Dalla rassegna stampa Libri

"L'ultimo comunista", viaggio nella cultura tedesca degli anni '80

In arrivo in libreria per Voland “L’ultimo comunista” di Matthias Frings, che ha raggiunto la celebrità negli anni ’80 grazie al saggio Amori. Maschi -Manuale per chi è gay e per chi vuole diventarlo, che scioccò l’opinione pubblica presentando per la prima volta l’omosessualità come una …

Il nuovo libro esce in occasione dell’anniversario della riunificazione delle due Germanie. E’ la biografia di Ronald M. Schernikau, scrittore tedesco, comunista, dichiaratamente omosessuale, che all’inizio degli anni ’80 era arrivato al successo grazie ad un romanzo d’esordio, che aveva scandalizzato il mondo culturale tedesco proprio per il messaggio di outing che conteneva e che al momento della riunificazione delle due Germanie viveva ad Ovest. E’ stato l’ultimo intellettuale ad emigrare all’Est alla vigilia della caduta del muro di Berlino

IL LIBRO – Novembre 1989: migliaia di cittadini della Germania Est emigrano all’Ovest. Solo una persona si sposta nella direzione opposta: il nuovo passaporto dello scrittore Ronald M. Schernikau (1960-1991) sarà l’ultimo emesso dalle autorità della Repubblica Democratica Tedesca.

Estate 1980: Schernikau si trasferisce a Berlino Ovest dalla provincia tedesca, ha vent’anni e ha appena pubblicato uno scandaloso romanzo autobiografico in cui descrive il coming-out di un giovane liceale di campagna. Appena giunto nella città del Muro, l’astro nascente della letteratura tedesca si butta con slancio nella vita culturale e notturna, entrando in contatto con i media, i cabaret, le saune e le discoteche. Incontra l’amore della sua vita e stringe molte nuove amicizie con artisti emergenti, tra cui Frings, autore di questo libro. Schernikau non riesce più a scrivere, ma si integra alla perfezione nella Berlino da bere. Diviene il fulcro della capitale culturale tedesca, pur distinguendosi per una caratteristica fondamentale: mentre gli altri sono apolitici, anarchici o spontaneisti, lui è un comunista dogmatico. Insieme alla madre Ellen, cittadina modello della Germania Est, è fuggito all’Ovest. Ellen non ha saputo integrarsi nel nuovo paese e ha cresciuto il figlio nell’illusione che “di là” si stava molto meglio. Perciò Schernikau fa di tutto per tornarci, e ci riuscirà solo quando il Muro è sul punto di crollare. Mentre i suoi nuovi concittadini sono impegnati nella “rivoluzione di velluto”, si chiude in casa a scrivere il suo secondo e ultimo capolavoro. Morirà di AIDS poco dopo averlo terminato e non riuscirà a vederlo nelle librerie.

Frings racconta la biografia dell’amico in maniera toccante ma col sorriso sulle labbra, e descrive dall’interno il mondo culturale tedesco degli anni ’80: il paradiso artificiale di Berlino Ovest, l’isola tra due mondi distinti pronti a riunirsi, le lotte per i diritti civili tra manifestazioni di piazza e paillettes, la fusione tra arte e vita di giovani libertini affamati di esperienze di ogni tipo. Politica, letteratura e amore in ogni possibile sfaccettatura.

L’AUTORE – Matthias Frings (Aachen, 1953) è giornalista, autore televisivo e scrittore. Ha lavorato anche come attore e regista teatrale. Ha raggiunto la celebrità negli anni ’80 grazie al saggio Männer. Liebe (Amori. Maschi, sottotitolo Manuale per chi è gay e per chi vuole diventarlo), che scioccò l’opinione pubblica presentando per la prima volta l’omosessualità come una condizione normale. Ha scritto altri cinque libri, tutti in qualche modo legati alla sessualità maschile omo ed eterosessuale. L’ultimo comunista è stato la rivelazione della Fiera del libro di Lipsia del 2009, e ha riscosso un straordinario successo di critica e pubblico.

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