tra le affermazioni del cardinale Martini a favore del riconoscimento delle coppie omosessuali, vi è la seguente: «La buona fede, le esperienze vissute, le abitudini contratte, l’inconscio e probabilmente anche una certa inclinazione nativa possono spingere a scegliere per sé un tipo di vita con un partner dello stesso sesso… Se due partner dello stesso sesso ambiscono a firmare un patto per dare una certa stabilità alla loro coppia, perché vogliamo assolutamente che non sia?». Già: perché? Domanda questa che presuppone uno sguardo lucido sul mondo degli affetti e dei diritti (affetti e diritti è il sottotitolo di Citizen gay di Lingiardi), insieme a percezioni filosofico-scientifiche che scuotono ogni coscienza.
Il perché del cardinale Martini sintetizza alcuni dei perché sollevati da Citizen gay. Tanti quante sono le domande che riguardano le sessualità, complesso “landscape” mentale, intellettuale, fisico, che va ben oltre il sesso, nel costituire il nucleo centrale dell’identità personale nei suoi molteplici significati valoriali, come attestano le convinzioni di Lingiardi: «1. L’esperienza amorosa e la costruzione dei legami affettivi avvengono nel contesto delle relazioni sociali e nel territorio della storia e della cultura… 2. Il mancato riconoscimento, pubblico e legale, di un legame affettivo tra due persone libere che lo richiedono, e dunque il rifiuto di riconoscere la loro esistenza come nucleo sociale, può danneggiare il benessere psicologico, la vita di relazione e la salute mentale. 3. Il mancato riconoscimento giuridico delle relazioni omosessuali produce implicitamente una deligittimizzazione delle persone gay e lesbiche» (pagina 20), deligittimizzazione con ripercussioni gravi su diversi piani; da un eterosessismo, che ha il sapore di vero e proprio razzismo, a un’omofobia cerberesca, sia sul fronte della brutalità, sia su quello della sofferenza.
Con queste premesse, il dualismo etero/omo, al pari di quello maschile/femminile, finisce per produrre componenti normative che forzano gli individui a determinati comportamenti e li privano della libertà di sviluppare pienamente le loro identità personali, identità distrutte dalle cosiddette «terapie riparative», del tutto prive di scientificità. Il problema del “minority stress” è analizzato nelle sue diverse declinazioni e manifestazioni, con una particolare attenzione alle cause, oltre che agli effetti, e il mondo delle famiglie omosessuali e delle omogenitorialità viene descritto a partire dagli affetti e dalle funzioni, più che dai generi. Famiglie che rimandano al tema del matrimonio, su cui Lingiardi riflette con acutezza nella prefazione di Citizen gay, volume lontano dal pamphlet, in quanto né breve, né polemico, né unidirezionale. Volume da leggere, afferma Stefano Rodotà in quarta di copertina, «prima di fare qualunque dichiarazione sulle persone omosessuali», e, sottolinea Martha Nussbaum, «per passare dalla politica del disgusto a quella dell’umanità».
Se da un punto di vista scientifico è insensato parlare di «famiglia naturale», e chi impiega il termine «contronatura» vive all’oscuro del dibattito su ciò che la natura è, da un punto di vista filosofico la necessità di giustizia (del suo concetto e della sua istanziazione) è stata fatta tradizionalmente valere in misura maggiore nella sfera pubblica e, in misura inferiore (da annoverare, tra le solite eccezioni, John Stuart Mill) nella sfera privata, ovvero in ambiti che riguardano i legami matrimoniali e familiari. In Citizen gay corre una traccia filosofica contemporanea, che guarda alle famiglie come soggette ai principi di giustizia, perché famiglie e matrimoni non costituiscono istituzioni «naturali», bensì sociali, che, quindi, devono venire regolate dalla legge di uno Stato che deve garantirne la piena cittadinanza. Cittadinanza che significa anche sviluppo di diritti e doveri per matrimoni e famiglie omosessuali. Tornando al profilo strettamente scientifico, Citizen gay, in questa sua versione aggiornata e arricchita di importanti documenti in appendice, testimonia quanto progresso nelle scienze psicologiche e sociali si sia compiuto in pochi anni. Un progresso scientifico che, insieme a quello filosofico, si spera presto informerà l’azione legislativa.

Vittorio Lingiardi, Citizen gay. Affetti e diritti, edizione aggiornata con la collaborazione di Nicola Nardelli, il Saggiatore, Milano, pagg. 240, € 12,00

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