Dalla rassegna stampa Cinema

La caduta dei maestri: fischiato De Palma (dopo Malick e Kitano)

«Ma Noomi è perfetta nel mio thriller erotico»

VENEZIA — Sarà che dopo 11 giorni di cinema gli occhi si fanno più selettivi, sarà che alla vigilia del fine-Mostra i freni inibitori si allentano, fatto sta che ieri mattina uno dei film più attesi, Passion di Brian De Palma, si è beccato fischi e risatine. Anche applausi, certo. Ribaditi con calore all’incontro con il regista… Però quei dissensi rivolti a un autore di culto fanno pensare. La conferma che stavolta alcuni maestri hanno deluso. Vedi Malick, fischiatissimo per To the Wonder, vedi Takeshi Kitano con Outrage Beyond. Quanto a De Palma, forse avrebbe ottenuto migliori accoglienze se il suo thriller erotico fosse stato presentato fuori concorso. Detto ciò, chi ha amato titoli come Vestito per uccidere, Omicidio a luci rosse, Doppia personalità, non resterà deluso da Passion.
Dove il regista americano, 72 anni, riscrive a modo suo, giocando sul doppio e sulla perversione, Crime d’amour di Alain Corneau. «Una grande idea un po’ sprecata, perché si svelava subito chi aveva compiuto il delitto — spiega —. Io ho scelto una chiave più sexy e misteriosa. La suspense è assicurata fino all’ultimo». Grazie anche a due attrici in gara di bravura: la bionda Rachel McAdams, l’ambiziosa manager Christine, e la bruna Noomi Rapace, la sua assistente Isabelle. «Ho scoperto Noomi guardando la trilogia Millennium — ricorda De Palma —. Mi sono detto: è intelligente, pericolosa, astuta. Quella che cerco». Innocente e diabolica, Isabelle si muove infatti nell’ombra sfolgorante di Christine ma in breve, come in Eva contro Eva, riesce a rubarle la promozione e l’amante. Christine, appassionata di giochi e gadget erotici, non sembra prendersela troppo. Anche perché tra le due scocca un’attrazione fatale, ma a complicare le carte lesbo arriverà una terza incomoda. Per Noomi, bisex dai tempi di Uomini che odiano le donne, una passeggiata. «Qui però sono le donne a detestare gli uomini — ride l’attrice —. Li strumentalizzano, usano il sesso come un’arma. Quando si duella all’ultimo sangue non c’è posto per amicizia o amore». Sempre ruoli estremi… «La casalinga non fa per me. I caratteri complessi mi aiutano a esplorare la mia parte oscura». Forse anche per questo Isabelle veste solo di nero. «È l’uniforme per la sua missione da compiere. Anch’io per molti anni ho indossato solo il nero. È una buona protezione».
A innescare le ostilità tra le due donne fatali l’oggetto feticcio dei nostri tempi: un nuovo smartphone da lanciare sul mercato. Che nel film si trasforma anche in macchina da presa, archivio di segreti e bugie, strumento di ricatto. «Sono un profeta delle nuove tecnologie — confessa De Palma —. A fine anni 60 con Hi Mom! Avevo anticipato i reality, con Redacted ho raccontato la guerra in Iraq su YouTube. Oggi è il tempo di videocamere e cellulari, tutti possono rubare immagini, fare i loro film».
Non tutti però sono posseduti dal demone del «doppio». «I gemelli sono la mia ossessione. Non so da dove venga, ma non riesco a farne a meno. Dopo aver girato la scena in cui Christine confessa a Isabelle di avere avuto una gemella, morta per colpa sua, mi sono avvicinato a Rachel McAdams: “Mi hai commosso, mi hai fatto ricordare Berry”, le ho detto. “Chi è Berry?” ha chiesto lei. “Il mio gemello…”. Ho visto i suoi occhi sbarrati per qualche istante. Poi ha capito che stavo prendendola in giro e siamo scoppiati a ridere».

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