Dalla rassegna stampa Personaggi

«Io, first gentleman». Ed non si nasconde più

Il compagno di Vendola: avevo scelto la privacy Ora ogni volta che potrò starò con Nichi.

MILANO — Discreto, silenzioso, sempre un passo indietro rispetto al governatore pugliese. Lo si è visto anche al processo per abuso di ufficio dove ha scelto, per la prima volta, di stargli pubblicamente accanto. E all’indomani dell’assoluzione Ed Testa, compagno italocanadese del governatore della Puglia Nichi Vendola, ha deciso dopo anni di silenzio di venire allo scoperto. E di presentarsi per quello che è: il compagno del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola. Lo ha fatto con un’intervista al settimanale Vanity Fair, in edicola oggi: «Come mi sono sentito al processo? Nel ruolo di first lady? Preferisco l’espressione first gentleman. In passato, ho sempre preteso il rispetto più assoluto della mia riservatezza e della mia privacy. Ora non ho più intenzione di nascondermi. Ogni volta che potrò e vorrò, sarò accanto a Nichi».
Ed detto Eddy ha 33 anni, è italocanadese, e ha studiato come graphic designer and creative consultant presso la Concordia University di Montreal, alla Ottawa University e poi a Urbino, design e comunicazione. Ha seguito ad esempio con affetto la vicenda di Vincenzo Deluci, trombettista e compositore jazz pugliese, trentenne, distrutto da un incidente stradale, che riesce ancora a suonare con un puntatore ottico. Con Vendola si sono conosciuti per caso: «In un bar della Capitale in una caldissima serata di inizio settembre. Abbiamo cominciato a chiacchierare, Nichi si è offerto di accompagnarmi a scoprire alcuni angoli incantati della vecchia Roma. Davvero una bella passeggiata, non è mai più finita. Per me è sempre lo stesso Nichi. Spesso intona delle canzoncine che inventa lì per lì, facendomi credere che si tratti di vecchie canzoni d’amore. E io ci casco».
D’altronde, proprio Vendola in un’intervista di qualche tempo fa al settimanale «Chi» ha confessato di aver ricevuto un nuovo orecchino di brillanti dal «suo amore», per i suoi 50 anni. E ha aggiunto che vivono a Terlizzi (Bari), da anni, che sono una coppia morigerata e tranquilla, e ricevono amici a cena: «Che altro potremmo fare con la vita che conduco?».
Versione confermata anche da Testa: «Oggi viviamo nel borgo antico di Terlizzi. Tutti sanno di noi, ma mai un episodio spiacevole: siamo sempre accolti con grande cordialità. Il Sud Italia è molto, molto più aperto di quanto non si immagini».
Di se stesso e della sua omosessualità Vendola ha sempre detto: «Confessare che ero omosessuale non è stato facile. Da quel momento ho dovuto lavorare il doppio. Per fare in modo che la gente dicesse: vedi, è gay, ma è bravo». E ultimamente ha avuto un battibecco pubblico con Rosy Bindi: «A 54 anni voglio dire che mi voglio sposare con il mio compagno. Rivendico questo. Come cittadino, come persona e come cristiano». Stessa opinione per Eddy Testa, che a Vanity spiega: «Io e Nichi ci sentiamo piuttosto discriminati da uno Stato che non riconosce i nostri diritti, che quasi non ci vede, e che sembra troppo condizionato da una classe dirigente ipocrita e arretrata. I matrimoni gay? Parliamo di stessi diritti per tutti. Figli? Noi ne vorremmo più di uno».
A. F.

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da La Repubblica

“Io first gentleman ecco la mia vita accanto a Nichi”

ED TESTA, compagno italocanadese del governatore della Puglia Nichi Vendola, si racconta a Vanity Fair. Come si è sentito, al processo, nel ruolo di ‘first lady’? Gli chiede l’intervistatore. «Preferisco l’espressione ‘first gentleman’. In passato ho sempre preteso il rispetto più assoluto della mia riservatezza e della mia privacy. Ora non ho più intenzione di nascondermi. Ogni volta che potrò, e ogni volta che vorrò, sarò accanto a Nichi». Come vi siete conosciuti? «E’ stato un incontro del tutto casuale, in un bar della Capitale in una caldissima serata di inizio settembre. Abbiamo cominciato a chiacchierare, Nichi si è subito offerto di accompagnarmi a scoprire alcuni angoli incantati della vecchia Roma. Davvero una bella passeggiata, non è mai più finita». Oggi dove vivete? «Nel borgo antico di Terlizzi… Tutti sanno di noi, ma mai un episodio spiacevole: siamo sempre accolti con grande cordialità. Il Sud Italia è molto, molto più aperto di quanto non si immagini. Io e Nichi ci sentiamo piuttosto discriminati da uno Stato che non riconosce i nostri diritti». Stiamo parlando di matrimoni gay? «Parliamo di stessi diritti per tutti». Anche di avere dei figli? «Noi ne vorremmo più di uno».

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