Dalla rassegna stampa Cinema

«Passione? Comandano le donne con gli uomini una botta e via»

Noomi Rapace protagonista con Rachel McAdams: «Le donne possono essere molto crudeli ma sono le circostanze che stimolano l’aggressività»

Venezia. Quando il sesso diventa un’arma. Contro tutti. Allora è il momento di Brian De Palma in ritorno spedito al suo universo cinematografico da cui mancava da diversi anni. Ed è subito Passion (in concorso), deludente ma Passion che si apre con smartphone annegato e procede con due protagoniste infuocate. Di potere più che di passione. E ovviamente per l’amore non c’è posto: qui, dice De Palma, «le donne si scopano gli uomini, li usano e poi gli danno una botta e via. In questo senso il film è per le donne e sulle donne, le donne sono le sole protagoniste, gli uomini non contano nulla». E Noomi Rapace protagonista insieme a Rachel McAdams, spiega come è entrata nei panni di questa donna: «Per ogni ruolo che accetto di interpretare, per ogni personaggio che cerco di fare mio cerco di tradurre me stessa in questa persona, lo devo trovare in me. In questo caso il personaggio è troppo diverso da ciò che ho fatto nel passato, mentalmente il mio personaggio sembra a pezzi, è molto intelligente ma ha una reazione ritardata perchè tiene tutto stretto dentro di sé. L’ho capita con difficoltà, ho lavorato con Brian ma anche con un professore che si occupa di psicosi per cercare di capire la diagnosi del personaggio ma non è stato facile. Ma ero felice di lavorare con Rachel McAdams. Costruire questo rapporto tra due donne che non è una relazione tra amiche o semplici nemiche. Loro sono dentro una spirale che gira sempre più in fretta, sempre più in profondità, sono molto competitive giocano alzando la posta in gioco sempre di più. Alla fine ho trovato e lavorato sul mio lato oscuro anche se ci tengo a dire che non credo che la cattiveria sia un modo di comportarsi esclusivamente femminile, sono guasti tipici di un mondo che mette da parte l’amore e l’amicizia a favore del potere. Certo, le donne possono essere molto crudeli, soprattutto in una situazione in cui si deve dare il meglio di sè, in cui a contare è solo il successo, la perfezione, la scalata al comando. Ma sono circostanze che stimolano l’aggressività di tutti gli esseri umani, uomini e donne».
Non a caso anche De Palma è stato fagocitato dalle due donne. Come lui confessa: «Mi sono innamorato dei due personaggi di donne protagoniste, di un’assassina che potevo mantenere in sospeso sino alla fine, e poi ho girato in 39 giorni, ho concluso prima del previsto e tutto è stato liscio, altro che sogno. Anche la musica di Pino Donaggio mi ha soddisfatto moltissimo, una musica che cresce, ma mano che passa il tempo si fa sinistro, ossessivo». Ed ecco allora questo remake del francese «Crime d’amour» diretto da Corneau nel 2010, con Rachel McAdams e Noomi Rapace (a Venezia in bellissimo tailleur bianco) nei ruoli di Christine e Isabelle, protagoniste di questa lotta all’ultimo sangue che coniuga il tema della vittima che diventa carnefice. Una è una spietata manager di un’agenzia pubblicitaria, l’altra è una dipendente che ingoia ma impara presto la lezione della sua «capa».
Insomma un ritorno con fiocco rosso sangue, dopo anni di assenza dietro la macchina da presa in cui «ha cercato di far fare film ad altri» ma non il cuore del film, avverte De Palma, sta altrove: «Io voglio parlare della pericolosa proliferazione di immagini. E’ il mio tema. Quando ho fatto Hi Mom alla fine degli anni ‘60 mi interrogavo già sulla deriva da reality della tv. E per Redacted avevo fatto uno studio approfondito dei new media, è di questo che mi interessa parlare». E un ritorno con un po’ di rabbia. O, almeno. Questo mostra il regista parlando con i giornalisti, non rispondendo, replicando «che schifo! » a chi gli rimprovera di continuare a fare il cinema che faceva negli anni ‘80, rispondendo a chi gli chiede conto degli omaggi a Hitchcock «Hitch chi? Non capisco di chi stiamo parlando», sino all’equivoco che lo spinge a rispondere «se i thriller possono vincere i Leoni d’oro, allora qui può vincere anche il mio» a un giornalista che non gli aveva chiesto però del Leone ma delle chances del film al Queer Lion, che premia film dalle tematiche gay.
Ma De Palma è così, prendere o lasciare. Promette: «Voglio far paura e fare ridere insieme». E sul futuro? E’ vero che ha rifiutato di realizzare Paranormal Activity 2 e che rifarà Carrie? «Sì, sono vere entrambe le cose, per Carrie ho già dell’ottimo materiale, vediamo che cosa ne uscirà».
S. D. P.

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