Dalla rassegna stampa Libri

L’investigatrice nella dark room dell’esistenza

… Cosa sai della notte (Feltrinelli). Un libro avvincente, su argomenti non facili…

In Viaggio al termine della notte di Céline, Bardamu si ripete che «a forza di essere sbattuto fuori dappertutto» troverà «il trucco» che fa tanta paura a tutti, e che sta «in fondo alla notte». Sono parole ben note a Grazia Verasani, che ama quel romanzo, e lo echeggia nel titolo del suo ultimo libro: Cosa sai della notte (Feltrinelli). Un libro avvincente, su argomenti non facili. Il quarto caso dell’investigatrice privata Giorgia Cantini, nata nel 2004 con Quo vadis, baby? (poi diventato un film e una serie tv diretti da Gabriele Salvatores), porta infatti le indagini nel cuore della comunità gay, a Bologna. Indagini che diventano una riflessione sul rapporto tra sesso, amore e desiderio. Temi delicati, pane per i romanzi della Verasani. Nel caso precedente della Cantini aveva ad esempio affrontato la violenza sulle donne ( Di tutti e di nessuno, 2009), il suicidio in Tutto il freddo che ho preso (2008), addirittura l’infanticidio in From Medea (2004), dramma teatrale diventato il film Maternity blues di Fabrizio Cattani.
In Cosa sai della notte il punto di partenza è un caso sepolto negli archivi della polizia: l’omicidio di un ragazzo omosessuale, Oliviero detto Oliver, aspirante attore di musical. Un pestaggio dagli echi pasoliniani su cui la sorella del giovane vuole la verità, anche se sono passati tre anni. E la Cantini, guidata da amici della vittima, scopre così un mondo notturno, di vite sessuali clandestine, luoghi (locali, dark room, parchi) e pratiche (come il “battuage”) di cui aveva solo sentito parlare. Non c’è morbosità nel racconto, perché in realtà centro dell’interesse è la relazione tra sesso, desiderio e sentimento dell’amore, parola abusata, inutile per diversi personaggi, che sentono impoveriti i loro sentimenti in quel termine svilito. Una questione complessa, perché in fondo, dice il professor Chiccoli, un tempo confidente di Oliver, la ricerca del piacere sembra un fine schietto tra gli omosessuali, ma «anche quando è solo una mano su un corpo, al buio, alla cieca, anche quando è solo urgenza, desiderio, senso del pericolo è… è l’amore che manca». Un vuoto che stavolta sente persino la Cantini, single incallita ma in crisi, visto che Luca Bruni, dirigente della Questura già presente nei casi precedenti, da amico potrebbe diventare qualcos’altro. La Cantini dunque cresce come personaggio, cambia, si ripensa, si ricostruisce come una persona, non resta identica a se stessa da un libro all’altro.
Come sempre nelle sue riflessioni c’è un sorriso amaro, un gusto per la sentenza tagliente, ma anche un’apertura empatica a chi subisce violenza, e soffre. Tra questi, lei stessa. La notte va dunque attraversata anche per scoprire se stessi, i propri sentimenti. E la verità. La Cantini non può dire: «la gente del giorno non vi capisce», come Céline, citato su un post-it nel bagno di Simone, attore un tempo famoso e cocainomane, amore di Oliver. Lei deve andare in fondo alla notte, capire il “trucco”, e spiegarlo alla gente del giorno.

COSA SAI DELLA NOTTE
di Grazia Verasani
Feltrinelli, pagg. 224, euro 13

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