Dalla rassegna stampa Personaggi

New York celebra il «brutale» Pasolini

… la più completa mostra dedicata al regista e intellettuale italiano negli ultimi venti anni negli Stati Uniti…

«A sprawl of brutality», un’espansione disordinata di brutalità: così il «New York Times» definisce l’eredità di Pier Paolo Pasolini, celebrata fino al 5 gennaio in una retrospettiva al Museum of modern art di New York, la più completa mostra dedicata al regista e intellettuale italiano negli ultimi venti anni negli Stati Uniti (la prima fu negli anni Novanta, sempre al Moma). Ripercorrendo i titoli dei suoi più importanti lavori cinematografici, l’autore dell’articolo sottolinea il carattere «indecifrabile, ambiguo e sospeso» della personalità di Pasolini. «Un cattolico non praticante che non perse mai la sua visione religiosa del mondo e un marxista a vita, espulso dal partito comunista perché gay — scrive Lim — un artista e un pensatore che non ha cercato di risolvere le sue contraddizioni, ma di incarnarle pienamente». Tra i film più significativi, è ricordato «Salò, o le 120 giornate di Sodoma», definito «il brutale adattamento del catalogo di degradazione e tortura del Marchese de Sade».

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