Dalla rassegna stampa Teatro

"Tante risate in favore delle unioni civili"

Marco Columbro ed Enzo Iacchetti in scena a Milano con “Il vizietto”, tra balli e coppie di fatto
foto Marco Rossi

La Cage Aux Folles non chiude mai. A più di trent’anni dal film con Ugo Tognazzi e Michel Serrault, “Il vizietto” trova nuova vita in teatro. Protagonisti, dal 4 dicembre al 1 gennaio al Manzoni di Milano, sono Enzo Iacchetti e Marco Columbro. “Una storia attuale – dice Iacchetti a Tgcom24 -, visto che le unioni civili per le coppie di fatto sono ancora lontane”. “A trionfare è l’amore – rincara Columbro -, al di là del genere o del matrimonio”.
Uno spettacolo che sembra non risentire del passare del tempo. Tra trasposizioni e remake cinematografici (“Piume di struzzo” con Robin Williams) e riprese teatrali, dal 1973 a oggi la commedia di Jean Poiret non ha smesso di ottenere successo. Al centro c’è la storia d’amore di una coppia gay che gestisce un locale notturno sulla Costa Azzurra. Le cose si fanno difficili quando il figlio di uno dei due annuncia il suo matrimonio: i problemi nascono dal fatto che il padre della sposa è un politico notoriamente omofobo e razzista…

“Sono passati tanti anni ma il testo rimane attualissimo – spiega un Iacchetti dolorante ai piedi per le prove di ballo sui tacchi alti -. Basti pensare alle coppie di fatto. Si ride dal primo all’ultimo minuto ma ci sono dei momenti dove si capisce che già negli anni 70 si volevano affrontare certi temi che oggi, a quarant’anni di distanza, non sono stati ancora risolti”.

Iacchetti interpreta Albin, un personaggio nel quale la cosa più difficile è mantenere la misura. “Albin fa la mamma in un certo modo, si esibisce in scena in un altro ed è la metà effemminata della coppia – spiega -. E’ un personaggio insomma che ha almeno tre anime. Quando è il momento dello spettacolo ci sono in scena tante drag queen che rappresentano la donna in modo esasperato. Una donna non si muove in quel modo, ma questo non significa scadere nella filodrammatica di paese”.

Balli e musiche in questa versione dello spettacolo sono centrali. “Ci sono molte canzoni e balletti, uno spettacolo di grandissimo livello – sottolinea Marco Columbro che interpreta Renato -. Bisogna togliersi il cappello di fronte al regista Massimo Romeo Piparo che, in questi tempi di crisi, sta mettendo in scena, oltre a questo, altri due musical investendo laddove invece altri tendono a ridurre l’impegno per mancanza di fondi”.

Columbro torna a sottolineare il significato principe del testo, quello che, al di là delle risate, spinge a pensare. “Il nucleo della commedia è l’amore. Un amore senza confini e senza genere e che vince su tutte le difficoltà – dice -. Le coppie di fatto, sia etero che omosessuali, non sono riconusciute e, in una società che si definisce civile, questo è uno scandalo. Uno dovrebbe avere gli stessi diritti sia che si sposi oppure no”.

Per lui, tornato recentemente alla televisione su “Vero tv”, il teatro resta un momento imprescindibile. “Io nasco come attore e il teatro resta il mio amore – spiega -, il luogo dove mi posso esibire al massimo della mia espressione. La televisione la faccio ancora ma ogni anno cerco di fare almeno una produzione teatrale”.

PER INFORMAZIONI
Teatro Manzoni
Via Manzoni 42 – 20121 Milano
Tel. 02 – 7636901 – Fax 02 76005471
Internet www.teatromanzoni.it
E-mail [email protected]

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