Dalla rassegna stampa

OLTRE IL TRAVESTITO. AL DI LÀ DEI GENERI ORMAI CONSOLIDATI DI UOMO, DONNA E GAY: BENVENUTI AL PRIMO BUSHWIG DRAG FESTIVAL A BROOKLYN

ORA CHE L’OMOSESSUALITÀ NON È PIÙ UN TABÙ, ANZI È DIVENTATA UN NUOVO CONFORMISMO, C’È CHI VUOLE SUPERARE L’IDEA CHE UN TRAVESTITO DEBBA ASSOMIGLIARE PIÙ POSSIBILE A UNA DONNA PER ESSERE ACCETTATO, ANCHE DALLA SUA STESSA “COMUNITÀ”

Dagoreport da www.dnainfo.com

Oltre il travestito. Questo era il motto del primo Bushwig Drag Festival, che prende il nome da un gioco di parole tra “wig” (parrucca) e Bushwick, zona di Williamsburg, quartiere fricchettone (ma imborghesito) di Brooklyn. Indossando leggings zebrati e spaventose lenti a contatto bianche, top strappati dei Sex Pistols e tacco 16, una folla di uomini travestiti ha animato la serata del club “Secret Project Robot”, culminata con lo spettacolo “Fifty Shades of Gay”.

Si chiama “experimental drag”: ora che a New York l’omosessualità non è più un tabù, c’è chi vuole superare l’idea che un travestito debba assomigliare più possibile a una donna per essere accettato, anche dalla sua stessa “comunità”. “Le drag queen di Brooklyn sono quelle che osano di più. Prima non avevi scelta che provare a sembrare una vera donna, per essere tollerato (e corteggiato) dagli etero. Oggi le cose si possono mischiare, si può uscire dall’ordinario. Vengo a Brooklyn per esprimere il mio lato più trasgressivo”, dice Injection (nome vero non pervenuto).

Diversi stili di drag, diverse concezioni di “altro da sé”, tutti al festival organizzato da Babes Trust (nato Simon Leahy) e Matty Horrchata (nato Matthew Mendoza). Trust, musicista inglese che si è inventata le “Olimpiadi del Trans” sei anni fa, poi approdate anche a Berlino e Stoccolma, è stupita dalle performance che ha trovato a New York. Ispirata dai festival drag degli anni ’80 e ’90 (Wigstock), ha voluto creare il primo luogo dove far incontrare i “trans non allineati”. “Ero spaventata: abbiamo messo 30 drag queen ubriache sullo stesso palco”, dice ridendo.

Spettacoli di strip, musica che dai Sigur Ros a Christina Aguilera, danze tribali, canzoni in playback, panze che ballonzolano sul palco, braccia non depilate e splatter ai limiti dei conati di vomito. “Siamo la nuova razza di drag queen”.

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